Ho letto questo articolo del Fatto Quotidiano, dove Andrea Scanzi ci fa sapere che le donne (ma anche gli uomini) non dovrebbero portare scarpe basse aperte d’estate, perché “possono permetterselo 5 donne su 100, perché serve un piede magro e curato, che non spanci quando cammina”.

Scanzi ha un curriculum di tutto punto e la sua pagina di Wikipedia potrà confermarvelo, ma ancora non ha il diritto di decidere cosa sia oggettivamente bello e dunque cosa dovrebbero indossare o meno le persone durante l’estate. E toccherà che qualcuno glielo dica.

Caro Andrea Scanzi, il fatto che secondo lei i sandali alla francescana siano “i più grandi anticoncezionali mai concepiti”, come dire… è un problema suo.
Moltissime persone si vestono per sentirsi comode, non sexy.
Nemmeno a me quel tipo di scarpe fa venire i bollori, ma non mi aspetto che per questo la gente debba toglierle per “salvare i miei occhi”.

Le “havaianas” vanno bene in spiaggia, non in città. Sono quasi sempre terrificanti e mostrano piedi – troppo spesso – non curati, brutti e in grado di rovinare la giornata a chi ha la sventura di osservarli.

Caro Andrea Scanzi, devo ripetermi, ma il fatto che un piede “brutto” (di nuovo, non parliamo di qualcosa di oggettivo, ma di gusti) rovini la giornata ad una persona, è un problema di quella persona.
Quando esco di casa con le infradito, il pensiero che qualcuno possa pensare che i miei piedi siano brutti, davvero non mi tange.

E la libido crolla sotto zero. Il tacco, anche se moderato, aiuta quasi sempre.

Caro Andrea Scanzi, il fatto che la sua libido crolli in assenza di un tacco 12, davvero non ci interessa.
Le sembrerà assurdo, ma il compito delle donne non è quello di tenere alti i livelli di testosterone.
Le donne continueranno ad uscire con scarpe aperte basse, la sua libido continuerà a crollare e tutti quanti ce ne faremo una ragione.

Qualcuno, in un attacco di boldrinite, dirà: è un articolo misogino, sessista e maschilista. Macché: è semplicemente un articolo (ironico) in difesa della bellezza, che era e resta femmina.

Caro Andrea Scanzi, il suo È un articolo misogino, sessista e maschilista.
E non sarà la sua frase successiva (dove dice che anche gli uomini non dovrebbero indossare certi tipi di scarpe) a salvarla. Ha solo deciso, in chiusura, di discriminare anche la categoria maschile.
Lei parte dal presupposto che una donna – o meglio, una sua specifica parte del corpo – debba essere sexy e che, qualora non lo fosse, dovrebbe coprirla. Capirà che questo ragionamento non è accettabile, soprattutto perché cerca di far passare un punto di vista soggettivo come qualcosa di oggettivo ed inequivocabile. Beh, non è così.

Il fatto che i lettori ricerchino articoli “leggeri” non legittima i giornalisti a scrivere qualunque cosa.

Caro Andrea Scanzi, ci sono persone che cercano di dire alle donne (e agli uomini) come dovrebbero essere, cosa dovrebbero dire e cosa dovrebbero indossare, tutto con l’unico scopo di piacere all’altro.
E ci sono persone che provano a far capire alle donne (e agli uomini) che vanno bene così come sono, che non sarà il giudizio della società a determinarle/i e che non sono per forza prigioniere/i della loro cultura. Che se lo vogliono, possono decidere di volersi bene e rispettarsi. E che se vogliono cambiare, possono farlo per loro stesse/i.

Caro Andrea Scanzi, lei che persona vuole essere?

PS La bellezza non è donna, è universale.

PPS Per provare a metterla sul ridere, potete dirci la vostra sui social utilizzando l’hashtag #estateapiediscanzi (Grazie Barbara per l’idea!)

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