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Asexuality for dummies: intervista ad una ragazza asessuale
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Asexuality for dummies: intervista ad una ragazza asessuale

Virgina Cafaro

Un po’ di tempo fa mi sono imbattuta in due video (rispettivamente questo e questo), su youtube, incentrati su di un argomento di cui avevo sentito parlare non spessissimo ma comunque abbastanza da poterne appurarne l’esistenza: l’asessualità. Incuriosita, ho iniziato quindi a cercare informazioni, articoli e siti web che ne parlassero, con il preciso intento di capire cosa fosse quest’orientamento sessuale.

E partiamo quindi proprio da qui.

asexuality for dummies

L’asessualità è un orientamento sessuale e, stando a quanto mi dice questo studio del 2004, l’1% della popolazione mondiale si definisce tale. Il primo pensiero nell’appurare questa percentuale non è stato ‘non molti’, bensì ‘e quanti sono quelli che lo sono ma non lo sanno?’ E ancora, ‘quanti sono quelli che pensano di esserlo ma non riescono a dare una definizione a quanto provano, e quindi vivono (o hanno vissuto) senza poter dare voce al proprio vero io?’.

Toronto Pride Parade 2011
Toronto Pride Parade 2011

Queste domande mi sono balenate nella testa perché, se c’è una cosa della quale l’umanità parla giornalmente, anche magari non verbalmente ma fra le pagine di giornali o attraverso le fotografie di una pubblicità, è il sesso. Tutto è difatti ricollegato alla sessualità messa in pratica, sia che essa porti a pubblicizzare una marca di vernici, sia che essa rimandi a una conversazione fra amici al bar.

Come deve quindi sentirsi una persona asessuale in un mondo in cui l’aura del sesso avvolge qualsiasi superficie e spazio?

La nostra società dà per scontato che tutti gli esseri umani provino attrazione sessuale verso altre persone, di qualsiasi genere esse siano, e mai mette in dubbio possa esistere qualcuno che, magari serenamente e felicemente, viva la sua vita senza desiderare di interagire sessualmente con qualcun altro. Perché è esattamente questo quello che sono gli asessuali: persone che non provano attrazione fisica verso altri individui, e non la provano non per via di malattie o condizioni strane, ma perché sono  nati così e sono felici di esserlo.

Asexual_Bossy

Una volta appurato questo, però, altre domande mi sono sorte spontanee: e l’amore? Se le persone che invece attrazione la provano possono scindere sesso da sentimenti, possono farlo anche gli asessuali? Che poi, usare il verbo ‘possono’ è corretto?

Entrata quindi nel vortice delle mille domande alle quali non sapevo dare una corretta risposta, mi sono decisa a contattare una ragazza che asessuale lo è, e che sapevo avrebbe saputo soddisfare le mie mille curiosità: Alice.

Le risposte a quelle domande, un aperitivo e quattro chiacchiere dopo, è quanto segue. Spero possa aiutare tutti a comprendere meglio questo orientamento sessuale.

1) Ciao Alice! Innanzitutto grazie mille per la disponibilità. Direi di partire con le basi: chi sei, da dove vieni, cosa fai?

Ciao!  Beh, cominciamo dalle cose semplici: mi chiamo Alice, ho quasi 32 anni e sono nata a Milano, da famiglia milanese con antenati milanesi (sì, i milanesi doc esistono ancora!). Mi occupo di fotografia e fotoritocco.

2) E quindi sei asessuale. Ok. Ripartiamo dalle basi anche qui. Cos’è l’asessualità?

L’asessualità è un orientamento sessuale, quindi una variante naturale della sessualità umana. Essenzialmente, un asessuale è una persona che non prova attrazione fisica verso le altre persone. Questo naturalmente non significa che non ci si possa innamorare! In fondo l’amore è molto più complesso e sfaccettato di una semplice attrazione fisica. Pensatela così: se esiste il sesso senza amore, può esistere anche l’amore senza sesso. Molti asessuali sono attratti emotivamente da persone di uno o l’altro sesso. Per rendere la cosa più semplice da spiegare e utilizzare suffissi che sono di facile comprensione per tutti, di solito si parla di asessuali etero-affettivi, omo-affettivi, bi-affettivi ecc.

3) Un asessuale può quindi, se vuole, intraprendere relazioni romantiche?

Certo! Moltissimi asessuali intraprendono relazioni romantiche, alcune durature altre meno (ma non è così per tutti?).

3) Tu quando lo hai capito? Qual è stata la tua prima reazione?

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Io sono stata abbastanza fortunata, l’ho scoperto che avevo 17 anni. Per anni avevo pensato che ci fosse qualcosa che non andasse in me, che avessi un qualche tipo di problema…che sollievo scoprire che c’erano altre persone come me! Finalmente sapevo di non essere sola.

Dopo quel fatidico momento, ho passato qualche anno per capirmi meglio e per esplorare questa nuova consapevolezza di me. Dopo è giunto il momento del coming-out con la mia famiglia e i miei amici: ero terrorizzata all’inizio, ma è andato tutto alla grande.

4) Cosa diresti a una persona che ha da poco scoperto o pensa di essere asessuale?

Di prendersi il suo tempo, di prendere coscienza di sé senza correre, ognuno ha i suoi tempi. E, naturalmente, che non è sola e che c’è moltissima gente pronta a darle il proprio supporto, anche solo facendo quattro chiacchiere.

5) Ho visto che pian piano il movimento asessuale sta ottenendo sempre più visibilità. Quanto pensi sia stato utile internet, in questo?  Dove altro possiamo trovarvi, non online?

Credo che internet sia stato fondamentale. In passato l’asessualità era stata trattata da alcuni scienziati ma solo in testi per gli addetti ai lavori. Di conseguenza, quella fetta di popolazione che è asessuale non lo sapeva e spesso si sentiva sola, strana, malata. Internet ha permesso a tutte queste persone di venire a conoscenza le une delle altre e quindi di formare una comunità.

Sicuramente il primo e più importante riferimento è AVEN (Asexual Visibility and Education Network). Inoltre abbiamo appena fondato un Gruppo Asessualità in Arcigay Milano, in modo da poter fare da collegamento con le comunità delle altre minoranze sessuali e da poter fornire a chiunque ne abbia bisogno anche un luogo fisico di ritrovo e aiuto. Ci potete scrivere a asessualita@arcigaymilano.org

 

Leggi i commenti (5)
  • per me può esistere il sesso senza amore ma il contrario lo vedo difficile. Se mi innamoro di qualcuno sono attratto da lui o lei anche sessualmente e non vorrei mai stare con qualcuno che non prova lo stesso per me ( e magari fa sesso con me per farmi contento). Il sesso, l’eros l’attrazione fisica fa parte della vita (poi si può avere una libido più o meno bassa), ceto il sesso non è tutto in una storia d’amore ma ha il suo ruolo, non va negato. Poi se una coppia non ne sente il bisogno ed è contenta così ok

  • Ho una domanda e spero non sia interpretata male, perché voglio solo capire. È corretto definire l’asessualita come un orientamento sessuale? Mi spiego. Nell’articolo stesso si dice che anche gli asessuali possono provare (ovviamente) amore/affettività omo o etero. Ecco per me è questo che indica l’orientamento. L’asessualitá è un modo di vivere la propria sessualità, ma non stabilisce per me l’orientamento.
    Chiedo come la pensate su questo perché è una cosa che mi chiedo spesso.

    • Ti sbagli, l’asessualità non è un modo di vivere la propria sessualità, non è la scelta conscia di “non fare sesso”, come invece sono celibato e astinenza per ragioni religiose, filosofiche, ecc. È un orientamento sessuale, proprio come l’omosessualità e l’eterosessualità ad esempio, perché, per dirla in termini semplici, se alle persone omosessuali “piacciono” persone dello stesso sesso, e alle persone eterosessuali “piacciono” persone di sesso opposto, ebbene, alle persone asessuali “non piacciono” persone nè di un genere, nè dell’altro. Ovviamente è una semplificazione estrema, la parola “piacere” non sarebbe corretta (e infatti l’ho messa tra virgolette), in quanto parliamo pressoché solo di desiderio sessuale; sotto altri punti di vista possono “piacere” i più vari tipi di persone!

  • la grande maggioranza delle persone prova attrazione sessuale con o senza amore, questo va accettato, poi ci vuole rispetto per ogni minoranza

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