Sono una donna e il porno lo voglio così

La prima volta che ho visto una scena vagamente erotica avevo 10 anni, avevo La Bella e la Bestia su una VHS dove prima era stato registrato un film dalla TV. Una volta finito il cartone, partiva una scena del suddetto film (che durava ovviamente più del classico Disney e quindi “sbordava” – se avete più di 20 anni sono certa di non dovervi spiegare questa dinamica).

C’erano un lui e una lei, probabilmente moglie e marito, che al buio, in quella che io ricordo essere una soffitta, cominciavano a fare sesso. Sul più bello però lei faceva scattare una trappola per topi lì dove un uomo non vorrebbe mai una trappola per topi, e nella scena successiva lui era sul bidet dolorante. Non ho mai saputo che film fosse e non l’ho mai più ritrovato, perciò se qualche cinefilo sente il racconto familiare, per favore che mi illumini, ci terrei a vedere come va a finire.
(La morale della favola qui è solo una: “esigete sempre e solo videocassette originali Walt Disney Home Video”. Perché nelle altre ci sono i porno).

La prima volta che ho visto un porno vero e proprio, invece, avevo circa 12 anni ed è successo per sbaglio: facevo zapping in una camera d’albergo e mi sono ritrovata su un canale a luci rosse. Mi sono così impanicata da non riuscire più a cambiare canale, pensavo solo a mille modi per cancellare dalla memoria del televisore il mio errore, mentre sullo schermo passavano primi piani di penetrazione.

Non vi dico che gioia scoprire che non solo l’albergo lo avrebbe detto ai miei, ma li avrebbe anche fatti pagare. E certo la frase “non ho spento la TV perché pensavo a come spegnere la TV” non sarebbe risultata credibile. (Rendetevi conto di com’era la vita senza internet. Sono una sopravvissuta.)

 

Da quel momento ho detto “NO” al porno per moltissimi anni, più o meno finché non ho avuto una casa di mia proprietà e una linea ADSL.
Solo lì ho ridato una chance al mio trauma infantile ed ho cominciato a guardarlo con occhio critico. Ben presto mi sono accorta di una cosa: se vuoi cercare un porno con un uomo sottomesso devi cercare “uomo sottomesso”, se vuoi cercare un porno con una donna sottomessa devi cercare “porno”.

Eh sì, il porno di default ha un taglio ben preciso: lui ha il potere, lei si fa fare di tutto (e le piace).
Che brivido nelle mutande provoca il vedere una tizia presa da dietro con la testa ficcata nel cesso e il superdotato di turno che tira l’acqua.
Che godimento per gli occhi assistere ad una fellatio dove la ragazza viene strozzata col membro mentre le lacrimano gli occhi per il conato.
Che bello il porno, aspetta che adesso prendo il mio vibratore e gioisco assieme a loro.
Ecco, no.

Ho sempre usato il porno come “riscaldamento” per entrare nel mood, ma non mi sono mai masturbata guardando un porno. Le uniche scene che mi piacevano erano i primi piani della penetrazione (maledetta TV dell’albergo) e dopo poco ho capito che avrei potuto semplicemente immaginarmele, non c’era bisogno di essere Kubrick.

In realtà, anni dopo ho avuto la mia epiphany. Mi piacevano solo i primi piani perché da quelli non si capiva la dinamica. Il primo piano di una penetrazione non dice niente del rapporto tra i due. È solo allargando l’inquadratura che ti rendi conto di quanto lui le stia tirando i capelli o di quanta altra gente ci sia attorno a lei.

Di tutte le persone che guardano porno, solo il 26% sono donne, chiediamoci perché. E forse non è neanche un caso che le parole più ricercate dalle donne che guardano porno siano “lesbiche” e “gay”.
Insomma, non è che non mi piaccia la trama, è che non godo quando vedo una donna trattata male.

 

E poi qualche giorno fa, inaspettatamente – come tutte le cose belle – ho conosciuto lei: Erika Lust.

Erika è una studiosa femminista di Scienze Politiche e Studi di Genere originaria della Svezia, che ha fatto carriera come regista di film porno a Barcellona. Ho scoperto la sua storia guardando la prima puntata di Hot Girls Wanted: Turned On, un documentario che trovate su Netflix.

Erika dice una cosa molto semplice: il porno non è solo porno, è una discussione sulla società, sui ruoli di genere e sul potere. Peccato che questa conversazione sia portata avanti solo da uomini.
Il porno è fatto da uomini e perciò incarna lo stereotipo che la società ha insegnato loro: la donna come oggetto sessuale utile solo a dare piacere.
Contando che il porno è la prima fonte di educazione sessuale per i ragazzi e le ragazze di tutto il mondo, forse è il caso di apportare qualche modifica.

Nel suo discorso durante il TEDx di Vienna, Erika afferma:

“Non voglio le donne fuori dal porno, le voglio NEL porno, dall’altra parte dell’obiettivo. Le voglio produttrici, registe, sceneggiatrici.”

Se vi iscrivete alla sua newsletter potrete vedere gratuitamente uno dei suoi film: si chiama Eat With Me.
Io l’ho guardato una volta e poi l’ho guardato un’altra volta e quasi mi veniva da piangere.

Ora lo so che tipo di porno vi state immaginando, con ogni probabilità il vostro cervello avrà preso tutti gli stereotipi del femminismo e li avrà semplicemente messi nudi davanti ad un obiettivo.
Vi invito perciò caldamente a mandare a quel paese i luoghi comuni che vi hanno insegnato e a lasciarvi stupire dalla bellezza di questo film.

 

Al netto della fotografia, più curata di un film di Wes Anderson, è tutto il resto che è talmente bello da commuovere. Vediamo un uomo e una donna che fanno sesso (quindi non l’amore dolce mentre si dicono “ti amo” e fantasticano sul matrimonio) ma RISPETTANDOSI.

C’è il cunnilingus, c’è la fellatio, ci sono i primi piani, c’è lei in ginocchio, c’è tutto. C’è il porno. Ma non c’è neanche per un istante la sensazione che lui stia comandando, che lei sia il suo giocattolo, che sia un oggetto da sfruttare. Anzi. Nonostante ci sia molto equilibrio nelle scene, risulta comunque evidente la prospettiva femminile. Non c’è niente da fare, siamo concentrati su di lei, ma come soggetto della scena, come protagonista.

Grazie a questo film ho capito che in realtà mi piacciono i porno con la trama, con il climax che viene costruito scena dopo scena. E vi dirò di più, mi interessa anche vedere cosa accade dopo.

Il sesso di Erika è sincero, è realistico, è verosimile. È il sesso che facciamo noi. Ed è il sesso che voglio vedere.

Questo taglio femminista non toglie niente all’eccitazione ma aggiunge una consapevolezza che, se possibile, rende tutto ancora più sexy.

Perché come dice lei stessa, “il sesso può restare sporco, ma i valori devono essere puliti”.

Andate a guardare un porno diverso, andate a farvi stupire.

Irene Facheris
Irene Facheris

Presidente

Classe 1989. Laureata in Psicologia, ha frequentato corsi sull'influenza sociale e sulla psicologia delle disuguaglianze. Ora lavora come formatrice e coordina il progetto Bossy. Ma tanto tutti se la ricordano per aver parlato male di "50 sfumature di grigio" su internet.

17 Commenti
  1. O_O Lo sciacquone in testa? Sono abbastanza sicuro che pure per trovare quello servano ricerche specifiche.
    Personalmente anche a me infastidisce la sottomissione, però non mi pare così pervasiva, anzi. Nella maggior parte dei porno “classici” che ho visto, la donna è il centro dell’attenzione e fa ciò che vuole e l’uomo è poco più di un dildo glorificato. Praticamente un elemento scenico. A volte c’è sottomissione in un senso o nell’altro, ma è anche annunciata in titoli e roba simile.
    Il che ha anche perfettamente senso secondo me. Mettiti nei panni di un uomo etero che guarda un porno: ti assicuro che vuole vedere soprattutto la donna. E senz’altro dei due vuole vedere la donna fare cose interessanti. L’uomo è lì perché per fare sesso (etero) ci vuole anche un uomo.

    1. Aggiunta doverosa, visto che a quanto pare sono letteralmente Hitler tutto ad un tratto: “…Il che ha anche perfettamente senso [come strategia di business da parte di chi produce contenuto il quale statisticamente è maggiormente fruito da uomini che da donne, nonostante questo non sia né giusto né bello]…”.
      Mi merito il beneficio del dubbio adesso?

  2. Hai espresso benissimo il mio pensiero! Io spesso mi eccito molto di più per le scene di sesso delle serie tv, non per forza perché si amano o perché lui è il principe azzurro ma perché la donna non ė una bambola gonfiabile. Essendo bisessuale di porno strettamente detti vedo solo quelli di lesbiche perché quelli di etero mi fanno stare proprio male

  3. Personalmente non guardo porno per il semplice fatto che vedere due sconosciuti che fanno sesso non mi eccita. Tuttavia, siccome hentai & co. lo fanno capisco cosa intendi. Sebbene si parli di personaggi e non di persone che recitano, io sento lo stesso blocco: le scene violente, quelle in cui l’uomo “domina” sono davvero vuote. Mi chiedo se non sia il caso di fare, in questi casi, un passo indietro e, invece di possedere o di farsi possedere, non si dovrebbe possedere ed esprimere la complicità delle parti. Ci tengo a precisare che talvolta mi immedesimo nei personaggi maschili ed altre volte in quelli femminili. Spero non sia per questo che mi infastidisce il tutto, ma che sia per buon senso.

  4. ma come, non eravamo noi uomini i porci misandrici? ecco, bene, appunto. Abbiamo il nostro mezzo catartico che è il porno. DA SEMPRE.
    Adesso ci manca che voi femministe ci togliate anche questo filosofeggiando minchionamente sul perchè le donne ne usufruiscano poco.
    Il porno non è hollywood, non è un mercato dove le donne non sono accette o sono sottopagate. Tutto il contrario una pornodiva guadagna il triplo di un porno attore.
    Allora cosa ha impedito alle donne di fare porno per donne negli ultimi due secoli?
    Adesso l’invidia del pene arriva persino a farvi “lamentare delle quote rosa” nel porno? ma per piacere!
    Il porno è MASCHIO quanto lo shopping è femmina, questo è il motivo per cui nei porno la donna è un oggetto di piacere e delle trame non se vede neanche l’ombra.
    Il porno è maschilista perchè il target è al 80% maschile e non il contrario, che il target è in larga parte maschile perchè il porno è maschilista.
    Il porno si può fare casalingo, girato a mano, lo fanno in tanti, amatoriale. Non c’è bisogno di case di produzione. Perchè non l’avete mai fatto voi donne il vostro porno?
    La nostra Valentina Nappi, famosa ormai più di Moana e Cicciolina e anche di Rocco Siffredi (che ha mandato a cagare) perchè non fa dei “porno al femminile”? perchè è un’imprenditrice.
    Sa bene che il porno lo guardano in maggioranza uomini e non donne. Quindi non venite a rompete i maroni su un prodotto fatto e pensato per gli uomini con la vostra presunta uguaglianza persino sugli istinti sessuali.
    Fatevi il vostro porno, con uomini trattati come oggetti sessuali e non rompete i maroni al nostro porno.
    Uomini e donne non si eccitano per le stesse cose. Se dobbiamo spiegare questo siamo proprio messi male.
    Ficcatevelo in testa. Non siamo uguali.
    La vostra invidia del pene fatevela passare penetrandovi vicendevolmente con un double dildo.

  5. Mah, il tuo articolo parte da delle premesse non del tutto vere. Il porno si suddivide in tante “categorie” ciascuna delle quali rappresenta un mondo diverso e un modo diverso di fare sesso. C’è di tutto e il contrario di tutto. Personalmente trovo il 99% del porno che mi è capitato e mi capita di vedere NON eccitante, ma questo è un parere mio. Inoltre, sono un uomo, ma è molto distante da me l’idea di trattare male una donna durante un rapporto. Questo secondo me è condiviso dalla maggior parte degli uomini, per i quali l’imperativo durante un rapporto è quello di far godere il più possibiel la partner. Questo ci è stato inculcato in testa fin dalla nascita, e cose come le dimensioni del pene, la durata dell’erezione, la resistenza al godimento prima di raggiungere l’orgasmo sono tutti parametri che dimostrano quanto un uomo ci tenga a dare piacere alla partner prima che a sè stesso. Se così non fosse, chi se ne fregherebbe di avere un pisellino di 12 centimetri o di venire subito non appena si toccano le tette? L’importante sarebbe di aver goduto e basta.
    Infine una considerazione: da quello che so, che ho sperimentato di persona nei miei rapporti con le donne e che mi è stato riferito da uomini e donne che ho conosciuto, alle donne PIACE la sottomissione sessuale, l’essere trattate male e l’essere usate. Addirittura ho letto studi scientifici che riportano come la prima fantasia sessuale femminile sia quella di essere violentata. Mi è capitato di pubblicare dei romanzi e di dover inserire scene di sesso e, sapendo che leggere scene simili piace quasi solo alle donne (gli uomini trovano il sesso scritto ridicolo e non interessante) ho descritto scene con donne dominate, prese con la forza e sottomesse. Ebbene, nel caso di entrambi i romanzi ho ricevuto tantissimi pareri positivi da parte di lettrici (femmine), cosa che mi ha confermato le mie teorie (che tanto teorie poi non erano). Basti pensare che 50 sfumture di grigio (romanzo in cui una donna viene sottomessa e trattata male) ha venduto 250 milioni di copie nel mondo (250 MILIONI) e il suo target è sostanzialmente quello delle lettrici.
    A me comunque, come maschio, ripeto, non piace l’idea di trattare sessualmente male le donne e trovo le scene di sesso di questo tipo sgradevoli e per nulla eccitanti (o quasi, con le dovute eccezioni). In generale trovo l’idea che qualcuno debba trattare male un altro durante il sesso un controsenso, ma forse la penso solo io così. Non credo infatti che a una donna possa piacere un uomo che pratica un tipo di sesso più “morbido”, senza aggressività. Come tutte le mie partner (e quelle dei miei amici) hanno sempre richiesto, le donne amano sentirsi bloccate per i polsi e scopate selvaggiamente, con impeto animalesco come se l’uomo non riuscisse a controllarsi e a trattenersi dal desiderio.
    Altro non so aggiungere.

  6. Condivido la maggior parte di quanto scrivi. Io però, diversamente da te, riesco ad eccitarmi parecchio davanti al porno “standard”, li uso spesso per accendermi, credo dipenda dalla mia predilezione per le dinamiche bdsm. Io amo il concetto di sottomissione, a prescindere dal genere, quindi anche in quei porno riesco a provare il piacere di immedesimarmi.
    Quel 26% di donne che usufruiscono del porno sono le pecore nere che vanno oltre il pregiudizio che dice che il porno è una cosa per maschi. Inevitabile quindi che l’industria pornografica sia un predominio maschile, questo è un triste dato di fatto; ben venga la Lust, che ho già avuto modo di apprezzare, sperando che dia il buon esempio ad altre registe e avvicini più donne alla visione della pornografia fuori dai pregiudizi.

  7. Di tanto in tanto gratifica non sentirsi soli nel mare magnum della mediocritá, del bigottismo, dell’ ipocrisia e dell’omologazione sociale !!! Non conoscevo Irene, tanto meno Erika Lust tuttavia avendo letto l’articolo mi voglio concedere la visione consigliata! Sono un fan del Porno, ma anche delle Donne! Se posso cosiglio a tutte le ragazze, donne, madri, sorelle, figlie, signore che vogliono avvicinarsi o espandere la loro conoscenza della materia con un diverso punto di vista, di trovarsi un ‘compagno’ di visione che sia maturo ed abbastanza self-confident da non sentirsi minacciato o sminuito, ma in grado di apprezzare la novitá e la differenza rispetto al resto. Se ci riuscirete potreste trovarlo davvero sorprendente !

    P.S. Erika non sapevo avessi stroncato 50 sfumature di grigio. Come darti torto ! Hai giá conquistato la mia fiducia di lettore !

  8. Il porno io lo trovo banale. Trovo sia la risposta cinematografica e fotografica gli stress sessuali prevalenti, che rifletta quindi la cultura della società. Un porno nobilitato non sostituirebbe mai il porno “basso”, creerebbe solo una categoria aggiuntiva per soddisfare un’altra parte della popolazione. Il porno attuale resterà, perché in tanti ne hanno bisogno, come hanno bisogno delle sveltine per cui pagano poche decine di euro alle signorine.

  9. Interessante punto di vista.
    Peccato che viene espresso un parere personale come se fosse autorevole e con una parvenza scientifica.

    Il porno non deve essere un momento di formazione. Se il ragazzino impara il sesso tramite i video ricreativi allora il problema sono i famigliari che non si prestano più a fare il “discorsetto”.

    Il porno deve essere senza regole perchè è una fuga dalla realtà, soddisfa la parte perversa comune a tutti gli esseri umani. Meglio sfogarsi nella fantasia anziche nella realtà.

    PS: Ai bambini ci devono pensare i famigliari, non tutta l’umanità. Il mondo è a misura di adulto, non di bambino.

    Infine trovo l’aspetto femminista fuori luogo. Esistono molte categorie, compresa quella femminista, perciò non vedo il nesso.

  10. Devo dire che il tuo canale yt e questo sito mi stanno aprendo la mente a cose che come il femminismo ero a conoscenza ma non ero mai andata a fondo come sto facendo adesso, e il mondo della sfera sessuale che come l’argomento del femminismo ero a conoscenza ma più che altro le cose “basilari” adesso ho una consapevolezza maggiore e anche un interesse maggiore per tutto ciò.
    Inoltre l’argomento del porno non è stato mai oggetto del mio interesse perchè lo reputavo “schifoso” però adesso con dei video di shanti lives e questo articolo si sta “aprendo una porta” verso un nuovo mondo e cose di cui non ero a conoscenza!
    Detto ciò trovo questo sito MOOOOLTO interessante e che tratta di argomento realistici quindi un in bocca al lupo a tutta la redazione di bossy.
    Ad maiora!

  11. Mi è piaciuto l’articolo ma non sono d’accordo su un punto. Il porno generalista e’ “sessista” perché mette in scena una fantasia maschile (la donna come oggetto disposto a tutto). Al di là del mio gusto personale (preferisco l’hard di Erika lust che ho già avuto modo di apprezzare in tutta la sua raffinatezza visiva e narrativa) trovo giusto che esistano entrambe le forme pornografiche (e ce ne sono molte altre come il cosiddetto post porno) perché ognuna va a colpire un target differente. Anche negli altri ambiti dell’industria culturale e’ così: generi diversi che parlano a pubblici differenti. Non credo che il problema sia che si debba smettere di produrre un certo tipo di porno, credo al contrario che la questione sia trattare il porno come gli altri prodotti culturali ed educare alla visione di essi. Fare, cioe’, capire che si tratta di prodotti finzionali (anche se la penetrazione e’ reale si tratta in ogni caso di una messa in scena) da intendersi esclusivamente per uno scopo ludico. Nessuno ti deve dire che fast and furious non va preso come esempio di educazione stradale proprio perché ci hanno insegnato cosa sia il cinema. Il porno educa alla sessualità perché si preferisce tacere sull’argomento e lo si continua a trattare come un oggetto misterioso

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