Le Mobina Galore sono un duo punk rock che si è formato nel 2011 a Winnipeg – la stessa cittadina di origine dei leggendari Propagandhi – ed è composto da Jenna (chitarra/voci) e Marcia (batteria/voci).
Grintose, aggressive, grazie al loro sound ed al loro modo di essere, sanno di empowerment e indipendenza.
Nel 2016 sono state la band di support degli Against Me! durante il loro tour europeo e a febbraio 2017 hanno pubblicato Feeling Disconnected, il loro secondo disco, e sono state in tour in Canada, USA, Europa e UK.

Torneranno in Europa quest’anno, ma sfortunatamente ancora non passeranno da noi.
Ci hanno comunque rilasciato un’intervista raccontandoci la loro musica, com’è essere una ragazza nel music business e quali sogni e programmi hanno per il futuro.

Le Mobina Galore sono un power duo al femminile nato da un power trio sempre di sole donne… è corretto?
Abbiamo formato le Mobina Galore alla fine del 2011 dopo che la nostra precedente band si è sciolta. In quel gruppo c’era una terza componente che suonava la tastiera, ma non era più interessata a continuare, così Marcia ed io abbiamo deciso di mantenere la band andando però in una direzione diversa. Da allora siamo sempre state solo noi due. Peraltro, della precedente band non parliamo neanche più (ridono).

Sul disco c’è un’alternanza ed un contrasto di sentimenti, dal titolo fino ai testi. Quanto c’è di autobiografico nelle vostre canzoni?
Tutte le nostre canzoni sono ispirate da eventi della nostra vita. Siamo sempre insieme per un sacco di tempo, spesso ci capita di vivere esperienze simili e per questo le cose che scriviamo ci somigliano.
Molti brani parlano di perdita, ansia e stare in tour, ma non sono tutti deprimenti – ridono – ci sono anche brani più positivi.
Diciamo che a fine giornata scriviamo più canzoni tristi che felici, insomma, quello che esce, esce.

John Paul Peters, che ha prodotto anche Propagandhi e Comeback Kid, ha lavorato con voi su Feeling Disconnected: com’è nata questa collaborazione?
Abbiamo trovato JP della Propagandhi’s Failed States quando stavamo cercando un produttore per lo scorso album, Cities Away.
Vive a Winnipeg dove viviamo noi, gli abbiamo inviato un’email con un paio di demo senza sapere se sarebbe stato interessato o no, ma poi quando lo abbiamo sentito abbiamo scoperto che era super preso bene di registrare il disco con noi!
Gli abbiamo chiesto di lavorare con noi anche per Feeling Disconnected e ancora una volta era ansioso di essere dei nostri!

Trovo molto noioso quando vengono paragonate band al femminile solo ad altre band al femminile, come se non fosse possibile avere o essere ispirate da idoli maschili e non avere l’obiettivo di assomigliare a un altro gruppo di sole donne; è così irritante dare per scontato ciò che si vuole dire o essere. Quali sono le band alle quali vi piace essere associate?
Siamo paragonate ai Distillers più di qualsiasi altra band. Entrambe li amiamo, siamo grandi fan di praticamente tutto ciò che Brody Dalle ha fatto.
Spesso non abbiamo niente a che fare con i gruppi con i quali veniamo paragonate – di solito di sole donne – e se li si ascolta bene non c’entriamo nulla con loro. Penso che le persone facciano paragoni solo per sottolineare il fatto di essere una “band al femminile”, e siamo d’accordo sia abbastanza noioso.
Riceviamo un sacco di paragoni con band delle quali non abbiamo mai sentito parlare, di solito roba degli anni ’70 e ’80, ed è interessante perché son sempre delle cattive ragazze!

Tutti sappiamo che il settore musicale è spesso teatro di
fenomeni di sessismo e tutti sappiamo che non va affatto bene. Cosa si potrebbe fare per combatterli? Avete mai vissuto un episodio di questo tipo o vi siete sentite diverse, discriminate solo per il fatto di essere donne? Vi è mai stato caldamente consigliato come vestirvi o  mostrarvi sul palco?

Siamo una band molto indipendente e vestiamo, cantiamo, ci comportiamo, scriviamo musica, in qualunque modo ci piaccia.
Tutti dovrebbero essere trattati con rispetto nell’industria musicale, ed in tutti gli altri settori, ma purtroppo molti uomini pensano di essere superiori alle donne, e sinceramente ci dispiace solo per loro.
È importante non lasciare che queste persone sappiano come ti fanno stare. Siano questi promoter, musicisti, tecnici, fan, è la reazione che cercano e non bisogna dargli quello che vogliono.
Siamo molto fiduciose ed orgogliose di ciò che facciamo e spesso trovo che questo sia sufficiente per chiudere la bocca a chiunque.
Non abbiamo intenzione di farci mettere i piedi in testa da nessuno e, come già successo, continueremo a ribellarci agli stupidi atteggiamenti misogini. Fuck those people!

Ho letto che il tour con gli Against Me! è stato come un sogno che si è avverato, essendo loro una band che ascoltate da anni. Qual è il prossimo sogno da realizzare? Con quali altri musicisti vi piacerebbe suonare?
La cosa più importante per noi è andare in tour con un gruppo che condivida i nostri stessi valori.
Se fossimo fan di una band importantissima e ci chiedesse di andare in tour, se fosse sessista o famosa per trattare male le band di supporto non ci andremmo.
Vogliamo essere in tour con persone positive! Se Brody Dalle rilasciasse un nuovo disco, quello sarebbe di sicuro un tour pazzo del quale ci piacerebbe far parte!
Abbiamo poi scoperto le Petrol Girls quest’anno: ci piacerebbe fare un po’ di live con loro!
E, naturalmente, è stato eccezionale fare da opening act ai Propagandhi!

Sempre in tema di idoli: scegliete un batterista e un chitarrista che vi hanno ispirate quando stavate iniziando a suonare.
Per me (Jenna) sono stati i Blink 182. Ho iniziato a suonare la chitarra nel 1997 e I Blink 182 sono stati una delle prime band che ho scoperto da sola e dalla quale sono stata ossessionata!
Non li ascolto più tanto, ma proprio qualche giorno fa sono stata risucchiata dal vortice Youtube e mi sono riascoltata una tonnellata di vecchia roba loro che mi ha riportato alla mente dei gran bei ricordi!
Macia invece è sempre stata una grande fan del batterista dei Death Cab for Cutie, Jason McGerr, che ha un stile davvero interessante, tradizionale. Poi c’è Travis Barker, una leggenda. Sono sicura che qualsiasi musicista sia un suo fan.

Siete di Winnipeg, come i Propagandhi e The Weakerthans, due grandi band che chiunque ami il genere dovrebbe conoscere. Quali sono invece le band emergenti più promettenti della vostra zona che ci consigliate?
Winnipeg ha un sacco di grandi band di tutti i generi. Alcuni dei nostri punk-rocker preferiti sono i Clipwing, gli Union Stockyards e i Rebel Yell. A livello nazionale diremmo i Single Mothers, i Miesha & the Spanks e The Dirty Nile.

Mentre leggiamo i giornali con gli occhi puntati all’America, ci troviamo davanti uno scenario terribile negli USA con Trump, e in Canada un Premier, Trudeau, descritto sempre come un politico cool, simbolo ed ispirazione per altri politici. Abbiamo una percezione corretta della situazione?
Confrontando i due, ci è andata maledettamente bene, ma chiunque paragonato a quella testa di merda di Donald Trump sembrerebbe a posto.
Justin Trudeau non è affatto perfetto e ha fatto cose che i canadesi non hanno apprezzato, e peraltro non ha fatto tutto ciò che aveva detto avrebbe fatto, ma alla fine dei conti abbiamo perlomeno un primo ministro che rispetta tutti gli esseri umani, sostiene i diritti delle donne e quelli LGBTQ e si preoccupa del futuro del nostro pianeta, mentre Donald Trump è scandaloso. Quindi sì, personalmente mi piace.

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