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Intervista al presidente di Arcigay Pistoia
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Intervista al presidente di Arcigay Pistoia

Caterina Fantacci

Quando abbiamo incontrato l’on. Monica Cirinnà, l’evento è stato organizzato da Arcigay Pistoia “La fenice” e abbiamo colto l’occasione per fare alcune domande al presidente, Ferdinando Orabona, che ringraziamo per la disponibilità.

L’incontro con Monica Cirinnà è stato pubblicizzato solo pochi giorni prima, su facebook e altri social. È stata una scelta per motivi di sicurezza, per evitare che gruppi estremisti come FN si riunissero per protestare?

L’incontro voluto fortemente dall’associazione Arcigay Pistoia “La Fenice” era un’idea in cantiere da molto tempo, i tempi di pubblicazione dell’evento sono stati rispettati abbondantemente. La pubblicizzazione è avvenuta mediante locandine e Social e Siti Internet, supportati anche dalla stessa Senatrice tramite il sui portali informativi. Quindi nessuna tecnica per aggirare le associazioni cattofasciste che intendono infangare e debellare dei diritti indiscutibili.

Volevo sapere come sta nascendo l’idea del Pride a Pistoia per il 2016, dato che sarebbe la prima volta che la nostra città ospiterebbe la parata, e come vi state organizzando. Se ti va parlami un po’ anche di altri progetti che state portando avanti…

Questione Pride. Smentisco le varie voci che girano sulla conferma de Pride 2016 sul territorio Pistoiese, un’idea ci sarebbe visto che Pistoia il prossimo anno è candidata come Capitale Italiana della Cultura, e quale miglior evento per inserire in questo quadro Pistoia come la Città di Tutti proponendo così anche la cultura delle differenze. I nostri progetti futuri oltre a questa idea, sono l’apertura di un Consultorio per i giovani, parenti e familiari delle persone LGBT e per i tutti i cittadini pistoiesi in difficoltà economica, un Centro Documentale LGBT, un Centro Culturale e un centro di aggregazione.

Ho anche saputo che avete difficoltà ad attrarre giovani nell’associazione. Per quale motivo secondo te?

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La nostra associazione nasce ogni giorno con nuovi sostenitori e simpatizzanti, la realtà gay pistoiese è molto nascosta ma non inesistente, il nostro unico problema è la mancanza di una dislocazione fissa (sede) dove poterci incontrare frequentemente, ma da gennaio tira una nuova aria di rinascita e quindi una nuova vita per la nostra associazione.

So che ogni tanto riuscite ad andare nelle scuole a parlare di discriminazione e ad educare su temi lgbt. Quanto è difficoltoso approcciare ragazzi in età da liceo e farli avvicinare a questi temi? Trovi molto disinteresse o omofobia tra gli adolescenti, o le cose stanno davvero cambiando?

Ormai i giovani per fortuna sono molto più emancipati e quindi con una cultura e una visione della vita abbastanza ampia. Non abbiamo mai riscontrato problemi di approccio con i giovani delle scuole anzi, sono i primi a contattarci per andare da loro ed educare sulle differenze. Ovviamente è un lavoro che va saputo gestire, e tante volte va anche sollecitato. Abbiamo avuto tantissimi apprezzamenti per le nostre attività che gli stessi ragazzi ci chiedono di poter partecipare come volontari/e.

Le cose cambiano, basta dare il tempo e una giusta educazione ed informazione, il resto lo fa la storia.

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