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I personaggi rivelazione dell’ultima stagione di Glee: tra disforia di genere e stereotipi abbandonati

I personaggi rivelazione dell’ultima stagione di Glee: tra disforia di genere e stereotipi abbandonati

Glee è sempre stata una serie TV aperta ad ogni tipo di diversità, si è sempre concentrata sui caratteri dei personaggi e sulla loro unicità, lasciando che le preferenze sessuali, le forme fisiche e le origini culturali facessero solo da sfondo.
Gli esempi si sprecano, visto che tra i personaggi principali troviamo una coppia gay (Kurt e Blaine), una coppia lesbica (Santana e Brittany), una ragazza asiatica (Tina), una ragazza ispanica (Santana), una ragazza nera e in sovrappeso (Mercedes), un ragazzo sulla sedia a rotelle (Artie), una ragazza ebrea (Rachel), un ragazzo gay che si esibisce solo travestito da donna (Wade “Unique”), una ragazza con la sindrome di down (Becky).

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Concentrandoci sull’aspetto gay friendly della serie TV, possiamo dire che questa ultima stagione ha modificato (positivamente!) il menu delle puntate:
+ lessico informativo
– stereotipi sul mondo gay

Il primo personaggio che ha reso possibile questo cambiamento è Shannon Beiste (interpretata dall’attrice Dorothy-Marie Jones, lesbica dichiarata).
La coach Beiste ci è stata presentata da subito come un maschiaccio, donna dalla corporatura massiccia, amante dello sport. Nonostante nel mondo di Glee fossero tutti convinti della sua omosessualità, Shannon ha stupito gli altri personaggi nel corso delle stagioni, uscendo con diversi uomini e intraprendendo relazioni eterosessuali.

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Nella S06E03 (Stagione 06 – Episodio 03) però è accaduto qualcosa di speciale.
La coach ha infatti rivelato alla Preside Sue Sylvester (interpretata da Jane Lynch, anch’essa dichiaratamente lesbica) di soffrire di disforia di genere e di stare intraprendendo un percorso che la porterà a cambiare sesso e a diventare dunque un uomo (in gergo tecnico si dice “F to M”, “da Femmina a Maschio”).

In questo scambio di battute, Shannon spiega alla Preside e al vice allenatore Sam Evans (Chord Overstreet) la sua condizione: si è sempre sentita un uomo, perciò ora farà coincidere il suo aspetto esteriore con la sua identità di genere. Questo non modificherà in alcun modo le sue preferenze sessuali, che sono state e rimarranno indirizzate verso gli uomini. Quindi Shannon diventerà un uomo gay, ovvero come si è sempre sentito.

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Grazie a questi 5 minuti di televisione, ai ragazzi e alle ragazze di tutto il mondo è stata spiegata la differenza tra identità di genere (il mio identificarmi come maschio o come femmina) e l’orientamento sessuale (la mia attrazione verso i maschi e/o le femmine). In più, utilizzando il termine corretto “disforia di genere” (quando i caratteri sessuali di una persona non rispecchiano la visione che la persona ha di sé – sono nata donna ma mi sento uomo, sono nato uomo ma mi sento donna) hanno dato la possibilità al pubblico di continuare ad informarsi ed approfondire la questione.

Il secondo personaggio che ha portato una ventata di freschezza nella serie TV è il nuovo giocatore di football Spencer Porter (Marshall Williams).
Spencer è gay e non ha alcun problema ad ammetterlo. Ma di “femminile” e di “fragile” non ha proprio nulla. In Glee ci hanno abituato a vedere ragazzi gay perfettamente rientranti nello stereotipo dell’effeminato, del tenero, del sensibile, dell’amante dello spettacolo e del canto.
Quando l’ex studente e ora nuovo co-direttore del Glee Club Kurt Hummel (Chris Colfer, apertamente gay) va a trovarlo negli spogliatoi della palestra, per convincerlo ad iscriversi al Glee Club (S06E02), la risposta di Spencer apre gli occhi a tutti:

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“Perché hanno mandato te a reclutarmi? Perché siamo entrambi gay? […] A me non piace Lady Gaga, non ho mai visto “Newsies” e non scrivo fanfiction su Archie in cui Archie e Jughead si piacciono. Solo perché è capitato che io e te fossimo parte del 10% della popolazione che sceglierebbe Andrew Garfield anziché Emma Stone non vuol dire che abbiamo altro in comune. Quindi, non sto dicendo di no al tuo Glee Club perché è gay o etero. Lo sto dicendo perché penso faccia schifo. Mi spiace.”

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E in un attimo, lo stereotipo crolla e lo spettatore capisce che “essere gay” significa solo “essere attratti da persone del proprio sesso”. Non a tutti i gay piacciono le stesse cose, questo perché prima di essere gay sono persone e ogni persona è unica.

Voi cosa ne pensate? Seguite Glee? Avevate notato queste aperture?

Io spero che questa ultima stagione ci regali altri momenti del genere.
Nel frattempo, facciamo tesoro di questi.

Leggi i commenti (1)
  • Scusate se alzo una lancia a sfavore di Glee, ma credo che ci sia qualcosa che vi siate perse.
    Tralasciando alcune (molte) uscite bifobiche, transmisogine, misogine e razziste di questa serie, vorrei correggere alcune imprecisioni su questo articolo, a partire subito dalla prefazione:
    >una coppia lesbica (Santana e Brittany),
    Santana e Brittany sono una coppia dello stesso sesso, ma NON sono una coppia lesbica, in quanto implica che entrambe le ragazze siano lesbiche (quando invece Brittany è bisessuale).
    >un ragazzo gay che si esibisce solo travestito da donna (Wade “Unique”)
    E anche qui, Unique NON è un ragazzo gay, bensì unA ragazzA, ma su questo non vi voglio biasimare, in quanto lo stesso Ryan Murphy ai tempi della terza/quarta stagione non aveva le idee chiare su “cosa” fosse una persona transgender, avendo lasciato inizialmente il suo personaggio in un limbo indefinito tra drag performer e ragazza trans per poi farle fare coming out da ragazza trans.

    E’ bello che abbiano voluto inserire un episodio di informazione sulla differenza tra orientamento sessuale e identità di genere, ma secondo me è usare un personaggio sul quale sono stati spesi diversi episodi nelle stagioni precedenti circa la sua non conformità nei ruoli di genere è stata una pessima scelta;
    utilizzare Shannon Beiste come rappresentazione di uomini transgender non è stato poi tanto efficace, poiché ha rinforzato il luogo comune che le persone trans debbano riflettere i ruoli e gli stereotipi di di genere per essere accettati e rispettati.
    Ma soprattutto, perché tirare fuori il transgenderismo di Beiste solo adesso in questa sesta stagione?
    Sembra quasi un’idea nata dal nulla per cercare di sembrare progressisti e intanto redimersi per il pessimo lavoro di scrittura del personaggio di Unique. Scusa Ryan, ma a me non la dai proprio a bere.

    Quanto a Spencer, è stato carino che abbiano voluto dedicargli cinque minuti per fargli abbattere molti luoghi comuni sugli uomini gay, ma anche questa è stata una lama a doppio taglio, in quanto in un certo senso perpetuato una forma di “omofobia interiorizzata” che si è confermata negli episodi successivi, tipo: “no io non sono come gli altri gay non voglio unirmi al glee club perché poi quelli della squadra di futbbòl penseranno che io sia come gli altri gay!” e boiate simili.
    Senza contare che a Ryan Murphy serve uno sforzo immane per scrivere un uomo gay non stereotipato.
    Glee avrà fatto alcuni passi avanti, ma resterà sempre un teen drama comedy mediocre buono solo a prendere in giro l’intelligenza dei suoi spettatori.

    Scusatemi per questo wall of text, ma il mio bisogno di correggere le persone su internet è troppo forte, e perché apprezzo questo blog, di cui stimo molto le amministratrici e confido nel loro senso critico.

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