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La donna “Altro”

La donna “Altro”

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Articolo di Margherita Brambilla

È un brutto mondo quello in cui il corpo di una donna è sempre portatore di un significato oltre a “sono un corpo”. Un corpo maschile nudo è una tabula rasa, un corpo femminile nudo è, a seconda della posizione, degli abiti e del contesto, un simbolo di sesso, maternità, insidia, casa, affetto e tante altri concetti astratti o meno. Quindi, per andare più nello specifico, se metto una mia foto online sarò sempre il simbolo di qualcosa e non solo una foto online, così come se metto una maglietta scollata, un sacco di juta o il costume da tartaruga ninja sarò sempre un messaggio e non una persona dentro un corpo qualsiasi.

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Parlando di questo fenomeno mi rendo conto che non sia un’idea semplice, ma, una volta chiarita, è ricca di esempi pratici che tutti possiamo osservare.
La teoria di base è relativamente facile da capire: si sostiene, a partire da osservazioni della società che ci circonda, che il corpo femminile rispetto a quello maschile sia considerato un “Altro dalla norma”, una variazione alla tabula rasa che è il corpo di un uomo. Non è ovviamente un’idea conscia, piuttosto un substrato, un’atmosfera che respiriamo attorno a noi fin dall’infanzia. È un’idea non mia, che affonda le radici ne Il secondo sesso, di Simone de Beauvoir, e che nel tempo ha fatto germogliare fior di teorie e testi sull’immagine della donna nella cultura e nei media.

Per fare un esempio veloce: se vi chiedessi a bruciapelo di disegnare un essere umano, disegnereste un uomo o una donna?
Spoiler: molto probabilmente disegnereste un uomo, chiunque voi siate e a qualunque genere sessuale apparteniate; e se disegnate una donna ci sono alte probabilità che sia perché questa domanda ve la siete già posta.
E questo, in un mondo in cui il rapporto maschi e femmine è 1:1 fa sollevare dei dubbi.

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È la ragione per cui di fronte a quest’immagine si spendono molte parole per parlare della donna, di come sia simbolo di sottomissione, sessualità, di come sia vittima e oggetto e debolezza, ma non si parli mai dei quattro uomini attorno – ben quattro! ce ne vuole per ignorarli: loro cosa simboleggiano?

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E questo ha dei riscontri nella vita di tutti i giorni, non è un discorso che gira attorno a se stesso. Ritorniamo al fatto che ai nostri occhi una donna è sempre portatrice di un messaggio, che lo voglia o meno: se si veste poco “se la sta andando a cercare”, se posta un selfie su internet “sta chiedendo attenzioni”, se è in tuta da ginnastica “è sciatta”. Chiaramente sto semplificando, ma le ramificazioni sono infinite. Se un ragazzo si mette un paio di jeans e una maglietta, si è messo un paio di jeans e una maglietta punto e basta. Se lo faccio io, sto comunicando qualcosa.

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Perché nella nostra mente vediamo prima lei e parliamo prima di lei, delle sue gambe, dei suoi sandali, del suo didietro e del costume da bagno prima ancora di vedere il ragazzo? Lui, tra l’altro, lo vediamo per intero. Ma a lui è concesso essere semplicemente un ragazzo, simbolo di niente, portatore semplicemente del messaggio “sono un ragazzo qualunque”.

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  • il nostro corpo è sessuato, e ha dei significati (che possono essere non solo ma anche sensuali, erotici e veicolati consapevolmente e non c’è nulla di male) vale anche per il corpo maschile. Questo è inevitabile, quello che va evitato è il giudizio moralistico dato su una persona ma più spesso sulle donne a seconda se si vestono tanto o poco, una donna che esibisce il suo corpo (che sia sexy o non lo sia che sia erotico o meno, per qualunque motivo lo faccia viene giudicata peggio di un uomo che fa la stessa cosa. Questo deve cambiare

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