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Tra natura, sperimentazioni e consapevolezze: intervista alla cantautrice Leanò

Tra natura, sperimentazioni e consapevolezze: intervista alla cantautrice Leanò

Leanò, un po’ milanese, un po’ cilentana, ama viaggiare, ricercare e sperimentare tra le sonorità più nuove e quelle tradizionali. Il suo ultimo singolo, Tremo, è uscito giovedì 3 marzo ed è un brano profondo, che parla di sentimenti, autodeterminazione, consapevolezza e distacchi.

Con lei abbiamo parlato delle sue influenze artistiche, ma anche di accettazione e incomprensioni.

Eleonora, per presentarti al nostro pubblico, ci indichi un libro, una canzone e un film in cui possiamo ritrovare le atmosfere della tua musica?

Per il libro andrò con “Bestia di gioia” di Mariangela Gualtieri, non tanto perché mi rivedo in quello che scrive, ma perché mi piace la delicatezza carnale con cui lo fa.

“Le margheritine”, di Věra Chytilová. Un film delizioso che ci ho messo un po’ a capire bene, ma quando l’ho riguardato è diventato il mio film preferito sia per le tematiche che affronta sia per lo sguardo con cui le ritrae.

Per la canzone sono un po’ più in difficoltà, ma andrò con “Genesis” di Daniela Andrade, piena di quella consapevolezza serena che mi piace molto, insieme alla voglia di cambiamento.

Qual è il tuo segreto per fondere la tradizione popolare alla sperimentazione e alle sonorità urban?

Non so se c’è un vero e proprio segreto, mi viene proprio naturale farlo: quando scrivo una melodia o un testo, inconsciamente viene fuori molto di quello che sentivo da piccola, che poi filtro con gli stimoli che ho incorporato crescendo in una città come Milano. Credo quindi che questi due aspetti inevitabilmente si sovrappongano e si confondano, rafforzandosi a vicenda. Ed è la mia identità che mi porta a fonderli: da una parte, essere cresciuta con i canti popolari intonati dai nonni in un paesino vicino Salerno, e dall’altra, aver vissuto la mia adolescenza in una città. Penso comunque che questo sentimento sia comune alle persone che hanno cambiato città e/o alle seconde generazioni.

Il legame tra natura e corpo è un aspetto importante delle tue composizioni: l’arte può essere un’alleata della difesa dell’ambiente?

Sicuramente sì. Credo che non ci sia arte senza politica e che ogni creazione sia un’occasione per lanciare un messaggio più o meno evidente. Da sola probabilmente non basta, ma può essere un validissimo punto di partenza per far scattare una sensibilità, che se guidata può portare all’azione, e quindi a un cambiamento. Un altro aspetto è che l’arte promuove la capacità di agire, di autodeterminarsi e in parte aiuta a sviluppare la capacità di immaginare un altro futuro.

In “Tremo”, un tema chiave è l’autoconsapevolezza: quanto è importante imparare a diventare consapevoli nelle proprie scelte e nelle valutazioni della vita? Da cosa partire?

Bella domanda! Io ho trovato una mia chiave, che sicuramente è diversa per tuttə e che in ogni caso va scoperta volta per volta. Ad esempio, per ora sono fan dell’imparare sbagliando: a costo di commettere gli stessi errori, per me non c’è modo migliore di scoprire i meccanismi alla base delle mie scelte. Magari tra qualche anno troverò un altro modo, o avrò periodi in cui sentirò più o meno il bisogno di non farmi troppe domande e di vivermi le cose come vengono. Comunque, alla base di tutto per me c’è lo sviluppare una capacità a interrogarsi, di avere quella curiosità di conoscere le parti più profonde che ci riguardano, e che spesso lasciamo in ombra. Il modo in cui ci si arriva poi può variare.

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L’autoconsapevolezza va a braccetto con imparare ad accettarsi per quello che si è: cosa nel tempo hai imparato ad accettare di te stessa?

Ho accettato i miei silenzi, il non avere niente da dire, prendersi del tempo per farlo, o non esprimersi affatto. Sto anche imparando però ad arrabbiarmi, o meglio, a esprimere la mia rabbia senza vergogna, nei modi che ritengo opportuni, senza paura di risultare fuori luogo né esagerata.

Quando con una persona che ami ci sono incomprensioni, dei momenti bui qual è la canzone che ascolti per stare meglio?

“Soulmate” di Lizzo mi mette sempre di buon umore. Lei è veramente una queen indiscussa.

Quali sono i tuoi progetti per questo 2022?

Usciranno altri singoli e ci saranno dei nuovi live. Non vedo l’ora!

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