Intrattenimento

5 serie tv poco conosciute da recuperare quest’estate

L’estate è tradizionalmente il momento in cui le giornate si allungano – letteralmente e metaforicamente – lasciandoci più spazio per attività rilassanti, come ad esempio dedicarsi a una bella maratona di serie TV. Per quella che non sarà sicuramente un’estate come le altre, abbiamo pensato di proporvi – se avete voglia, tempo e possibilità di fare un bel “recuperone” – alcuni titoli di serie televisive con sguardi diversi e stimolanti ma passati per lo più inosservati. Una piccola selezione di show poco noti in Italia, ma che vale la pena scoprire per avere un quadro più ampio dello stato della rappresentazione in TV. Le serie sono tutte presenti sulle principali piattaforme di streaming e sono state distribuite in Italia.

Superstore

Non una workplace ma una working class comedy: ecco come potremmo definire Superstore, la sitcom NBC ambientata in un mega market americano che in Italia è passata praticamente inosservata ma ha saputo innovare il genere, dando voce e importanza proprio a chi rimane spesso fuori dalle narrazioni di questo tipo. Con uno sguardo intersezionale, la serie discute efficacemente di classe e privilegio, toccando anche il tema dell’immigrazione, e propone modelli femminili inediti e liberi da stereotipi, a volte perfino rivoluzionari. Trovate le sue cinque stagioni su Amazon Prime Video e Infinity.

Vida

Grazie a Starz Play, è possibile vedere anche in Italia una delle serie più affascinanti dedicate al racconto delle identità latinx. Ambientata a Los Angeles, lo show di Tanya Saracho è la storia di due sorelle, del loro rapporto con la famiglia – anche come istituzione e ideale – e con il quartiere in cui sono cresciute, preda di una feroce gentrificazione. Un percorso di scoperta personale che tocca anche la comunità queer e immagina nuovi modi di realizzare se stess*.

Bonus: sul tema della gentrificazione dei quartieri latinx negli Stati Uniti, si può trovare su Netflix anche la comedy Gentefied (ne abbiamo parlato anche qui)

Ramy

Disponibile sempre su Starz Play, la serie di Ramy Youssef è uno degli ultimi esempi di show “autoriali” dalla forte carica autobiografica e proprio per questo in grado di parlare di identità in maniera originale e incisiva. Nello specifico, Ramy è uno spaccato della vita di un giovane musulmano americano, che esplora il rapporto con la propria fede, la famiglia e la diversità etnica da una prospettiva personale unica nel panorama televisivo statunitense. Il tutto senza dimenticare di fare spazio anche a sguardi diversi, esplorando ad esempio la prospettiva femminile.

Patriot

Questa serie Amazon Prime, purtroppo pressoché sconosciuta, potrà sembrare fuori posto in questo elenco: una spy story all’apparenza convenzionale, con un cast in larga parte maschile, bianco e eteronormato. Tuttavia, c’è qualcosa che rende “Patriot” speciale ed è il suo essere soprattutto un ritratto tragicomico della mascolinità tossica. Attraverso le vicende surreali del protagonista, che svolge missioni sotto copertura per l’intelligence americana, la serie riflette apertamente sul concetto di eroismo e l’assurdità delle aspettative sociali, proponendo un’immagine problematizzata del classico modello di protagonista maschile.

Speechless

Ecco un’altra sit-com capace di sfruttare il genere più sottovalutato della tv per rivoluzionare dall’interno la rappresentazione, in questo caso delle persone con disabilità. “Speechless”, infatti, racconta la storia di un ragazzo con paralisi cerebrale e della sua famiglia, a partire dall’esperienza personale del creatore Scott Silveri, il cui fratello ha convissuto con la stessa condizione. Oltre ad avvalersi del contributo di autori e registi con disabilità, la serie si distingue anche perché il protagonista, JJ, è interpretato da un attore con paralisi cerebrale (Micah Fowler), ma principalmente per la capacità di presentare, attraverso personaggi tridimensionali e autentici, un’immagine completamente diversa e ironica della disabilità, senza alcun briciolo di pietismo. In Italia è andata in onda su FOX.

Commenti (2)
  1. Avatar ned ha detto:

    chi è eterosessuale non è normato, comunque

  2. Avatar ned ha detto:

    comunque ottimo post

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