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Depressione: pregiudizi e stereotipi. Un’esperienza personale

Commenti (10)
  1. Avatar Emanuela ha detto:

    Complimenti!! Articolo da nodo in gola!

  2. Avatar Vito ha detto:

    Ottimo articolo, scritto molto bene. Utile

  3. Avatar Anni ha detto:

    È così.
    Grazie di averne parlato.

  4. Avatar Francesca ha detto:

    Giudizio personale sull’articolo?Non sei andata troppo “di pancia”, hai espresso il punto di vista interno di qualcuno che lo vive, rendendo, come hai scritto tu stessa, meno paurosa questa malattia. L’argomento della depressione mi tocca molto da vicino, ho avuto una persona cara non troppo tempo fa che ne ha sofferto, tentando anche il suicidio, e sono stata una delle poche persone che non l’ha abbandonata, prendendomi tutto il peso della situazione. Ora sta meglio, è seguita da uno specialista, ma ho sempre paura di una ricaduta e di come potrei aiutarla senza farmi coinvolgere troppo come la volta precedente. Ti ringrazio per la trasparenza con cui ne hai scritto, fa sentire compreso anche chi sta vicino a chi ne soffre.

  5. Avatar Francesca ha detto:

    Avevo scritto un commento ma non so se non si è salvato o cosa..comunque complimenti per l’articolo. La depressione è un argomento che mi tocca da vicino perchè non troppo tempo fa ho dovuto aiutare una persona cara, che ha cercato di suicidarsi, e non è stato semplice. Ora questa persona è seguita da uno specialista, ma io ho paura che se ci dovesse ricadere non saprei come aiutarla, per questo ti ringrazio per come hai descritto la situazione perchè fa sentire compreso anche chi sta vicino alla persona malata.

  6. Avatar Pablo ha detto:

    Ciao Alice…mi piaceva il tuo entusiasmo nel raccontare…ora ancora di più! Conosco per esperienza direttain l’argomento che hai trattato e concordo ogni passaggio.
    Spero di incontrarti per un abbraccio

  7. Avatar Alice Picco ha detto:

    Grazie a voi per aver letto e soprattutto aver capito. Devo dire la verità, inizialmente mi sentivo un sacco in imbarazzo, ma ho capito che averci messo la faccia è stata la cosa migliore, decisamente.

  8. Avatar Francesca atzeni ha detto:

    Ciao! Innanzitutto vorrei dire ho letto l’articolo e ho percepito le buone intenzioni di chi lo ha scritto. I dati epidemiologici sulla depressione non sono certo incoraggianti e il fatto che questa condizione sia spesso considerata un tabù di cui non parlare non aiuta a capire le dimensioni del fenomeno e a comprenderlo meglio. Serve destigmatizzarlo. Ma non si può combattere lo stigma che avvolge i disturbi psicologici rendendoli disturbi medici. La depressione non è una malattia come la polmonite e la varicella, perché non ha cause organiche. Non esiste il virus della depressione. Nella depressione ad ammalarsi non è il cervello ma l’esistenza. La depressione ha motivi, non cause biologiche (ovviamente il paradigma deve essere neuropsicopatologico, non si può prescindere dalle condizioni del cervello, ma non sono quelle la causa lineare della depressione). Per chiarire, il motivo è ciò che ci permette di comprendere (ho preso la polmonite perché ho dormito in spiaggia con dieci gradi di temperatura), mentre la causa è ciò che ci permette di spiegare (il batterio x ha infettato gli alveoli). La causa di una malattia è sempre uguale, il motivo varia. Cause e motivi interagiscono nel costituire e significare la storia di vita di una persona. Penso che paragonare la depressione a una malattia organica manchi totalmente il punto di cosa sia e penso che non aiuti a destigmatizzarla, anzi. Finché avremo bisogno di rendere mediche (quindi soggette a causalità lineare e uguali in tutto il mondo) patologie esistenziali, vorrà dire che non vogliamo avere bisogno della psicologia. Ridurre il fatto psicologico a uno medico è uccidere il fatto psicologico. E secondo me mostra quanta poca fiducia abbiamo il questa scienza. La medicina non dà tutte le risposte e quello medico non può essere l’unico parametro per legittimare una sofferenza. La depressione è una condizione particolarissima e ognuno ha la sua. La varicella, la polmonite sono uguali in tutto il mondo. Paolo e Francesca possono avere una polmonite con un decorso simile (scatenata dalla stessa identica causa infettiva), ma non avranno mai la stessa depressione, perché sono due esistenze diverse. Per questo mi dispiace vedere come la depressione sia stata trattata in questo articolo. Il sottotitolo “un’esperienza personale” mi aveva molto incoraggiato, inizialmente. So che è molto difficile parlare di sé, ma per combattere lo stigma serve questo, secondo me. Comunque ringrazio tutta la redazione di bossy per aver provato a fare luce sul tema. Spero che il mio commento non venga interpretato come offensivo, vuole solo essere una critica al nucleo concettuale presentato nel testo, ma non ho la verità in tasca. Mi piacerebbe davvero cominciare una conversazione sul tema. A presto,
    Francesca

  9. Avatar Madda ha detto:

    Ciao, ho creato questo gruppo come spazio di condivisione per la propria esperienza sul tema dell’ansia e depressione.. Passate a farci un salto! 🙂

    https://www.facebook.com/groups/1273179669508210/

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