Intrattenimento

Perché Game of Thrones non fa del male al femminismo

Commenti (3)
  1. Avatar marco ha detto:

    ciao bello l’articolo e giustissime le cose che dici……ma solo io non ci ho visto niente di sconvolgente?
    Premetto che forse a livello cinematografico ho visto molto di peggio.
    poi il concetto in se si è deplorevole ovvio ma l’effetto visivo non è niente di che ricordo la puntata 8 della 4° stagione
    sei grande continua cosi 🙂

  2. Avatar Rosa ha detto:

    C’è anche da dire che mi pare che gli attori non fossero proprio d’accordo a girarla proprio per la pesantezza dell’argomento.
    Insomma anche dietro le quinte non è che fossero tutti entusiasti.
    E, insomma, GoT ormai non lo guardo più dalla fine della terza serie per motivi che trascendono tutto questo discorso (preferisco prima finire la serie cartacea per evitarmi confusioni di trama), ma ho capito di che scena si parla perché già prima che cominciasse la messa in onda di GoT5 si vociferava di cambi di personaggi studiati ad hoc per evitare di inserirne di nuovi (insomma non credo che chi non ha letto i libri abbia mai sentito parlare di Jeyne Pool) ed anche per evitare che, appunto inserendo un personaggio nuovo così dal nulla, la scena mancasse di empatia.
    E’ un lavoro di sceneggiatura che segue un contesto narrativo.
    Sarebbe stato diverso se l’atmosfera fosse stata leggera e spensierata, ma se a descriverla si sono usate le parole “pesantezza”, “rabbia”, “lacrime”, allora direi che è passato un messaggio più che giusto.

  3. Avatar Karen ha detto:

    D’accordissimo su tutto. Inoltre credo che effettivamente lo scopo di Got sia anche quello di denunciare, attraverso atti considerati normali all’epoca, atti che purtroppo al giorno d’oggi non sono considerati normali,ma, purtroppo, giustificati. Che un personaggio venga seviziato e annullato e che da queste esperienze rinasca con forza (perché tutti quelli che pensano che il finale della puntata abbia resettato tutti i progressi fatti finora si sbagliano di grosso), io lo trovo un grande segno di femminismo. Femminismo non è solo essere forti a prescindere, come Arya. Brienne è un esempio di femminismo, ma lo è diventata dopo pressioni psicologiche, e così anche il personaggio oggetto di questo post. Ha dato fastidio, certo, ma io penso che possa insegnare qualcosa, ovvero che nonostante si possa essere vittima, si può anche risorgere.

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