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Le 11 citazioni più forti della Women’s March
Dark Light

Le 11 citazioni più forti della Women’s March

Benedetta Geddo

Appena un giorno dopo l’inaugurazione del presidente Donald Trump, a cui la partecipazione non è stata altissima— fatto supportato dalle foto che la paragonano a quella della prima inaugurazione dell’ex presidente Barack Obama, nel 2009— centinaia di migliaia di dimostranti hanno invaso le strade di Washington, D.C., così come le strade di metropoli e città nel resto degli Stati Uniti e del mondo. La presenza alle marce è stata enorme, un incredibile successo organizzativo. E quindi, perché non dare un’occhiata ad alcune delle citazioni più forti dalla Women’s March on Washington?

Anche se le marce sono state degli esempi strabilianti di solidarietà, spinte dalla forza d’animo individuale e collettiva di americani qualunque — e quindi senza bisogno dell’appoggio di persone famose, per dirla in modo spiccio — ci sono stati diverse oratrici che hanno fatto dichiarazioni forti, decise e dirette su quello che la protesta significa per loro, su quello che dovrebbe succedere da adesso in poi, e su quello che pensano ci aspetti in futuro.

Qui ci sono undici delle citazioni più commoventi, suggestive e magnetiche, perché questo è stato un giorno di protesta la cui dimensione e scala non si era vista da molto tempo.

1. Scarlett Johansson: “Planned Parenthood mi ha garantito uno spazio sicuro”

Fare quel passo in più verso la maturità mi metteva in agitazione, ed è stata la mia dottoressa a Planned Parenthood a suggerire che avrei dovuto parlare anche con il mio pediatra se cercavo un posto in cui abortire. È stata gentile, professionale, e mi ha detto che sarebbe stata più che contenta di farmi visite regolari, quando sarebbe arrivato il momento, e controlli per malattie sessualmente trasmissibili e per il crancro. Nessun giudizio, nessuna domanda, Planned Parenthood mi ha garantito uno spazio sicuro dove avrei potuto essere curata con competenza. All’epoca avevo quindici anni ed ero estremamente indipendente, sì, ma sono sicura che non c’è una persona, qui, che non sia stata aiutata in modo diretto o indiretto da Planned Parenthood.

2. Janet Mock: “Sono la custode di mia sorella”

Non siamo qui solo per riunirci, ma per muoverci. E i nostri movimenti ci richiedono più del semplice fare presenza, o dire le parole giuste. Ci richiedono di uscire dalla nostra comfort zone, di confrontarci. Ci richiedono di difenderci l’un l’altra quando è difficile, quando è pericoloso. Ci richiedono di vederci davvero, noi stesse, e poi a vicenda. Sono qui oggi come figlia di una donna nativa Hawaiana, e di un veterano nero del Texas. Sono qui come prima persona della mia famiglia ad essere andata all’università. Sono qui come qualcuno che ha scritto abbastanza da essere chiamata su questo palco, a proclamare fieramente di essere una donna di colore, trans, una scrittrice, un’attivista, una rivoluzionaria. E sono qui anche grazie al lavoro delle mie antenate: da Sojourner a Sylvia, da Ella a Audrey, da Harriet e Marsha. Sono qui soprattutto perché sono la custode di mia sorella.

3. Janet Mock: “Il nostro approccio alla libertà”

Il nostro approccio alla libertà non deve essere uguale, ma deve essere itersezionale e inclusivo. Deve espandersi oltre noi stessi. So con chiara certezza che la mia liberazione è strettamente legata alla liberazione della Latina trans in cerca di asilo, dello studente disabile in cerca di trattamento paritario, della sex worker in cerca di un modo di guadagnarsi da vivere sicuro. La liberazione collettiva, e la solidarietà, sono imprese difficili. Sono imprese che ci vedranno lottare insieme, e lottare tra di noi. Solo perché siamo oppressi non vuol dire che non cadiamo noi stessi vittime degli stessi schemi mentali, delle stesse prepotenze, delle stesse omissioni. Dobbiamo tornare gli uni verso gli altri con forte senso di responsabilità, e di dedizione all’impresa.

4. Gloria Steinem: “Questo è il lato positivo del lato negativo”

Questo è il lato positivo del lato negativo. Questa è una cascata di energia, e democrazia vera, come mai ne ho vista nella mia vita. È ampia in fatto di età, profonda in quanto diversità, e ricordate, la Costituzione non inizia con “Io, il presidente”, ma con “Noi, il popolo.”

5. Janelle Monae: “Siete abbastanza”

Voglio dire questo alla comunità LGBTQ, miei fratelli e alle mie sorelle. Agli immigrati, miei fratelli e mie sorelle. Alle donne. Continuate a fare vostri quelle cose che vi rendono unici, anche se mettono a disagio qualcuno. Siete abbastanza. E quando vi sentirete in dubbio, quando vorrete arrendersi, dovete sempre ricordare di scegliere la libertà invece della paura.

6. Janelle Monae: “Dite il suo nome”

Sandra Bland! Dite il suo nome! Sandra Bland! Dite il suo nome! Dite il suo nome! Dite il suo nome! Dite il suo nome!

7. Alicia Keys

https://youtu.be/amhF7smSUfw

Grazie infinite per il vostro coraggio. Grazie infinite per la vostra femminilità. Grazie infinite per la vostra forza. Grazie infinite. Continuiamo a onorare tutto quello che c’è di bello nell’essere femminili. Siamo madri. Siamo assistenti. Siamo artiste. Siamo attiviste. Siamo imprenditrici, dottori, capi d’industria e tecnologia. Il nostro potenziale non ha limiti. Ci solleviamo. Ci solleviamo!

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8. Maryum Ali

https://youtu.be/LVdcw4l1tOc

Quindi è questo quello che dobbiamo fare: non frustrarci, ma impegnarci. Non lamentarci, ma organizzarci. Ci sono così tante persone che guardano la televisione ininterrottamente, per ore e ore. Stanno al telefono, al computer, su Facebook per ore. Si infervorano per le loro squadre del cuore, conoscono ogni regola dell’NBA o della NFL, ma non sanno come funzionano i loro organi di governo locali. Dobbiamo cominciare ad essere responsabili per tutta l’umanità, a far sentire la nostra voce per i diritti umani. Grazie, e a voi il saluto di pace di tutti i Musulmani, as-salaam-alaikum.

9. Madonna

Il bene non ha vinto quest’elezione. Ma il bene vincerà alla fine. E a quelli che continuano a dire che questa marcia non poterà a niente: fo*****vi. Fo*****vi.

10. America Ferrera: “E siamo qui per restare”

https://youtu.be/wrQt0J4hWj4

È stato un periodo straziante in cui essere donna e immigrata in questo paese. La nostra dignità, la nostra persona, i nostri diritti sono stati sotto attacco, e un baluardo di odio e divisione ha preso potere ieri. Ma il presidente non è l’America. Il suo governo non è l’America. Il Congresso non è l’America. Noi siamo l’America. E siamo qui per restare.

11. America Ferrera: “Se ci dedichiamo a quello che ci accomuna”

Se noi— i milioni di americani che credono nella decenza, nel bene, nella giustizia per tutti— se cadiamo nella trappola di lasciarci separare dalle nostre cause e dalle nostre etichette, allora ci indeboliremo, e perderemo. Ma se ci dedichiamo a quello che ci accomuna, se restiamo uniti forti e determinati, allora avremo la possibilità di salvare l’anima del nostro paese.

È stato un evento che ha portato insieme moltissimi punti di vista differenti all’interno del femminismo: diritti riproduttivi, organizzazione politica, diritti LGBTQ, intersezionalità, e una semplice ma decisa resistenza. E come si può vedere dalle foto, la partecipazione è stata immensa.

Fonte: Bustle

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