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Cari papà, c’è poco da festeggiare
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Cari papà, c’è poco da festeggiare

Redazione

Oggi, 19 marzo, è la festa del papà.
E come molte altre feste, rischia di diventare solo un picco nelle vendite (in questo caso, di rasoi da barba).

Fèsta deriva dall’aggettivo festus, che significa “solenne”, un termine per noi altisonante ma il cui significato è semplicemente “che si ripete tutti gli anni”.
E infatti così è: ogni anno il 19 marzo facciamo gli auguri a tutti i papà e poi continuiamo a occuparci delle nostre faccende.
È passata da poco la Giornata Internazionale della Donna, che infatti abbiamo smesso da tempo di chiamare festa. Non volevamo che fosse la giornata delle mimose, un’occasione per essere ipocriti e fare gli auguri alle stesse persone che sottostimiamo e discriminiamo tutti gli altri giorni.
Volevamo che fossero 24 ore per allinearci, fare il punto della situazione, capire quali diritti abbiamo raggiunto, come fare per mantenerli e per quali altri lottare. Altro che festa.

Forse potrebbe essere utile rinominare il 19 marzo la Giornata Internazionale del Papà.
E parlare dei loro diritti e dei loro doveri.
Dirci che un papà che cambia un pannolino non è un angelo: è un uomo che si prende cura di suo figlio. Che un uomo che decide di stare a casa dal lavoro per vedere il suo bambino crescere, mentre la madre torna a lavorare, non sta facendo il “mammo”: sta esercitando il suo diritto di essere presente nella vita di suo figlio e di occuparsi di lui. Sta facendo il “papà”.

Dovremmo utilizzare questa giornata per ribadire l’assurdità di 5 giorni di congedo di paternità mentre nei Paesi scandinavi entrambi i genitori hanno 6 mesi di congedo obbligatorio (con il 100% dello stipendio pagato).
Dovremmo interrogarci sui danni che ha fatto, e che fa, credere che i figli siano solo delle madri. I danni che ha fatto e fa ai padri, alle madri e ai figli.
Per fare questo, dovremmo necessariamente ridiscutere i ruoli di genere, che ingabbiano tutte e tutti costantemente.

Visto che molti padri hanno un lavoro, non possiamo non ricordare che le organizzazioni possono giocare un ruolo decisivo, perché se ti permettono di riflettere sulla tua dimensione personale e non solo organizzativa, la tua maggiore efficacia si riflette in ogni contesto.

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Il progetto Bossy+ ha una lunga lista di temi da poter trattare nelle aziende. Una di queste voci riguarda proprio la mascolinità e quali aspettative ruotano attorno alla figura maschile oggi.
Se volete saperne di più, questo è il link da poter consultare.

Perché non è ancora il tempo di festeggiare, ma è decisamente il tempo di fare qualcosa.

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