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Anche la Lombardia vieta i “libri gender” nelle scuole. Ma le Pari opportunità non ci stanno.

Anche la Lombardia vieta i “libri gender” nelle scuole. Ma le Pari opportunità non ci stanno.

Dopo Venezia, anche a Milano il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione della Lega Nord che chiede di “contrastare la diffusione della teoria gender nelle scuole lombarde“.

Possono farlo? Pare di no.
Il regolamento sull’autonomia delle istituzioni scolastiche dice infatti all’articolo 3 che «il Piano dell’offerta formativa deve essere redatto con la partecipazione di tutte le sue componenti» (cioè dirigente scolastico, docenti e genitori) e deve essere «coerente con gli obiettivi generali ed educativi dei diversi tipi e indirizzi di studi determinati a livello nazionale».

Pd, Patto Civico e M5S definiscono la mozione approvata come un “documento ignorante e oscurantista” e Rosaria Iardino, consigliera delegata alle Pari opportunità per la Città metropolitana di Milano, si esprime in questo modo sull’accaduto:

“Siamo alle reminiscenze dei periodi più bui della nostra storia, quelli in cui si bruciavano o si mettevano all’indice i libri più scomodi. La teoria gender non esiste, si tratta di un’iniziativa semplicemente omofoba ed oscurantista. […] È il momento di rafforzare con forza il messaggio anti-omofobico che le amministrazioni più progressiste come la nostra, da tempo portano avanti”.

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Ma si può sapere poi di cosa parlino realmente questi libri?
Noi li abbiamo letti e recensiti QUI.

Fonti:
Repubblica
La Stampa

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