Poliamore for dummies: intervista ad un ragazzo poliamoroso

Avete presente quando vi ritrovare con un po’ di tempo libero e cadete nel vortice dei video su Youtube che, dai gattini coccolosi e carini vi porta a visionare minuti e minuti di reportage sulla foresta amazzonica? Ecco, un bel po’ di mesi fa sono caduta in un simile vortice dal quale ancora fatico a uscire e grazie al quale son venuta a conoscenza di un mondo tanto lontano quanto vicino al mio: quello della comunità poliamorosa.

Quello del poliamore è infatti un mondo interessante che mi ha portata a sua volta a entrare in un altro vortice fatto questa volta non di video ma di domande filosofiche, antropologiche ed esistenziali alle quali fatico tuttora un po’ a rispondere. Appurato infatti che il poliamore esista e che io, personalmente, sia contenta nel mio essere monogama, la mia mente non può fare a meno di chiedersi cosa significhi non essere monogami, cosa sia poi la monogamia e perché del poliamore, che è sempre esistito, si parli ancora così poco.

poliamore-bossy Credits unicornbooty

Poiché il mio interesse verso ogni sfumatura della natura umana mi spinge soprattutto a cercare di comprendere, al fine di rispettare maggiormente, chi appartiene a sfumature di colore disposte agli antipodi rispetto alle mie, ho deciso di fugare ogni mio dubbio ponendo qualche domanda a chi poliamoroso invece lo è per davvero: Tomaso.  Due cioccolate calde e qualche risposta dopo, ecco qui il risultato della nostra chiacchierata.

Ciao, iniziamo con le presentazioni. Chi sei e cosa ti piace fare nella vita?

Mi chiamo Tomaso e della vita mi piacciono un sacco di cose, ad esempio guardare film,  scrivere film, organizzare grandi mangiate tra amici e rispondere a domande sul poliamore…

Cos’è il poliamore? Che poi, il termine è giusto o è da considerarsi improprio?

Poliamore è un termine assolutamente proprio e ormai abbastanza affermato, ma indica solo una delle pratiche di non-monogamia etica: è lo stile relazionale di chi ha o ritiene possibile avere più di una storia d’amore contemporaneamente, con il chiaro consenso di tutte le persone coinvolte.

Tu quindi sei poliamoroso?

Io cerco di fuggire dalle definizioni, ma se proprio devo, mi sento più vicino a questa: anarchia relazionale.

Eh?!

Per farla breve, significa che ogni singola relazione umana ha la propria dignità e il proprio valore e le “regole” le stabilisce chi di quella relazione fa parte e nessun altro: né lo stato, né la religione, né la comunità o il movimento tal dei tali.

Si può considerare come relazione poliamorosa anche quella che vede due partner ‘primari’ e altri ‘secondari’? O in questo caso è più corretto parlare di coppia aperta? In quale misura influisce la componente amorosa/affettiva in una relazione poli?

Intanto diciamo che il lessico si sta ancora formando. Ci sono parole già molto ben definite, ma con il passare del tempo l’uso pratico delle stesse varrà sempre più della teoria. “Coppia aperta” solitamente indica una coppia sostanzialmente monogama per quanto riguarda l’amore, ma i cui componenti hanno libertà dal punto di vista sessuale. C’è anche chi ha relazioni primarie e secondarie, in effetti, ma a me di fare la classifica delle amanti non va. Non è mica una gara!

“In quale misura…” davvero mi stai chiedendo quanto conta l’amore nel poli-amore?  O era un modo bizzarro per chiedermi quanto conta il sesso? Se è così: la sessualità è quasi sempre una componente importante di una relazione amorosa, ma non di certo l’unica, né necessariamente la più importante. Ancora una volta: nessuno ha il diritto di deciderlo se non chi dà vita alla relazione stessa.

Poliamore intervista

Illustrazione di Rosa Palmese, in arte yth.

Cos’è per te la monogamia?

Una delle più geniali invenzioni sociali umane. Lo penso davvero. Non-monogamia non significa anti-monogamia: ognuno deve avere la libertà di relazionarsi con gli altri come meglio crede, anche per quanto riguarda amore e sessualità. L’importante è che sia una libera scelta e non un’imposizione, né un’induzione forzata dal contesto sociale.

Come definiresti il movimento/comunità poli italiana? Nel quotidiano, quanto è difficile trovare persone poli con le quali poter instaurare una relazione o anche confrontarsi?

Lo definirei… poliforme! Tra tutte le persone non-monogame che ho conosciuto nessuna è nemmeno vagamente uguale a un’altra. Ed è una cosa bellissima. Credo sia dovuto al fatto che una volta che si decide di uscire dalla “norma” si è finalmente liberi di costruire una personalità a propria immagine e somiglianza, evitando il conformismo. Solo così si diventa pienamente se stessi.

Confrontarsi è relativamente facile, soprattutto grazie a Internet, che ad esempio ha permesso a un provinciale come me di entrare in contatto col gruppo poliamoroso di Milano, ben più numeroso e organizzato. Per quanto riguarda le relazioni, ti rispondo con una domanda: quanto è difficile trovare persone monogame con cui instaurare una relazione davvero significativa? Provocazioni a parte, diciamo che mi è capitato più volte di essere “respinto” per via delle mie idee sull’argomento, ma conosco persone che interrompono un corteggiamento per via delle scelte alimentari del potenziale partner, quindi non mi lamento.

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Illustrazione di Rosa Palmese, in arte yth

Tu quando hai capito di esserlo? Quali fonti d’informazione ti hanno maggiormente aiutato nel comprendere meglio questo aspetto della tua vita?

È stato un percorso, ovviamente, non sono stato folgorato sulla via di San Francisco, ma un momento cruciale è stato nove anni fa: mi ero preso una cotta per una ragazza e un’altra mi aveva fatto capire il suo interesse. Anche lei mi piaceva molto, così al posto di nascondere i miei sentimenti per l’una o per l’altra, ho detto chiaro e tondo (prima di tutto a me stesso): sì, mi piacete entrambe e sì, credo che si possa amare due ragazze contemporaneamente. Da lì in poi ho sempre avuto questo tarlo nel cervello. È cresciuto da solo per un po’, ma qualche anno fa ha (cioè ho) sentito il bisogno di cercare appigli nel mondo esterno: articoli teorici, soprattutto su siti web americani e persone reali (conosciute prima sui social e poi di persona) che mi hanno aiutato ad essere più sicuro di me e della mia scelta. Ora collaboro io stesso a rifacciamolamore.org, uno dei pochi siti italiani che tratta di questi argomenti.

Quali sono le maggiori discriminazioni che una persona poli affronta nel quotidiano?

Direi lo scherno, ma anche l’accusa o l’insinuazione di essere svitati, immaturi, superficiali, inaffidabili, profondamente egoisti, in poche parole inferiori a chi segue l’ortodossia monogama e persino di chi si dice monogamo e poi tradisce il proprio partner! Ma se si ha il tempo e la pazienza di spiegare e dimostrare che tutte queste accuse sono del tutto infondate e spesso sono proprio l’esatto contrario della realtà, allora la situazione migliora e si arriva quasi sempre a un: “ma comunque io non lo farei mai”. Son soddisfazioni!

In ultimo, cosa diresti a una persona che sta ora venendo a termini con il suo essere poliamorosa?

Di non avere paura. Di utilizzare l’arma più potente di cui l’essere umano dispone: il dialogo. Di non vergognarsi e chiedere aiuto a persone che possono aiutarla a conoscersi meglio (amici veri, altri non-monogami, eventualmente psicologi…) e quindi a relazionarsi più serenamente con tutti. Di non giudicare gli altri se non vuole essere giudicata. Direi che basta così, no?

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Siti da poter consultare + un libro da leggere!

rifacciamolamore.org

morethantwo.com

poliamore.org

“The Ethical Slut”, in italiano ” La zoccola etica. Guida al poliamore, alle relazioni aperte e altre avventure”, scritto Dossie Easton e Janet Hardy e tradotto da Giorgia Morselli, Bologna, Odoya, 2014.

Virgina Cafaro
Virgina Cafaro

Redattrice

Milanese dalle sarde origini, ama i dolci e imparare cose nuove (in questo ordine esatto). Ha studiato Lingue e Letterature Straniere sia alla triennale che alla magistrale, specializzandosi in scandinavistica. Ora, tra cioccolatini e tisane, sta provando a fare della scrittura una vera professione.

3 Commenti
  1. “non lo farei mai” è quello che dico anch’io. Rispetto poliamorosi e coopie aperte, ma sono monogamo e non mi sento un dinosauro che segue norme imposte, penso che la monogamia sia compatibile con la felicità e la libertà. Il fatto che i monogami siano statisticamente di più non significa che siano “conformisti” sono persone libere come le coppie aperte e i poliamorosi

    1. poi è ovvio che una onesta relazione poliamorosa o coppia aperta è meglio di una monogama piena di corna. Ma c’è chi di indole è monogamo e chi no.
      Quanto al sesso, non è l’unico ma è un elemento molto importante in una relazione amorosa per me e per quasi tutti

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