On. D’Anna,
mi chiamo Lorenzo Gasparrini e sono un uomo, eterosessuale.
Le scrivo una lettera aperta perché le sue recenti parole a Radio Cusano Campus riportate dai giornali mi hanno profondamente offeso e credo che siano un’offesa per tutti gli uomini eterosessuali.
In quelle parole lei, che pure ha una formazione scientifica solida, parla di “idea della preda”, “istinto”, “ormoni” – tutte sciocchezze maschiliste, riguardo stupri e relazioni tra generi, che la pratica scientifica e sociale e l’esperienza di decenni riguardo le questioni di genere hanno smentito chiaramente. L’uomo eterosessuale fa violenza alle donne eterosessuali, come ad altri generi e orientamenti sessuali, per una mera questione di potere, che gli è stata insegnata tramite un contesto culturale patriarcale e sessista la cui esistenza è indubbia da altrettanti decenni.
Oltre a questi caratteri offensivi e violenti che lei attribuisce alla natura maschile, sono offeso dal fatto che proprio un uomo politico, invece di assumersi la responsabilità del suo compito sociale, attribuisca alle vittime di un reato parte della responsabilità dello stesso, concedendo anche che esistano zone e orari non precisati di luoghi non precisati nei quali, evidentemente, la legge è sospesa, visto che starebbe alle donne usare “un poco di buonsenso, un poco di cautela”. Lei sta ammettendo che la politica ha fallito nel far rispettare la legge, e se non sbaglio il suo lavoro è la politica. Ne tragga lei le ovvie conclusioni.
Leggo dalla sua storia politica, inoltre, che si è già distinto nell’uso di sessismo. Questo spiega ulteriormente anche il perché delle sue ridicole e violente parole riguardo il comportamento sessuale maschile e femminile: lei non sa cos’è il maschilismo. E infatti, dicendo “io non sono maschilista, ma…” ripete il consueto cliché dell’ignoranza sociale: “io non sono razzista, ma…”.
Aspetterei invano da parte sua un qualsiasi gesto di scuse o l’ammissione di una palese ignoranza di alcuni argomenti, perciò evito di chiederle qualcosa di simile. Le ho scritto una lettera pubblica perché credo sia giusto ribadire pubblicamente che gli uomini eterosessuali non sono per natura come li ha descritti lei, ma lo diventano grazie ad assurde e violente convinzioni sociali, stereotipi sessisti, ignoranze. E lei, con quelle sue parole, non fa nulla per impedirlo.

No more articles