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Disforia di genere e serie tv: Pretty Little Liars [SPOILER]

Disforia di genere e serie tv: Pretty Little Liars [SPOILER]

La notte scorsa è andato in onda il Summer Finale della sesta stagione di Pretty Little Liars, una delle serie tv teen drama più contorte di questi ultimi anni.

Alla fine della quinta stagione le cinque piccole bugiarde carine ci avevano lasciato con il nome in grado di porre fine ad ogni dubbio: Charles.
Charles è A.
Charles è il fratello di Alison.
Charles è colui che ha perseguitato le protagoniste (e noi!!!) per sei lunghe stagioni.

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Ma che cosa ha a che fare Pretty Little Liars con Bossy?
È presto detto.

Se avete anche voi visto l’ultima puntata (6×10), vi sarete sicuramente accorti che Charles, nonostante il nome maschile, è in realtà Cece Drake, un personaggio introdotto nella terza stagione e che si è presentato come una delle migliore amiche di Alison.
Durante il corso della puntata viene raccontata la complessa storia di Cece e molte domande (ma non tutte!) hanno trovato risposta, permettendoci di chiudere, almeno in parte, il cerchio.

“Ma quindi Cece è un uomo!”, “E’ un travestito!”, “Allora ha il pistolino lì sotto!” sono solo alcuni dei commenti che mi è capitato di leggere nelle varie pagine Facebook e forum di discussione sulla serie.

Facciamo un po’ di chiarezza, senza analizzare la puntata o la serie tv – cosa che risulterebbe quanto mai complicata – ma semplicemente il personaggio in questione.

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Cece nasce come Charles, fratello maggiore di Alison, e vive fino a cinque anni con la sua famiglia. Charles manifesta, fin da bambino, un morboso attaccamento difensivo nei confronti della sorella, compiendo gesti innocenti, ma potenzialmente pericolosi.
Viene così mandato al Radley, un istituto per la sanità mentale, dove, crescendo, palesa quella che viene chiamata disforia di genere. Charles è biologicamente un maschio ma il suo essere si identifica con il sesso opposto; in questo caso quello femminile.

Tralasciando le intricate vicende della serie tv, solo da adolescente Charles riesce a compiere la transizione da M to F, cioè da uomo a donna, diventando Charlotte/Cece, una ragazza eterosessuale. Nella puntata non è specificato né sono presenti scene in cui viene mostrata l’operazione, ma è piuttosto chiaro che il ciclo compiuto da quella che ora chiameremo Charlotte è la classica fase che ogni transgender deve sostenere.

Per Charles viene inscenato un funerale: è ufficialmente morto per tutti, padre e fratelli compresi; per tutti tranne che per la madre, l’unica a conoscenza della disforia del figlio ed in grado di accettare la sua rinascita come Charlotte. Ogni gesto, ogni azione compiuta da Charlotte (cioè -A) durante il corso di tutta la serie tv è indipendente dal fatto che sia transgender e, se avete visto la puntata, ora dovrebbe apparirvi tutto più chiaro.

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Introdurre un personaggio transgender in una serie tv rivolta ai giovanissimi è stata indubbiamente un’ottima scelta, nonostante i vari processi di transizione potessero essere palesati in maniera più lampante, sempre considerando che, a vedere questa serie, ci sono ragazzi completamente all’oscuro di certe tematiche.

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E a voi? È piaciuto quest’ultimo episodio?

Pensate che la scelta di optare per un’antagonista transgender possa intaccare in qualche modo questa realtà? Oppure per voi è stato un piacevole complemento a questo finale di metà stagione?

View Comment (1)
  • Penso di essere una delle poche fan italiane ad aver letto i libri e quindi devo dire di non essere stata molto sorpresa da questo summerfinale. Se non ricordo male (ormai è passato qualche anno da quando li ho letti e mi confondo con la serie) anche nella storia originale Mona era inizialmente A e successivamente le viene rubato il gioco da Courtney, sorella gemella di Alison. Di base la storia è la stessa, la bambina viene allontanata perché ha problemi mentali e viene ricoverata al Radley. La serie televisiva è sicuramente molto più contorta ma sono sempre stata sicura che ci fosse qualche collegamento con la famiglia Di Laurentis.
    Detto questo, alla fine dei conti mi è piaciuto l’inserimento di un personaggio transgender anche se penso che più per motivi etici, culturali etc. la scelta è stata “obbligata” perché far vedere una bimba nei video trovati nella Doll House avrebbe portato automaticamente a pensare a Cece e si sarebbe persa la suspense di queste ultime dieci puntate. Avrebbero dovuto curare un po’ meglio la sua storia personale, non vorrei che il pubblico ora pensi sia normale che un trans sia internato in un istituto di salute mentale perché affetto da qualche malattia. E poi, proprio perché si tratta di un argomento e di una categoria di cui poco si parla, avrebbero dovuto spiegare un po’ di passaggi, è normale che la gente si chieda “come ha fatto a diventare donna? si è sottoposta ad un’operazione, e quando? prende medicinali, ormoni?”. Siamo abituati a pensare alle donne transgender come uomini un po’ effeminati, magari muscolose e dalle spalle larghe, mentre invece la realtà è che molte sembrano più donne di quelle che donne lo sono dalla nascita. In conclusione, soddisfatta del finale? Nì, aspetto tante risposte dalla seconda parte della stagione e poi deciderò.

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