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Crazy Ex-Girlfriend: come cantare di cose serie
Dark Light

Crazy Ex-Girlfriend: come cantare di cose serie

Jasmine Mazzarello

Ho scoperto questa serie TV per puro caso, ascoltando un episodio del podcast Ordinary Girls, e le poche parole pronunciate a riguardo sono bastate per farmi incuriosire. Insieme alla canzone Let’s Generalize About Men, tratta dalla serie, mandata in radio subito dopo.

Un paio di mesi dopo, concluse le prime 3 stagioni (disponibili su Netflix) e attendendo la quarta (in onda dal 12 ottobre sul canale statunitense The CW), mi rendo conto di quanto sia difficile trovare parole per descrivere questa serie e, allo stesso tempo, farlo rendendole giustizia. Ho deciso comunque di provarci, perché i grandi temi della storia scritta da Rachel Bloom e Aline Brosh McKenna meritano di essere conosciuti dal maggior numero di persone possibile e di fungere da utili spunti di riflessione.

Quindi di cosa tratta la serie?

Si parla di amore, di salute mentale, di depressione, di relazioni sentimentali, di amicizia, di orientamento sessuale, di traumi infantili e molto altro. Di tutto questo, però, si parla in modo unico e originale: con canzoni e ironia, ma anche con una buona dose di pugni allo stomaco.

Crazy Ex-Girlfriend racconta la storia di Rebecca Bunch, una giovane donna in carriera che prende una decisione di pancia all’inizio della storia e decide di trasferirsi da New York a West Covina, piccola città in cui vive il suo ex-fidanzato Josh. A West Covina Rebecca ricostruirà la sua vita, facendosi nuovi amici, riallacciando il rapporto con Josh, aprendo il suo cuore ad altri ragazzi e cercando di evadere dalle crisi d’ansia di cui soffriva a New York. L’obiettivo di Rachel Bloom, creatrice e protagonista dello show, è quello di stravolgere il genere della commedia romantica e del musical, utilizzandone dei tasselli chiave ma andando poi a creare qualcosa di profondamente diverso con lo scopo di trasmettere un messaggio altrettanto diverso.

Il femminismo pervade infatti l’intera serie, che offre infiniti spunti di riflessione toccando, anche in musica, questioni come l’emancipazione delle donne, la sorellanza, il tabù delle mestruazioni, l’orgasmo femminile e la body positivity. Crazy Ex-Girlfriend dà inoltre visibilità a personaggi bisessuali (come nel memorabile coming out musicale di Darryl con ‘Getting Bi’) troppo spesso invisibili su ogni tipo di schermo e al classico stereotipo che vuole gli uomini insensibili e incapaci di provare, figuriamoci poi a mostrare, alcun tipo di emozione o debolezza. Questa visione di mascolinità viene smontata anche con il percorso di un altro personaggio, Nathaniel, sulle note ad esempio di Fit Hot Guys Have Problems Too.

La salute mentale

Tuttavia, il grande vanto di questa rom-com è l’inserimento di un elemento così spesso tabù, che dire che è un po’ insolito vederlo rappresentato in una serie TV sarebbe un eufemismo. Stiamo parlando di come viene mostrata la salute mentale di Rebecca.

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La serie, racconta Rachel Bloom in un’intervista, è divisa in quattro capitoli, ognuno con un focus specifico, i quali permettono di comprendere, un pezzetto alla volta, la situazione in cui versa la protagonista. La prima stagione è incentrata sulla negazione e fornisce chiaramente il contesto in cui si trova Rebecca, seppur non raccontando ancora ogni dettaglio. La seconda stagione parla di amore e relazioni sentimentali, mostrando gli schemi messi in atto dalla protagonista e le sue personali sfide nel relazionarsi con persone del sesso opposto, anche alla luce del suo vissuto familiare. La terza stagione è quella che meglio affronta la salute mentale di Rebecca: si focalizza infatti sulla crisi, su un periodo drammatico per lei e su tutte le difficoltà correlate; mentre la quarta e ultima stagione racconterà la sua rinascita. Nell’intervista, Rachel sottolinea che il disturbo di salute mentale diagnosticato al suo personaggio amplifica la sua instabilità emotiva; tuttavia, le sensazioni che prova e i problemi che si trova ad affrontare sono in qualche modo comuni alla maggior parte delle persone. Tant’è che mettersi nei panni di questa giovane donna contemporaneamente forte e confusa, per lo meno in alcuni momenti del suo percorso, non risulta poi tanto difficile.

Concentrandosi su come costruire una relazione sentimentale e prendersi cura di sé, la serie è in grado di mostrare diversi meccanismi psicologici alla base delle nostre azioni. In alcune puntate il focus si sposta sui traumi infantili e sulle conseguenze di un complicato rapporto coi genitori, fenomeni che plasmano la mente e il comportamento dei personaggi portandoli a essere spaventati all’idea di costruire una relazione con qualcuno. Anche situazioni di questo tipo vengono raccontate rasentando ironia e sarcasmo, che a tratti hanno però un sapore amaro, come accade nella canzone Nothing is Ever Everyone’s Fault, che trasmette quanto sia importante prendersi la responsabilità delle proprie azioni indipendentemente dalle circostanze e dalla tentazione di trovare delle scuse per evitarla.

Insomma, Crazy-Ex Girlfriend va guardata perché (oltre a far ridere) insegna tantissime cose e offre spunti di riflessione sul femminismo, sulla comunità LGBT+ e sulla salute mentale. Perché sfata tabù dopo tabù, stravolge la classica commedia romantica dove ogni problema è secondario al “vissero per sempre felici e contenti” e isola alcuni degli stereotipi più diffusi per smontarli in modo spiritoso e divertente.

Crazy-Ex Girlfriend va guardata perché è tratta da milioni di storie vere e ve le racconta una canzone alla volta.

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