Io non guardo Sanremo!
Non l’ho mai guardato, non sto guardando l’edizione in corso e non ho intenzione di guardare le edizioni future. Però oggi ve ne parlo… Male! Perché se non lo guardo avrò pure le mie buone ragioni, tra cui la più importante è che non mi va di sprecare il mio prezioso tempo a farmi venire l’ulcera ogni volta che sul palco dell’Ariston succede qualcosa di imbarazzante.
Faccio questa premessa così gli appartenenti alla categoria di commentatori “Non puoi parlare di una cosa che non hai visto” evitano di leggere questo articolo e di scrivere qualche simpatico giudizio non richiesto. O magari la faccio proprio per scatenare il flame così almeno salta fuori qualche nome e cognome di analfabeta funzionale e per un paio di giorni mi sento una persona migliore.

Dicevo, io non guardo Sanremo e tuttavia non sono immune a tutto il circo che ci gira intorno, perché volente o nolente, tramite parenti, amici o accesso a internet pure io so nei dettagli le scenette pietose che si sono susseguite in questi primi giorni di festival (o festivàl come direbbe mia nonna) e di cui la mia collega Irene vi ha parlato in questo articolo.
Sta di fatto che ieri mattina mi sveglio e ho un numero X di notifiche su whatsapp di gente che mi chiede “Barbara ma hai visto il flashmob per le donne che hanno fatto ieri a Sanremo?”. Cerco su Google e apriti cielo!

Trovo questo famigerato filmato che “omaggia” le donne… a parte che Raiplay tempi di caricamento che Matusalemme spostati, ve la faccio breve, ve la faccio onesta. Molto onesta!
Inquadrature di Michelle Hunziker che scende la scalinata dell’Ariston con una pettinatura da Terzo Reich e un vestito rosa confetto da sweet sixteen che non prende una nota de “I maschi” e di “Bello e impossibile” di Gianna Nannini nemmeno per sbaglio e che ad una certa viene interrotta da una signora del pubblico che sbraita come una vrenzola al mercato del pesce.
Alla signora in questione se ne aggiungono altre, tutte indignatissime perché “Michelle, io sono una tua fan, sei l’unica donna sul palco e tra tutte le canzoni che potevi cantare scegli queste?”.
Stacchi di camera sulla faccia finto-sconvolta della Hunziker, stacchi di camera sul pubblico in platea che visibilmente pensa “ma che è ‘sta cafonata?”, mi immagino la gente a casa che cambia canale annoiata perché la gag della finta interruzione la Hunziker la faceva con Bisio a Zelig 10 anni fa e direi che potevamo anche evolverci un pelo.
Poi ‘sto manipolo di sciure attacca a cantare e a fare una specie di invasione di palco (che sarebbe appunto il flashmob ma quasi mi viene da ridere a definirlo tale) e tu spettatore ignaro ma ancora timidamente fiducioso pensi “Vabbè dai, sono tutte donne, tutte diverse, ognuna ci farà capire quanti tipi di diverse personalità femminili esistono e coesistono…”.

E invece, NIENTE!
Attaccano con Le donne di Modena di Baccini e di tutta la canzone scelgono i versi sulla maternità. Seguono Le donne lo sanno di Ligabue, Acqua e sapone degli Stadio, Non sono una signora della Bertè e coup de theatre la Hunziker intona O mia bela Madunina… perché la Madonna è la mamma di tutte le mamme! E la Simmenthal è sempre la Simmenthal!

Faccio un attimo di pausa perché forse sono io che mi sto rimbambendo e mi si è chiusa la vena del femminismo quindi queste sciure che parlano di maternità me le sto immaginando perché non mi arriva ossigeno al cervello…
Vabbè rifaccio play e PAZZESCO, le sciure sul palco ballano e cantano (gracchiano, che almeno se dovevate fare ‘sta porcheria potevate sceglierle intonate e già mi fa strano che non le abbiate volute tutte fighe) Viva la mamma di Bennato, La donna cannone di De Gregori, Gli uomini non cambiano della Martini, La fata aridaje con Bennato per concludere con l’apice dello schifo di Quello che le donne non dicono di Ruggeri… avete presente no? Quella che fa:

Siamo così, dolcemente complicate
Sempre più emozionate, delicate
Ma potrai trovarci ancora qui
Nelle sere tempestose
Portaci delle rose
Nuove cose
E ti diremo ancora un altro sì

Bello! Messaggio ricevuto! Forte e chiaro! Ma che avete fatto? Avete cercato su Google “Canzoni sulle donne” e avete pescato le prime che vi son capitate a tiro senza nemmeno leggere i testi?
No perché noi siamo qui a dire la rava e la fava di tutto un movimento progressista che ha preso piede durante l’ultima edizione dei Golden Globes, con il discorso fortissimo “Their time is up!” di Oprah e denunce di molestie e violenze che spuntano come funghi in autunno…
E seriamente, nel 2018, questo siparietto patetico è tutto quello che gli autori Rai riescono a tirare fuori per parlare di un tema così caldo e importante? Ma allora ditelo che ci piace essere la barzelletta d’Europa, ma che dico d’Europa, facciamo del Mondo!

Anni di lotte, proteste, leggi sull’aborto e richieste di diritti inalienabili per poi sbarcare in prima serata con l’assioma DONNA=MAMMA.
Eh sì, perché se non sei mamma non è che non sei donna, però sei un po’ meno donna (ve ne avevo parlato in questo articolo). E la molestia o la violenza se la fai su una donna è una cosa brutta, perché potrebbe essere tua mamma o la mamma dei tuoi figli, ma comunque una mamma, mica è brutta perché una donna è un ESSERE UMANO, UNA PERSONA!
E quindi niente, chiudo questo video perché mi è venuta l’ulcera di cui parlavo qualche riga più su e mi chiedo, ma esattamente quando è successo che tornassimo al ventennio fascista?

Ah ma che scema, adesso non si può dire fascista, come non si può dire terrorista e come non si può dire nulla perché “battute” e insulti sì, ma solo sulla pelle degli altri, possibilmente donne, membri della comunità LGBT, persone di diverse etnie e religioni o qualsiasi altra categoria discriminata di cui ci frega meno di zero perché non ne facciamo parte.

 

(Sullo stesso tema, vi consiglio l’articolo del blog Un Altro Genere Di Rispetto)
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