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Fattela una risata, troia

Commenti (7)
  1. Avatar Loredana ha detto:

    Io odio quelli che nei commenti scrivono “amen” però sravolta devo dirlo: AMEN. E se sapessi rendere l’idea in altri 100.000 modi lo farei. Io sono stufa di sentirmi dire “oh, stavo solo shcerzando” quando prendo le difese di qualcuno che viene deriso (a prescindere che sia uomo/donna/cane/gatto/o qualunque altro essere vivente). Ci sono persone che non hanno la battuta pronta, che non ti sanno rispondere “una risata me la farò quando qualcuno ti spaccherà il muso” per il semplice fatto che non sono meschini a questi livelli. Ci sono persone che non farebbero male neanche al loro nemico. Sono tra quelle persone e ho subito per molto tempo. Ho anche iniziato ad abbassarmi a quel livello ad un certo punto, ma poi mi facevo schifo da sola. Ci vogliono più articoli che spieghino il punto di vista di noi “sfigati”, perché è così che ci chiamano i re della battuta (stronza) pronta.

  2. Avatar Eleonora ha detto:

    Grazie. Finalmente qualcunA che è consapevole e reagisce.
    Quante volte: “Sorridi che sei così bella” o “E fammelo un sorriso!”… “Dai, sto scherzando, si fa per ridere” etc…
    NO.
    Non si fa per ridere se io mi sento offesa.
    Non si fa per ridere se la vittima è uno di noi.
    Non si fa per ridere se uno di noi non ride.

    Gli uomini passano il tempo a dirci come ci vogliono. Fisicamente ed emotivamente.
    “Non te la prendere”, “Non fare la pallosa”, “Non ti metterai a piangere?”, etc…

    E quando lo fai loro notare, diventi ancor meno attraente e son ancor più pronti ad giudicarti “fica di legno”, “pallosa”, “femminista”,…

    Ma sai cosa? Se ognuna di noi cominciasse a rispondere loro.
    Se ognuna di noi mettesse dei limiti e rispondesse, come faccio io ogni giorno, prendendomi le mie offese, “Io posso sentirmi come mi pare, tanto quanto te, quindi smettila di voler controllare le mie emozioni”.

    Controllano già come dobbiamo vestirci, che taglia abbiamo, ma i sentimenti no, non dobbiamo permetterglielo, sono una parte troppo profonda di noi.

    Grazie di nuovo.

  3. Avatar Carlo ha detto:

    podcast del 12 luglio, da -69:00 in poi, molto istruttivo http://www.radioglobo.it/podcast_archivio.asp?idpodcast=9#

  4. Avatar Alessia ha detto:

    Grazie, come sempre. Non avrei saputo dirlo meglio: hai dato voce al nostro pensiero.

  5. Avatar Armando ha detto:

    Questo articolo è agghiacciante. Sembra di leggere le parole di un avvocato senza lavoro che insegue un’ambulanza, con la necessità di calcare la mano. Non voglio dire che i concetti espressi sono sbagliati: se ci fosse stata un’altra immagine iniziale, un altro punto di partenza, magari avrei condiviso di più i concetti espressi.
    Purtroppo, tutto quello che mi è arrivato è il riecheggiare di un “ci vediamo in tribunale, riceverà notizie dal mio avvocato” della piazza di paese, dopo un litigio su questioni inutili.

  6. Avatar sonia ha detto:

    stupendo articolo!! complimenti!!

  7. Avatar marianna ha detto:

    per lo stesso motivo, quando qualcuno ci chiede “come stai?”, nessuno vuole davvero ascoltare alcuna verità nella nostra risposta. quel “fattela ‘na risata” serve a spostare il “come ti senti” sul “come dovresti sentirti per non diventare un mio problema”. nessuno vuole confrontarsi con qualcuno che sta male, che ha qualcosa davvero da dire, qualcuno che, invece che dirti “tutto ok, e tu?”, sente magari il desiderio di raccontare il perché “no, non ha proprio voglia di ridere”. ci si aspetta da tutti un sorriso, leggerezza, positività, ottimismo. tutto il resto è scomodo, mette a disagio, spinge giù come una zavorra, è scorretto, inaccettato. e questo succede anche senza che nella conversazione siano in ballo offese e considerazioni sessiste.

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