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Le 17 tipe toste di cui, probabilmente, non avete sentito parlare nel 2015
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Le 17 tipe toste di cui, probabilmente, non avete sentito parlare nel 2015

Caterina Fantacci

1) Niloofar Rahman, 23 anni, che è diventata la prima pilota donna in Afghanistan a servire nell’aeronautica dalla caduta dei Talebani

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La capitana Rahman riceve tuttora minacce dai Talebani, che disapprovano la sua ambizione nella carriera. Ma lei si dice “profondamente impegnata” a incoraggiare altre giovani donne a diventare pilote.

2) Le 57 studentesse fuggite dal gruppo terrorista Boko Haram e tornate più tardi a scuola

Emmanuel Arewa / AFP / Getty Images
Emmanuel Arewa / AFP / Getty Images

Nel 2014, Boko Haram rapì centinaia di studentesse a Chibok, una città della Nigeria. Il rapimento catturò l’attenzione del mondo (facendo nascere la campagna #BringBackOurGirls) e le persone del luogo continuano incessantemente la campagna. Purtroppo la maggior parte di loro sono ancora disperse.
Quest’anno, le studentesse – come quelle tre mostrate sopra – scappate da Boko Haram sono tornate a scuola, rischiando la loro vita.

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Philip Ojisua / AFP / Getty Images

3) Kubra Khademi, che ha camminato per le vie di Kabul indossando un’armatura di metallo per protestare contro le molestie e le violenze che le donne sono costrette a sopportare ogni giorno

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In un post su Facebook, Khademi, che è un’artista eclettica della capitale afghana, ha chiamato la sua performance “Armor” – armatura. Le donne hanno condiviso la sua protesta per portare alla luce i pericoli che affrontano giornalmente semplicemente camminando per strada.

Ha detto alla BBC che ha disegnato l’armatura così che i seni e il dietro fossero ben marcati perché pensa che “questo è tutto quello che gli uomini vedono delle donne”.

4) Le ragazzine che chiedevano alla Marvel di includere più super eroine nella merchandise

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“Hai tutto il team, incluso Ultron e Occhio di Falco ma non la Vedova Nera?” ha chiesto alla Marvel chi si è unito alla campagna #WheresNathasha, su Twitter, domandando perché il set di Avengers non includesse la super eroina.

Una petizione a supporto della campagna sottoscrive: “Dalle imprese di giocattoli le bambine hanno bisogno di migliori messaggi di quello che fa intendere che il contributo delle donne non conti o che un’eroina femminile valga meno di un super eroe”.

5) L’attrice e comica americana Cecily Strong, che ha preso posizione per i diritti delle donne di fronte a una stanza piena di politici, con questa battuta:

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“Dato che sono solo una comica, non proverò dire a voi politici come fare politica…
….Sarebbe come se voi provaste a dirmi cosa fare con il mio corpo. Ve lo immaginate??”

La Strong ha puntualizzato con questa battuta tagliente la battaglia per i diritti riproduttivi delle donne negli Stati Uniti. Il suo intero discorso alla Cena dei Corrispondenti della Casa Bianca vale la pena di essere guardato.

6) Le Black Mambas, la prima unità di pattuglia tutta al femminile contro la caccia di frodo, che stanno proteggendo gli animali a rischio e affrontando la crisi della caccia di frodo ai rinoceronti Sudafrica

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Le unità sono formate di ragazze laureate della comunità locale. Da quando hanno iniziato a operare, la riserva in cui lavorano non ha perso un solo rinoceronte.
Parlando con il Guardian un membro della pattuglia, Leitah Michabela, ha detto “Tante persone chiedono ‘come fai a lavorare nelle riserve se sei una donna?’… Ma io posso fare qualsiasi cosa voglio!”

7) Jasmin Golubovska, che ha deciso di mettersi il rossetto e baciare lo scudo di un poliziotto durante una protesta contro la brutalità della polizia in Macedonia

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Quando le è stato chiesto della foto, ha risposto: “Non uso molto trucco, uso solo il rossetto rosso quando ho bisogno di rimediare alla stancante e sistematica soppressione della libertà”.

8) Questa donna tedesca di 102 anni, che ha conseguito il suo dottorato di ricerca dopo 77 anni da quando i nazisti l’avevano obbligata a smettere di studiare

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Ingeborg Syllm-Rapoport non poté terminare gli studi, essendo stata presa la sua università sotto l’influenza nazista. Quasi 80 anni dopo, le è stato rilasciato il dottorato.

“L’ho fatto per le vittime [del nazismo]!” ha affermato.

9) L’atleta diciannovenne Dina Asher-Smith che, dopo esser passata alla storia come la prima donna britannica a rompere la barriera dei 100metri in 11 secondi, ha detto di voler andare “più veloce, più veloce, più veloce”

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Puoi vedere la sua incredibile conquista sul tracciato qui.

10) Le migliaia di ragazze e donne in Argentina che hanno invaso le strade protestando contro il femminicidio nel loro paese

Eitan Abramovich / AFP / Getty Images
Eitan Abramovich / AFP / Getty Images

Migliaia di persone sono scese in strada nelle città argentine dopo il tremendo omicidio di un’adolescente e di altre uccisioni di donne che hanno shockato il paese.

“Molti femminicidi si sarebbero potuti evitare se le denunce fossero state ascoltate” ha detto a BuzzFeed un’associazione di beneficenza .

#NiUnaMenos (Non una meno) è diventato poi un grido di supporto a tutte le donne dell’America del Sud.

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11) La politica Victoria Donda Perez, che ha allattato sua figlia durante una seduta parlamentare

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La foto della parlamentare argentina è diventata virale e molti hanno affermato che simboleggiasse il bisogno di supportare il diritto di allattamento in pubblico per le madri.

12) Tutte le scienziate che hanno usato i social media per sfidare gli stereotipi di genere e prendere posizione contro il sessismo

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“Ho contribuito a costruire un software d’impresa. #Sembro Un’Ingegnera”

Le scienziate non si sono fatte mettere i piedi in testa nel 2015.

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All’inizio usavano l’hashtag #ILookLikeAnEngineer – sembro un’ingegnera – per fermare lo stereotipo di genere di come dovrebbero sembrare le ingegnere. Poi quando uno scienziato ha commentato in modo sessista dicendo di essere a favore di laboratori divisi per genere, hanno iniziato a postare foto di loro stesse “sexy che distraggono” nel luogo di lavoro.

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13) La squadra di calcio delle rifugiate siriane che continuano a giocare, nonostante il loro paese sia dilaniato dalla guerra

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“Alle altre ragazze piace giocare con me” dice una giovane in un video dell’UNICEF che mostra le ragazze sul campo – “perché sono forte e faccio goal”.

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14) Mariah Idrissi, la modella ventitreenne che è diventata la prima modella musulmana in hijab per H&M

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Idrici ha detto a Fusion: “Sembra sempre che le donne che mettono l’hijab siano ignorate per quanto riguarda la moda. Il nostro stile, in un certo senso, non ha avuto molta importanza, quindi è fantastico che un marchio così grande abbia riconosciuto il modo in cui indossiamo l’hijab”

15) Tu Youyou, la prima Cinese ad aver vinto un Nobel per la medicina pur non avendo una laurea o un dottorato in medicina.

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L’84enne ha creato un farmaco per contrastare la malaria. Niente di che.

16) Il primo team russo di scienziate, tutto al femminile, che ha risposto alla domanda di un reporter su come “sopportano” non avere uomini nello spazio, con “siamo qui per fare il nostro lavoro, non abbiamo tempo per pensare agli uomini”.

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Hanno aggiunto: “Consideriamo il futuro dello spazio appartenere egualmente a uomini e a donne, e sfortunatamente non ci sono state molte donne nello spazio”.

17) Nompendulo Mkhatshwa, una delle studentesse leader al fronte delle proteste #FeesMustFall in Sudafrica.

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Quando le è stato chiesto di alcune delle sfide che le donne affrontano durante le proteste, ha affermato: “Le donne si stanno facendo avanti, donne che si chiedono perché… Donne che chiedono perché quando parlano con il loro tono femminile non c’è il gran baccano di supporto di quando parla un uomo con la propria voce maschile. L’ingiustizia mi motiva. Questo è ciò che mi muove e ciò che muove tutte noi”.

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Fonte: Buzzfeed
Leggi i commenti (3)
  • Grandi notizie e in bocca al lupo a tutte le donne del mondo!

    Piccola nota: lo scienziato che “ha commentato in modo sessista dicendo di essere a favore di laboratori divisi per genere” era una bufala smentita quando ormai l’hashtag-storm (si dice così? 😀 ) era già scoppiato:
    http://www.lastampa.it/2015/07/23/esteri/tim-hunt-e-il-commento-sessista-ecco-com-andata-davvero-OLJA9D1WpZhn3aExHhbxkL/pagina.html

    > il quotidiano britannico Times ha pubblicato il contenuto di un rapporto di un funzionario dell’Unione europea che era presente alla conferenza di Seul. Scegliendo di restare anonimo, riporta una vicenda piuttosto diversa da quella che ha già fatto il giro del mondo.
    Conferma che il professore ha pronunciato quelle parole, aggiungendo però che la frase è stata preceduta da un’introduzione ironica in cui diceva che da quel momento «avrebbe parlato come un mostro maschilista». Poi c’è una seconda parte, dove si sottolinea ancora una volta l’ironia dell’affermazione. E poi riprende, dicendo «ora torniamo seri» ed elencando con entusiasmo le importanti scoperte delle scienziate, invitandole a «perseguire con sempre più forza i loro obiettivi», nonostante nei laboratori di tutto il mondo esistano «mostri come me».
    L’autore del rapporto ha aggiunto di non aver notato nessuna particolare tensione o imbarazzo nel pubblico, definendo il discorso «caldo e divertente». La stessa tesi sostenuta tra gli altri da Richard Dawkins, biologo evoluzionista,che ha definito l’intervento «l’opposto di quello di un mostro maschilista».

    Le bugie di Connie St Louis
    Da una parte c’è il mondo accademico che si schiera a difesa del professore, dall’altra Connie St Louis e migliaia di tweet, ripresi dai media di tutto il mondo. La relazione del funzionario Ue combacia con quella di Hunt, mentre altre due partecipanti alla conferenza che avevano supportato la sua interpretazione ora affermano «di non ricordare con precisione». Ma chi è Connie? Nel suo curriculum vitae le incongruenze sono parecchie, e anche le menzogne: dice di collaborare con diversi programmi televisivi e scrivere per quotidiani prestigiosi – tra cui Independent, Daily Mail, Guardian, l’edizione domenicale di Times Domenica, la rivista BBC On Air – ma pare proprio che siano tutti incarichi inventati, non essendo stati trovati articoli da lei scritti negli archivi digitali. Gli unici due articoli a sua firma sono per il Guardian, uno datato 2013 e un altro di pochi giorni fa dal titolo “Basta difendere Tim Hunt”. Accusata di aver mentito si è difesa sostenendo di aver scritto per quei giornali molti anni prima, di avere gli articoli ma non il tempo per andare a trovarli nei vecchi computer.

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