Articolo di Rossella Laeng

È quasi un decennio che non vivo più in Italia, eppure anch’io, dall’altra parte dello stagno, sono venuta a sapere di Tess Masazza, la insopportabilmente donna che è giunta alla fama partendo da qualche video YouTube fai da te.

Ogni tanto vengo sopraffatta dalla nostalgia del bel paese, e perdo ore su internet cercando di farmi una cultura su quella che era la mia cultura. In dieci anni cambiano molte cose e, mentre io girovagavo il mondo alla ricerca del mio destino e alla scoperta di me stessa, in Italia nasceva un fenomeno che seguo con fascinazione: mi riferisco agli YouTuber Italiani.
Chiaramente i social e canali come YouTube hanno avuto il loro impatto su tutto il pianeta, ma essendo cresciuta durante il culmine del Berlusconismo – e quindi sotto l’effetto che il Berlusconismo ha avuto sulla televisione italiana – trovo che il fatto che il popolo italiano abbia finalmente dei mezzi per esprimersi liberamente e variegare le voci e le opinioni che compongono il panorama mediatico sia alquanto eccezionale.

Fonte: http://malgradotuttoblog.blogspot.com/

Le Veline di Stricia La Notizia

Non occorre più pagare il canone di Sky per farsi un’idea di quello che pensano gli italiani. Basta andare su YouTube e farsi quattro risate con iPantellas, parodiare l’omofobia con TheJackal e gioire del rovescio della medaglia di Casa Surace, dove sono i terroni a sfottere i manierismi del nord. E quanti cervelli ha fatto esplodere Bello Figo, che da controverso rapper dilettante è diventato il personaggio più politicizzato in Italia.

Fortunatamente, sia la disseminazione che il consumo delle informazioni hanno subìto una drastica democratizzazione e non sono più in pochi eletti ad avere il controllo dei media. Anzi, quei pochi eletti hanno avuto il buonsenso di tenere un dito sul polso di quello che accade online, e un giovane comico intraprendente come Frank Matano è stato catapultato dalla webcam di casa sua al pannello dei giudici di Italia’s Got Talent, per fare un esempio.

Ma per quanto io ci speri, su YouTube si fa fatica a trovare la stessa varietà di talento italiano al femminile. In cima alla lista ci sono i make-up tutorial.
Ora, non c’è nulla di sbagliato a sapersi truccare bene, ma è possibile che le donne Italiane non abbiano nulla da condividere oltre a trucchi, vestiti e, chiudiamo il cerchio, quanto siamo adorabilmente insopportabili?

Così arriviamo a Tess.
Bellissima Tess.
Tess che ha un impeccabile tempismo comico.
Tess che produce, sceneggia e recita in video semplici ed efficaci nel loro scopo che, da quanto posso dedurre, è semplicemente quello di esasperare lo stereotipo femminile.

Da bambina passavo le estati al mare dalla nonna. Dopo pranzo, mentre nonno riposava, io e lei guardavamo un film. Ma mia nonna non era un tipo da cartoni animati, mi ha cresciuta a pane e classici.
Il suo enorme repertorio di videocassette era composto principalmente da western con John Wayne – il suo amante, le piaceva scherzare – ogni film in cui recita Audrey Hepburn e tutti i film di Marilyn Monroe, la sua preferita, “La Marilina”, come l’aveva soprannominata.
Mia nonna mi spiegò che, al contrario di come veniva ritratta nei film (la bionda stupida), Marilyn era una donna intelligentissima e intraprendente, che detestava i ruoli che le venivano assegnati, non aveva una particolare affinità per i diamanti, fu una delle prime donne ad aprire una casa di produzione cinematografica e fu strumentale nel successo di Ella Fitzgerald, quando persuase il proprietario di un famoso locale di Hollywood a farla cantare nonostante fosse nera – un ottimo esempio di femminismo intersezionale.

Tutto questo per dire che mi piacerebbe pensare che la storia di Tess Masazza sia simile, che si sia riappropriata della sua stereotipata femminilità a scopo di lucro. Una Sasha Grey senza la doppia penetrazione, insomma.
Ma dopo vari anni e vari episodi di Insopportabilmente Donna, inizio a domandarmi se quella di Tess sia veramente geniale autoironia, o se invece non stia semplicemente riciclando gag digeribili da un popolo di – come direbbe Piotta – «lobotomizzati come vuole una certa TV».

Mi chiedo cosa pensino le adolescenti italiane che guardano i video di Tess. Stanno filosofando tra di loro sui ruoli di genere e i comportamenti che, a suo dire, ci accomunano? O forse stanno pensando che vorrebbero essere più magre, più alte, più belle, più Tess? E che se non possono emulare il suo aspetto, possono imitare il suo comportamento prevedibile, stereotipato e accettato dalla società a prescindere dal fatto che rispecchi o meno l’individualità di chi lo assume?

E cosa pensa il genere maschile? Reagirebbero nello stesso modo se a strillare istericamente fosse una donna obesa? Vestita in hijab? Sarebbero altrettanto affascinati se, invece che mettersi in pose yoga in deshabille, Tess ci sorprendesse con un video sulla successione di Fibonacci?

Non sto dicendo che dobbiamo per forza essere tutte “feminazi” in sciopero depilatorio. C’è posto per tutti, quindi anche per la Carrie Bradshaw dei poveri. Il problema è che non ci viene data un’alternativa, che sul podio mettiamo sempre e comunque la bambolina, l’innocua e prevedibile, isterica e adorabile, insopportabilmente donna.
Da dove nasce questa convinzione che l’isteria e la melodrammaticità sono qualità ammirevoli in una donna? Io le ho sempre attribuite ai bambini.

Fonte: velvetgossip.it

A questo punto vorrei dire che non disprezzo Tess. Dalla sua storia si può imparare molto. Si è creata un’opportunità dal nulla, e questo è lodevole. Purtroppo molte donne non hanno il coraggio e l’autostima di mettersi in gioco come ha fatto lei, e ciò potrebbe cambiare se ci fossero più esempi da emulare.
La carriera di Tess è in crescita e lei risulta volenterosa di raccogliere la sfida, altra dote ammirevole.
Ma adesso che si è fatta un nome e migliaia di fan, potrebbe usare la sua piattaforma per diffondere altri messaggi, del tipo che non siamo tutte maldestre, perennemente indecise, ritardatarie, immature, ossessionate dall’apparenza e la dieta, shopping victim, superficiali, rompiscatole e paranoiche.
Smascherandosi come il cattivo in una puntata di Scooby Doo, potrebbe puntare il dito al pubblico e dirci che le donne non sono solo una serie di luoghi comuni. Mi piace immaginare un cambio di rotta per Tess, con video come “Le donne quando chiedono l’aumento”, “Le donne e la masturbazione”, “Le donne e il parto podalico”. Sarebbe una sovversiva esibizione artistica degna di Federico Clapis.

Ma la realtà è che Tess non ci deve nulla, e se la sua esistenza da caricatura la rende felice, impedirle di continuare per questa strada sarebbe un atto assolutamente anti femminista.
Siamo noi a dover fare una seria introspezione, a chiederci perché ci lasciamo così ritrarre e sminuire.

Donne: siamo ciò che consumiamo, e a me l’umorismo di Tess va decisamente di traverso.

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