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Mi fascio il seno per evitare di ricevere “complimenti”, non ne posso più
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Mi fascio il seno per evitare di ricevere “complimenti”, non ne posso più

Sono una ragazza di 24 anni ed è da quando ne ho 12 che gli uomini (e in occasioni più rare anche le donne) rivolgono “complimenti” alla mia persona, o meglio, al mio seno piuttosto abbondante.

Il primo fu, appunto, un uomo sulla trentina che, mentre ero ad un bar a bere una cioccolata con le mie migliori amiche, mi disse: “Complimenti, tu hai proprio dei begli occhi” io, che manco lo avevo visto prima che mi parlasse, ingenuamente ringraziai perché pensavo che fosse un sincero complimenti ai miei occhi. Ma, dopo qualche secondo, aggiunse: “Poi ti spiegherò cosa vuol dire”. Una delle mie migliori amiche, che è sempre stata quella più “matura” di tutte noi, mi spiegò che si riferiva al mio seno. Io da quel giorno non riesco più ad accettare un complimento che sia uno, anche se rivolto ad un’altra parte del mio corpo o al mio carattere o altro…

È da letteralmente metà della mia vita che continuo, sempre più di frequente, a ricevere molestie verbali (perché non è più possibile parlare di “complimenti” quando sconosciuti ti rivolgono gesti osceni, o fischi, o commenti totalmente indesiderati) e io sinceramente non ne posso più. Tutte le estati finisco per avvolgermi il busto con una sciarpa, morendo quindi di caldo, per ridurre il numero di molestie oppure esco con il mio ragazzo o i miei coinquilini… Perché se accompagnata da un uomo, per quanto mingherlino, guarda caso, non mi capita mai nulla di tutto ciò.

Sono arrivata a provare una furia talmente cieca da portarmi a desiderare di fare seriamente del male nel modo più lento e doloroso possibile ad ogni singolo uomo che mi adocchia per strada. E, specifico, che io sono sempre stata una persona immensamente gentile e cortese con tutti, compresi gli sconosciuti, ma questa violenza gratuita ed ingiustificata che subisco tutti i giorni mi ha profondamente cambiata.
Il mio stesso ragazzo mi disse “Dai tuoi occhi si capisce che, se tu in quei momenti avessi un’accetta in mano, gliela lanceresti subito.” e io non voglio assolutamente essere così…

Dunque non faccio altro che trattenermi e non reagire, ma per fare ciò faccio ricorso a tutta la mia energia, prosciugandola, fino ad arrivare al punto di svenire (come è accaduto la scorsa estate quando ho ricevuto il “complimento” appena messo piede fuori dal portone del palazzo). So che non dipende da quello che indosso (soprattutto dopo aver ricevuto l’ennesimo “complimento” alle mie belle gambe, a febbraio, quando ero più vestita di un eschimese), ma inevitabilmente l’estate è per me un momento molto critico…

Il mio ragazzo mi ripete che mi romperebbero le scatole anche se avessi una taglia zero di seno, e ne sono sicura, però quantomeno sarebbe una cosa meno frequente dato che molte altre mie coetanee spalancano gli occhi quando gli racconto cosa mi capita… Idem per i miei amici, totalmente ignari di quello che una ragazza subisce quotidianamente.

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È ormai un anno che tutte le volte che mi capita una cosa del genere la scrivo su Facebook, aggiungendo la descrizione del mio abbigliamento (perché, purtroppo, ci vuole) e ho notato molta solidarietà che mi ha davvero molto rincuorata, oltre a molti consigli su cosa dovrei fare quando mi capita; tali consigli vanno dal ricambiare con altrettanta violenza (se non maggiore), all’ignorarli dall’alto della mia evidente superiorità, a rispondere a tono, all’umiliarli, a fargli un discorso istruttivo… Ma, per un motivo o per l’altro, nessuna soluzione mi sembra adatta, furba o realmente efficace.

Voi cosa mi consigliate? Da un lato non voglio passarmi l’estate rinchiusa in casa per evitare di fare male a qualcuno e rovinarmi la vita per gente del genere, dall’altra non voglio nemmeno rivivere il solito incubo. Mi sento in una strada senza uscita.

Elisabetta

View Comments (3)
  • Ciao Elisabetta
    mi è venuto in mente un discorso fatto da un conoscente che ha 51 anni: secondo lui fare dei commenti come quelli che fanno a te, è un modo per gratificare una donna, se non l’unico possibile. Io ho 49 anni, dai tempi della scuola maschi e femmine venivano divisi e raramente giocavano insieme, i maschi bollavano come “da femmine” qualsiasi gioco che non fosse il calcio; separati fino all’adolescenza, cioè il periodo in cui l’altro sesso diventa interessante perchè incominciano i primi appetiti sessuali, senza aver avuto modo di interagire gran che, si rischia di considerare l’argomento sesso come unico modo per confrontarsi con l’universo femminile. La mia generazione ha difficoltà a avere amicizie uomo-donna, questo precludersi un rapporto umano con l’altro sesso, purtroppo spinge gli uomini a considerare le donne come un oggetto che si gratificherebbe se considerata appetibile e desiderabile. So benissimo che tutto questo è penoso e soluzioni per tenere la bocca chiusa ai molestatori non ne conosco. Mi dispiace che tutto questo abbia certe conseguenze sul tuo umore al punto di rovinarti la vita. Forse la soluzione è che tu decida che degli estranei non possono avere il potere di influire sul tuo umore…

  • Ciao Elisabetta,
    mi chiamo Camilla, ho 27 anni, e comprendo il tuo rammarico e la tua indignazione. Premettendo che i commenti sessualmente espliciti per strada NON sono gradevoli, a differenza di quanto pensano molti uomini …
    Mi viene da porti alcune domande.

    Cosa ti fa arrabbiare di più, quando ricevi questi commenti?
    Quale atteggiamento ti porti addosso, quando esci di casa? Ti senti come se andassi in guerra, come se fossi in trincea? Sei spavalda? Ti difendi ancora prima di sentire attacchi alla tua persona?

    A volte non ce ne rendiamo conto, ma sono i nostri stessi atteggiamenti ad attirare proprio ciò che temiamo di più. Per uno strano fenomeno “animale”, gli esseri umani percepiscono la paura, percepiscono le debolezze degli altri, anche se non ne sono pienamente consapevoli.
    Forse, quel giorno in cui ti fu rivolto il primo commento aggressivo/sessuale, la tua percezione degli uomini ha subito una forte impronta. Ripeto, non sto dicendo che “vai a cercarti” quello che accade, e non sto cercando di giustificarlo, è fastidioso e molesto.
    Ma posso darti un consiglio: esponiti, non nasconderti. Smetti di comprimere il seno sotto una sciarpa, non è giusto che tu lo faccia, e deve essere una tortura! Indossa quello che vuoi, quello che ti fa sentire bene, femminile, bella. Abbi il coraggio di essere bella, e camminare per strada sapendo che qualcuno potrà notarlo, chi in modo più silenzioso, chi in modo più volgare.

    Secondo me, accettando in primo luogo tu stessa la tua femminilità, anche alcuni commenti diminuiranno. Non sarà facile, ma perché non provare?

  • Ciao, personalmente trovo il Catcalling la più bassa e più cattiva forma di violenza psicologica verso una donna, perché come hai esposto tu, influenza le tue abitudini e l’opinione di se stessi. Quello che mi sentirei di dare come consiglio, visto che ne hai chiesto uno è di provare a frequentare un corso di arti marziali. Bene inteso, non principalmente per imparare a difendersi fisicamente, per quanto questo non guasti mai, ma piuttosto perché ti insegna a creare una corazza psicologica di sicurezza che ti farà cambiare totalmente il punto di vista sulle cose della vita.
    Per quel che è la mia esperienza, ho avuto per fortuna un bravo maestro, le arti marziali mi hanno davvero cambiato la vita. Non ho più avuto problemi (durante l’adolescenza spesso ero oggetto di bullismo) senza nemmeno essere arrivato a dovermi difendere ma semplicemente cambiando la mia visione delle cose e il mio atteggiamento. Gli atti di bullismo sono spariti e ho cominciato a sentirmi meglio.
    Ora, a 30 anni, faccio anche da sparring per un corso di autodifesa, sempre organizzato dalla mia palestra, perché ricordo la sgradevole sensazione di non avere il controllo ed essere in balia di altre persone. Se posso aiutare altre persone a non provare questa sensazione, ben venga.
    Non permettere a nessuno di farti sentire a disagio con il tuo corpo. Se vuoi cambiare qualcosa cambialo, ma non per influenze esterne. Nessuno è “sbagliato” e nessuno ha e deve avere il potere di farci sentire “sbagliati”!

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