Disenchanted! è stato ideato e scritto dal professore statunitense Dennis T. Giacino, che, tenendo una lezione di Storia, si è chiesto quanto le principesse del passato corrispondano al loro alterego disneyano.
Ben poco, ha concluso.
Cosa succederebbe se le suddette principesse potessero ribellarsi a Walt Disney e raccontare com’è veramente la loro vita, soprattutto dal momento in cui hanno ceduto all’inganno del vero amore e si sono legate per sempre a questo o a quel principe?
L’opera di Giacino è la risposta.
Innovativo fin nella forma, Disenchanted! è un musical, perché le protagoniste sono personaggi fittizi che raccontano, in costume, la loro storia; ma è anche un varietà musicale, perché l’ambientazione non è un castello o un bosco incantato, ma il teatro stesso: lo spettacolo è un dialogo col pubblico, come se le principesse fossero persone reali che lamentano drammi di vita quotidiana reali.
In effetti, lo scopo dell’opera è proprio decostruire l’ideale di vera donna che le principesse dineyane hanno sempre rappresentato, pur stando sempre al passo coi tempi – bisogna ammettere che dalla remissiva Cenerentola (1950) alla determinata Tiana (2009), passando per la curiosa Ariel (1989), sono stati fatti dei grandi progressi d’apertura mentale dai produttori dei film d’animazione Disney. Archetipi aggiornati, quindi, nessuno può dubitarne; ma pur sempre archetipi che rischiano di confinare le donne in una dimensione ristretta, impedendo loro di sperimentare tutte le loro potenzialità.
Perché una donna non può portare a termine il proprio progetto di vita, senza l’uomo giusto al suo fianco? Perché dev’essere anche disposta a cambiare il progetto suddetto, pur di tenere il suddetto uomo giusto al suo fianco? Chi garantisce, poi, che questo o quell’uomo siano l’uomo giusto? Perché l’uomo giusto non potrebbe essere una donna giusta, oppure non esserci affatto?
Queste sono solo alcune delle domande cui le disincantate – che ci sono cascate per prime e, adesso, annaspano in un mare di noia e monotonia – risponderanno con le loro gag esilaranti e le loro canzoni.

Nel 2017, il regista senese Matteo Borghi ha portato l’opera in Italia con il titolo di Disincantate! Le più stronze del reame, prodotto dalla compagnia perFORMErs – produzioni artistiche, della quale lo stesso Borghi è membro.
Giuseppe di Falco, produttore esecutivo, ha raccontato a Bossy, in esclusiva, com’è nato il progetto:

«Era dicembre del 2014, quando Matteo (il regista) vide Disenchanted! a New York. Mi parlò subito dello spettacolo dicendo: “Ho visto uno spettacolo off-broadway. Sono morto dalle risate, dobbiamo portarlo in Italia”. Io, come sempre, gli dissi: “Certo. Undici, dodici… Credici!” Poi, nel 2016, con la compagnia i perFORMErs, abbiamo pensato che quell’idea potesse realmente concretizzarsi: in Italia lo spettacolo avrebbe avuto sicuramente una risonanza interessante. Abbiamo subito attivato la macchina produttiva, dai diritti alla scelta del cast. Et voilà che nasce Disincantate! Le più stronze del reame, uno spettacolo che tramite la goliardia e l’irriverenza delle principesse ribelli ci porta a riflettere su tanti temi importanti che riguardano la figura della donna, oggi come ieri, rivalutando lo stereotipo della principessa delle favole».

I testi sono stati tradotti e adattati da Nino Pratticò, aspirante giurista, coinvolto da sempre nel mondo del teatro musicale.
Affianco a Borghi, hanno poi preso parte al progetto: come direttrice musicale (e nel ruolo di Fata Madrina) Eleonora Beddini, pianista e compositrice pluripremiata; come coreografo, Luca Peluso, giovanissimo performer e coreografo napoletano, sulle scene dal 2012; come costumista, Elena Mancuso, formatasi presso la Jazz Academy di Lucca; come aiuto regista, Sara Persali, laureata in Scienze dell’Educazione nel 2009 e diplomata alla Bernstein School of Musical Theatre di Bologna nel 2012; come produttore esecutivo, Giuseppe di Falco, ex studente presso il Conservatorio di Foggia e laureato in Progettazione e Gestione di Eventi e Imprese dell’Arte e dello Spettacolo presso l’UniFi; infine, come assistente di produzione, Edoardo Scalzini, anch’egli membro della compagnia perFORMErs.
Nel suo primo tour italiano, lo spettacolo è già stato allestito a Milano, Torino, Bologna, Siena e Roma, con un cast eccezionale: Claudia Cecchini come Biancaneve; Claudia Belluomini come Aurora, la Bella Addormentata; Martina Lunghi come Cenerentola; Beatrice Baldaccini come Belle, Ariel la Sirenetta e Raperonzolo; Natascia Fonzetti come Mulan, Pocahontas e Baroubaldour; ultima, ma non per importanza, Dolores Diaz come Tiana da La principessa e il ranocchio.

Come già anticipato, oltre a essere brillante e divertente, lo spettacolo trasmette anche un messaggio molto importante, ed è degno di nota e stima che qualcuno l’abbia voluto portare in Italia.
La principessa Disney, la donna che parla poco, dice sempre di sì, umile e pudica… Non è uno stereotipo che si possa dire completamente abbattuto, come dimostra l’ondata di victim blaming che si sta facendo intorno le donne del mondo dello spettacolo che, negli ultimi tempi, stanno denunciando le molestie che hanno subito sul luogo di lavoro.
Nella nostra breve intervista, ancora Giuseppe di Falco ha affermato:

«L’autore, Dennis Giacino, tramite una scrittura all’apparenza leggera, vuole sottolineare come, ancora oggi, i problemi che devono affrontare le donne sono sempre presenti, nonostante le battaglie sociali per combatterli. Tramite la risata e l’ironia, si affrontano tematiche importanti come la diversità, l’emancipazione, lo sfruttamento dell’immagine, l’alcolismo, la paura di perdere la propria bellezza… Il fine è spiegare che, oltre il “e vissero tutti felici e contenti”, c’è di più: ci sono delle donne che devono farsi strada e lottare per riprendere in mano la loro vita e la loro dignità, senza per forza aspettare l’arrivo di un principe azzurro».

Tutto ciò, con un medium eccezionale: la musica! Accanto alle parole di Giuseppe di Falco, riportiamo anche un breve, ma saliente intervento di Eleonora Beddini, direttrice musicale:

«Le canzoni sono un tramite perfetto per raccontare tutto questo: da un lato rimandano al mondo fiabesco, ammiccando al sogno e alle favole, dall’altro, irrimediabilmente, si spingono verso il comico, la parodia, l’eccesso, con linguaggio scanzonato e spesso sorprendente».

Lo spettacolo è stato ben accolto sia dal pubblico sia dalla critica: recentemente, ha vinto il premio come miglior musical edito alla dodicesima edizione del Musical Day. Lo stesso autore, Dennis T. Giacino, ha voluto incontrare gli artisti che hanno portato Disenchanted! oltreoceano per complimentarsi con loro, come si può vedere dalla foto poco più in alto.
Ma non è finita qui, ha spiegato di Falco:

«Siamo stati scelti per far parte del primo festival del musical indipendente italiano, il Mindie: per noi è un grande orgoglio. A gennaio torneremo in scena e porteremo il verbo delle principesse ribelli in altri teatri italiani, augurandoci, poi, nella stagione 2018-2019, di arrivare anche al Sud Italia e di far conoscere Disincantate! a tutti. Noi ci crediamo molto!»

Esatto: da gennaio 2018, Disincantate! Le più stronze del reame partirà per un secondo tour nel belpaese,con un cast completamente nuovo. Dapprima, dal mese di gennaio, la produzione saluterà con amore Beatrice Baldaccini (Belle, La Sirenetta e Rapunzel), Martina Lunghi (Cenerentola) e Natascia Fonzetti (Mulan, Pocahontas e Badroulbadour) – che ricorderemo sempre con gran piacere – e accoglie con entusiasmo Simona Distefano, Giulia Mattarucco ed Angela Pascucci; dopodiché, a marzo, sarà la prima attrice Claudia Cecchini (Biancaneve) a lasciarci con gran dispiacere, ma in favore di un’interprete altrettanto eccelsa: Laura Galigani.
V’invitiamo a seguire il sito e la pagina Facebook dello spettacolo per essere sempre aggiornati in tempo reale.
Nel frattempo, riportiamo alcune delle date:

12 gennaio – ROMA, Nuovo Teatro Orione (Mindie);
14 gennaio – SPELLO (PG), Teatro Subasio;
dal 26 al 28 gennaio – FIRENZE, Teatro di Castello (Mindie);
7 e 8 marzo – MILANO, Spazio No’hma, Teresa Pomodoro;
10 marzo – MONTALTO DI CASTRO (VT), Teatro Lea Padovani;
16 marzo – URBANIA (PU), Teatro Bramante;
24 marzo – BOLOGNA, Teatro del Baraccano.

Vi piacerebbe far del Femminismo con toni più leggeri, goliardici e dissacratori, senza mai però perdere di vista i problemi e la loro complessità?
Beh, dovrebbe: andate a vedere Disincantate!, ne varrà la pena!

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