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7 album alternative del 2019 che dovete ascoltare (se non l’avete ancora fatto)

Il 2019 è stato un anno generoso per la musica alternativa in termini di uscite discografiche. Cito a braccio: Nick Cave,The National, Vampire Weekend, Bon Iver, Mac DeMarco, Billie Eilish, ma anche i nostrani Fast Animals And Slow Kids. Nell’abbondanza di scelta che ci propinano le varie piattaforme di streaming c’è però il rischio di perdersi sempre qualcosa. Eccovi quindi una lista assolutamente arbitraria (vietato chiamarla “classifica”) dei 7 album usciti quest’anno che dovreste assolutamente ascoltare (se non l’avete ancora fatto).

1. FKA Twigs, Magdalene


 
Un lavoro elettronico complesso e stratificato, attraverso cui la poliedrica cantante e ballerina britannica espia definitivamente le proprie dolorose esperienze (di salute e sentimentali).

“Taste the fruit of me
Make love to all you see”

2. Ezra Furman, Twelve Nudes


 
Vi avevamo già segnalato quest’artista genderfluid tempo fa. Il suo nuovo album è una fresca e liberatoria sfuriata di sincero garage punk.

“I want to be your girlfriend
And leave behind this loveless world I know”

3. Marika Hackman, Any Human Friend


 
Giovane e apprezzata polistrumentista folk, torna con un album più prodotto, ma incredibilmente a fuoco grazie a trascinanti inni queer che esaltano la sessualità, con la propria compagna o da sole.

“I love this
Creased sheets, leave my right hand free, it’s hard to be alone”

4. Sleater Kinney, The Center Won’t Hold


 
Band monumento della scena alternative rock anni Novanta, stavolta chiede aiuto a Sua Maestà St Vincent: il loro caratteristico sound ruvido ne esce stravolto, grazie ad arrangiamenti elaborati che ammiccano all’elettronica, ma senza comunque scalfire l’attitudine punk del gruppo. Non chiamatele “girl band”, si incazzerebbero (e a ragione).

“Disconnect me from my bones
So I can float, so I can roam
Disconnect me from my skin
Erase the mark begin again”

5. Angel Olsen, All Mirrors


 
Pitchfork ha definito il suo quinto album “breathtaking”. Lasciatevi immergere nel raffinato dream pop di questa talentuosa cantautrice, capace di suonare allo stesso tempo vintage nel senso mistico del termine e profondamente moderna.

“I just want to see some beauty
Try and understand
If we got to know each other
How rare is that?”

6. Amanda Palmer, There Will Be No Intermission


 
La ex frontwoman dei Dresden Dolls (recuperateli se potete) cesella con piano e ukulele la solita generosa manciata di brani strazianti, oscillando fra amore, morte e female empowering.

“We are so much bigger on the inside
You, me, everybody
Some day when you’re lying where I am
You’ll finally get it, beauty”

7. Orville Peck, Pony


 
Disco d’esordio folgorante per questo cantautore queer canadese dall’identità misteriosa (anche se i suoi tatuaggi in bella mostra pare abbiano svelato si tratti dell’attivista gay Daniel Pitout) e dall’iconografia a metà fra Johnny Cash e M¥SS KETA. Il country non è mai stato così cool.

“You say “go fast”, I say “hold on tight”
In the dead of night, dead of night”

Avete altri suggerimenti? Scriveteli nei commenti 🙂

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