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Come le donne dell’imprenditoria stanno cambiando la società indiana
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Come le donne dell’imprenditoria stanno cambiando la società indiana

Redazione

In India la proporzione di donne che sono impiegate e salariate è tra le più basse al mondo, al poco più del 23% – un dato che si trova in grande contrasto con il corrispondente maschile del più del 78%.

Le opportunità di entrare nel mercato del lavoro, per le donne, sono limitate da una serie di fattori. Tra questi, una tradizione dominante che delega alle donne le responsabilità domestiche e una società prevalentemente patriarcale.

Ci sono aspettative culturali profondamente radicate nei confronti delle donne, che molto spesso rimangono dentro i confini di casa. Quando lavorano, poi, spesso lo fanno in maniera informale, senza il “lusso” di salari e contratti sicuri.

L’imprenditoria femminile in India affronta grandi sfide, in questo scenario. Iniziare un esercizio commerciale può richiedere molti sforzi al di fuori degli orari normali di lavoro e può condurre le donne a essere percepite come irresponsabili, quando dedicano il loro tempo ad attività imprenditoriali.

Ma sembra che le cose stiano cambiando. La mia ricerca sulle donne imprenditrici indiane rivela che queste stanno contrastando le pressioni sociali, culturali e familiari, sfidando lo status quo della società indiana. Riescono anche a dar forza ad altre donne e a fornire soluzioni innovative a importanti problemi sociali.

Alcune delle donne con cui ho parlato mi hanno immensamente ispirata con le loro storie. A una fondatrice di un’attività manifatturiera, Pinky Maheshwari, è stato chiesto dal figlio di produrre carta che fosse sostenibile per l’ambiente. Così lei ha creato carta fatta a mano, prodotta con cotone e semi. Le sue idee hanno vinto premi, apprezzamento e sostegno dalle più alte Istituzioni del Governo indiano. Mi ha detto di essere motivata dall’idea di ispirare altre persone e che lei “assume donne da piccoli paesi rurali così che possano guadagnarsi da vivere ed essere riconosciute per la propria creatività”. Ha aggiunto: “Ho dato impiego soprattutto a donne e le sostengo in qualunque modo io possa”.

Altre donne che ho intervistato hanno condiviso uno spirito simile. Padmaja Narsipur, fondatrice di una compagnia di strategie di marketing digitale, sostiene le donne che ricominciano a lavorare dopo essersi prese una pausa dalle loro carriere.

Mi ha detto: “Le donne che ricominciano sono altamente qualificate e dedite. Anch’io sono stata una di loro. Ho costruito un posto di lavoro dove la fiducia verso i dipendenti, orari flessibili e opzioni per lavorare da casa, fanno parte del DNA dell’azienda, e questo dà i suoi frutti.”

La CEO di Anthill Creations, Pooja Rai, mira a creare “spazi di educazione interattivi, in luoghi pubblici, con un’attenzione particolare alla sostenibilità”, utilizzando materiali riciclati per costruire aree gioco accessibili, nelle aree remote dell’India.

Queste sono solo alcune delle tante imprenditrici indiane che ho conosciuto, che stanno creando attività con propositi concreti. A dispetto degli ostacoli culturali, stanno cambiando le percezioni [che la società ha di loro, NdT] e creando imprese innovative che hanno un impatto reale sulle loro comunità, e anche oltre.

Il loro lavoro sta riscrivendo le regole per aziende, famiglie e società, e allo stesso tempo sta sfidando l’idea comune che per loro ci siano poche opportunità per creare business di successo.

Con questa miscela di obiettivo sociale e sesto senso per gli affari, le donne indiane si stanno imbarcando in un viaggio verso il cambiamento degli stereotipi, costruendo fortuna per sé e per il loro Paese.

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Questo è il nuovo volto dell’imprenditoria femminile in India. Appare anche chiaro che le politiche pubbliche sociali stiano sempre di più aumentando il loro sostegno a questa trasformazione, mentre la società sta iniziando a celebrare questi successi.

La società indiana sta gradualmente diventando egualitaria, in modo progressivo, grazie anche a iniziative governative necessarie quali il “Beti Padhao, Beti Bachao” (Salva la Figlia, Educa la Figlia), concepite per migliorare le prospettive delle più giovani.

Anche fattori come il migliorato accesso ai social media, l’educazione e le imprese sociali stanno contribuendo a questo cambiamento, e tutto ciò serve a dare spinta alle aspirazioni delle imprenditrici.

Si spera che queste storie possano ispirare imprenditrici da tutto il mondo e incoraggiare i legislatori a creare strade che sostengano queste aspirazioni. Alcune delle politiche potrebbero includere la promozione dell’educazione all’imprenditoria tra le donne e aiuti per finanziare start-up condotte da donne. Il lavoro è iniziato, ma c’è ancora molto da fare per incoraggiare le donne d’affari indiane a superare barriere storiche e a diventare parte della società imprenditoriale globale.

Fonte
Magazine: The Conversation UK
Articolo: How women entrepreneurs are changing Indian society
Autrice: Mili Shrivastava
Data: 26 settembre 2019
Traduzione a cura di: Caterina Fantacci
Immagine di copertina: The Conversation UK
Immagine preview: Fatima Baig

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