LGBT+

Sarebbe bello potersi innamorare al supermercato

Commenti (5)
  1. Irene ha detto:

    Ciao Carlo!
    Ho letto il tuo articolo sul “volersi innamorare al supermercato” e mi ha rattristato molto, perché, da quando sono tornata in Italia, anche io ho sentito quel forte distacco emotivo Delle persone.
    Avendo vissuto all’estero ero ormai abituata a trovare scuse futili pur di parlare con qualcuno e sentire le loro storie. Ho notato che le persone erano molto più aperte e disponibili ad un confronto, perché tutti avevamo bisogno di contatto per non sentirci soli. Mi manca davvero tanto quella sensazione e ti auguro di fare un’esperienza simile per poterla vivere.
    Buona giornata 😉

    1. Carlo Marconi ha detto:

      Ciao Irene! Credo che la questione sia molto complessa e che generalizzare sia sempre difficile. Non so se sento di poter affermare che all’estero si respiri un’aria diversa. Prendiamo il Regno Unito: vi sono stato diverse volte e in ognuna di queste, soffermandomi ad osservare le persone, le trovavo frettolose e spaventate. Certo non è che un giudizio superficiale, avvalorato però da alcuni miei amici che nel Regno Unito si sono dovuti trasferire per lavoro. La mia credo sia una riflessione valida per ogni latitudine, senza avere la pretesa di rivelare grandi verità: siamo spaventati dall’idea di restare soli ma abbiamo disimparato l’abitudine al contatto. E’ questo quello che dovremmo riscoprire.
      Ti ringrazio per la condivisione!
      Buona giornata anche a te

  2. Davide Serradura ha detto:

    Iniziando a leggere mi stavo chiedendo proprio le cose che poi hai evidenziato sviluppando l’articolo. Il fatto è che come hai detto non riusciamo più ad avere contatti umani. Ma se ci pensiamo, quale ragazza (parlo da ragazzo etero cisgender) si fiderebbe ad un contatto reale, ad un approccio fisico e verbale in un luogo anche pubblico per carità, anche di giorno? Ci bombardano talmente tanto con notizie di violenze, omicidi ecc… che sinceramente faccio davvero fatica a biasimarle. E poi come hai detto probabilmente siamo diventati così poco originali che qual ora una ragazza non avesse paura perderebbe interesse per la banalità delle nostre tattiche di approccio. Probabilmente dipende dall’assuefazione ai social network o magari non siamo più abituati a rapportarci vis à vis con le persone, chi lo sa. Sicuramente questo fenomeno non migliorerà nell’immediato futuro, anzi…

  3. Davide Serradura ha detto:

    Iniziando a leggere mi stavo chiedendo proprio le cose che poi hai evidenziato sviluppando l’articolo. Il fatto è che come hai detto non riusciamo più ad avere contatti umani. Ma se ci pensiamo, quale ragazza (parlo da ragazzo etero cisgender) si fiderebbe ad un contatto reale, ad un approccio fisico e verbale in un luogo anche pubblico per carità, anche di giorno? Ci bombardano talmente tanto con notizie di violenze, omicidi ecc… che sinceramente faccio davvero fatica a biasimarle. E poi come hai detto probabilmente siamo diventati così poco originali che qual ora una ragazza non avesse paura perderebbe interesse per la banalità delle nostre tattiche di approccio. Probabilmente dipende dall’assuefazione ai social network o magari non siamo più abituati a rapportarci vis à vis con le persone, chi lo sa. Sicuramente questo fenomeno non migliorerà nell’immediato futuro, anzi…

  4. Carlo Marconi ha detto:

    E’ innegabile che i media abbiano un impatto potente sulle nostre vite, non solo nel condizionare le nostre opinioni in modo più o meno subliminale, quanto, come dici tu, nel nostro modo di comportarci di fronte ad un mondo esterno che percepiamo sempre più ostile. Per questo forse usciamo di casa e ci portiamo dietro un bagaglio spesso inconsapevole di diffidenza e ansia generalizzata che ci circonda come un guscio e impedisce agli altri e ancor prima a noi stessi di ritrovare quel piacere che dovrebbe essere alla base di ogni rapporto umano. Le chat non vanno demonizzate e lo stesso vale per i social network: basterebbe ridimensionarli al loro ruolo naturale di strumenti, capire che per quanto comodi sono sicuramente limitati, perlomeno rispetto alle infinite possibilità espressive che potremmo sviluppare. Grazie per la condivisione del tuo pensiero!

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