“Dottore” chi? Perché le donne della cultura pop sono intenzionate a restare

È successo di nuovo.
Ad una donna (in questo caso la trentacinquenne inglese Jodie Whittaker) è stato assegnato un ruolo di primo piano nella cultura nerd che era finora stato maschile (in questo caso il Dottore in Doctor Who), e l’internet – anzi, una sua specifica parte – è esploso.

Da stupirsi c’è davvero poco, dato che ogni aspetto di questa polemica è stato già visto e sentito più volte.
Per esempio quando è stato annunciato il reboot al femminile di Ghostbusters, quando si è capito che la nuova saga di Star Wars e lo spinoff Rogue One avrebbero avuto protagoniste donne, quando recentemente Wonder Woman ha superato in incassi tutti gli altri “primi film” di supereroi.
Se provate (facendo respiri molto profondi) ad esplorare la sezione dei commenti sotto i vari video ed articoli che danno queste notizie, vedrete che le proteste sono davvero sempre le stesse:
– qualcuno dà la colpa al “maledetto femminismo e al politically correct” e nei casi più estremi parla di sessismo al contrario (urla agghiacciate in sottofondo)
– moltissimi contribuiscono con “non è per sessismo, ma non penso che una donna possa essere credibile in questo ruolo” e compagnia bella
– immancabili gli intellettuali, che spiegano come la parità “non c’entri nulla, è puro e semplice marketing!!”
– e poi ovviamente quelli che comunicano la loro decisione di abbandonare il franchise per l’insopportabile delusione ricevuta (convinti davvero di averne in mano le sorti, che teneri) e/o si mettono ad insultare le persone coinvolte nella scelta

Il fatto è che non sono soltanto le battute a ripetersi uguali, ma anche chi le pronuncia (o più spesso, le digita): la quasi totalità delle critiche e lamentele proviene ogni singola volta – escludendo dunque si tratti di una coincidenza – da uomini, generalmente di età superiore ai vent’anni.
Ma perché?
Perché non riusciamo ancora a staccarci da questa mentalità antica per cui i fumetti, la fantascienza e i videogiochi sono una cosa da maschi e le donne al massimo le “prendono in prestito”?
Perché la Principessa Leia non ha mai posseduto una spada laser pur essendo sensibile alla Forza come suo fratello Luke, ed abbiamo dovuto aspettare il 2017 per avere un film interamente incentrato su un supereroe donna?
Perché la scelta di far avere sembianze femminili alla Tredicesima reincarnazione del Dottore è stata giudicata “non fedele alla serie”, quando il Dodicesimo Dottore ha espressamente detto che nella sua specie il genere praticamente non esiste?

Noi abbiamo superato da miliardi di anni la vostra insulsa ossessione umana per il genere e gli stereotipi associati ad esso.

Se non trovate credibile una donna nei panni di un generale (o di un jedi, un acchiappafantasmi, un Signore del Tempo) è solo perché siete stati abituati a non vederle mai in quella veste. Perché nessuno ha mai voluto o potuto mostrarvele prima.
Ed è OVVIO, che si tratti di una strategia di marketing… ma il fatto stesso che sia stata creduta valida significa che le cose stanno cambiando. Un mondo in cui la parità fa tendenza, che bello!

E invece no.
“Stavolta abbiamo scelto una donna” continua ad essere, per molti, una ragione sufficiente ad abbandonare un universo di fantasia a cui guardavano con devozione (anzi, spesso è sufficiente che le donne siano soltanto la mente creativa dietro ciò che si vede).
Potete dire di non essere sessisti per i prossimi cinquant’anni, ma giudicare una persona inferiore rispetto ai predecessori o colleghi, quando di lei ancora si sa soltanto che è di sesso diverso rispetto a loro, non si chiama discriminareunadonnapernessunaragione-ismo. Si chiama sessismo.
Perché di tutte le cose surreali che avvengono nel fantasy e nella fantascienza, è una donna piena di potere e responsabilità a non essere credibile.

“Viaggia nel tempo? Ok. È immortale? Bene. Combatte gli alieni? Figo. È donna? Mi dispiace non posso più guardare Doctor Who, tutto questo è ridicolo”

Allora lasciate che vi dica una cosa: voi uomini che siete sconvolti e persino offesi dall’ondata di donne che sta invadendo la cultura popolare, avete IL LUSSO di non riuscire a capire quanto sia importante quello che sta succedendo [alle donne che concordano con loro non mi rivolgo, perché davvero non so che cosa dire].
Voi, nella condizione di essere totalmente esclusi o stereotipati da certe narrative, non vi siete mai trovati.

Nessuno vi ha riso in faccia quando vi siete presentati con la cartella di Sandokan il primo giorno di prima elementare. Non vi siete sentiti dire nemmeno una volta “sconfitto ad un videogioco, e DA UNA DONNA poi, doppio disonore!!”. Non avete mai dovuto aspettare intere mezz’ore che i vostri cugini maschi dibattessero su quale supereroe volevano interpretare quando giocavate, mentre tu eri sempre e soltanto La Donna Invisibile (ecco, appunto).

Quando vedo Rey che fa roteare la sua lightsaber, Wonder Woman che schiva proiettili come fossero caramelle, Jodie Whittaker con in mano le chiavi del TARDIS… è come se qualcosa “si sistemasse” dentro di me. Come se la bambina che sono stata ricevesse giustizia.
Mi commuovo se penso che magari, in un futuro nemmeno troppo distante, potrei avere una figlia che non si accontenterà mai di essere solo l’interesse amoroso di qualcuno, perché quella non sarà la normalità nemmeno nei mondi di fantasia.

Questo non significa che la mia vita sia stata un disastro irreparabile perché da piccola ho avuto pochi role model femminili, né tantomeno che da adesso tutti gli eroi maschili debbano farci schifo (sono ancora felice adesso per il nuovo film di Spider-Man, ma quanto è bello?).
Significa soltanto che adesso – che vi piaccia o meno – ci dovete liberare metà dell’armadio, perché il mondo nerd è anche casa nostra.

 

[“Sarà tutto fatto di donne, il futuro?”]
«Possiamo solo sperarlo.»

(Dodicesimo Dottore)

 

Rachele Agostini
Rachele Agostini

Redattrice

Torinese ma non proprio, rossa ma per finta, cantante ma per gioco. Dopo ventidue anni di vita ha deciso di dare uno scopo alla propria naturale secchionaggine ed attitudine alla polemica, unendole al proprio amore per le parole e ottenendo il sogno di diventare giornalista. Nell'attesa che questo si realizzi, le sole costanti della sua vita restano il cibo, l’Inghilterra e i film della Marvel.

1 Commento
  1. Sono un ragazzo e personalmente trovo la scelta di un Dottore donna qualcosa di giusto e meraviglioso. Onestamente tutte queste critiche da parte dei fan, come me, della serie mi sembrano assurde e ingiustificate. Doctor Who non è soltanto una serie di fantascienza, ma insegna la tolleranza, l’amore incondizionato e la voglia di viaggiare, di scoprire cose nuove e appassionarsi a culture diverse. Se non si capisce questo, che valore hanno le loro critiche? Nessuno, per me. Da fratello, da zio, da futuro padre trovo che sia giustissimo dare questa rappresentazione delle donne, perché è davvero il caso di finirla con queste “donnette da romanzo Harmony”, con queste “principesse Disney” che aspettano solo un principe che le salvi. Davvero, basta. Se esistono ancora persone così limitate da non capire ciò mi dispiace, e anzi mi fa un po’ paura. Le donne hanno da sempre potuto fare di tutto, get over it!

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