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L’eterna magia della parola di Gianni Rodari in una nuova reinterpretazione delle sue Filastrocche
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L’eterna magia della parola di Gianni Rodari in una nuova reinterpretazione delle sue Filastrocche

Valeria Lucia Passoni

Oggi è il centenario della nascita di Gianni Rodari, partigiano, maestro, giornalista, poeta, scrittore, pedagogista. Creativo, originale, unico. Con il suo stile peculiare e il suo utilizzo incantato della parola, è diventato un simbolo di autore magicamente trasversale, un punto di riferimento non solo della letteratura per i più piccoli che sa parlare e si rivolge anche ai grandi, ma una vera e propria pietra miliare nella formazione culturale di generazioni di ieri e di oggi.

“La Freccia Azzurra”, “Favole al Telefono”, “Grammatica della Fantasia”, “Filastrocche in Cielo e in Terra” sono solo alcune delle sue opere più famose, in cui tutt* siamo meravigliosamente inciampati almeno una volta, nella nostra infanzia. Capace di emozionare, insegnare, far riflettere, con la semplicità, la giocosità e l’accessibilità del suo linguaggio, con le sue opere senza tempo, Gianni Rodari continua anche oggi, a distanza di quarant’anni dalla sua morte, a trasmettere messaggi universali, di libertà, tolleranza, uguaglianza, fratellanza, pace, rispetto, amore e integrazione. Messaggi rivolti ai più piccoli, perché possano costruire un mondo giusto, ma anche ai grandi perché non si dimentichino quali sono i valori che dovrebbero animarli.

In occasione del centenario della nascita sono state organizzate diverse iniziative. Tra queste, il progetto “Rifilastrocche in Cielo e in Terra”, un tributo collettivo che reinterpreta le versioni musicali delle “Filastrocche in cielo e in terra” di Rodari del 1972, arrangiate all’epoca da A. Virgilio Savona e Lucia Mannucci del Quartetto Cetra. Nato da un’idea del giornalista musicale Francesco Locane, l’album è approdato su tutte le piattaforme digitali lo scorso 18 settembre e i proventi dei download sono destinati all’impresa sociale “Con i bambini”, impegnata nel contrasto della povertà educativa minorile in Italia. A “Rifilastrocche in cielo e in terra” hanno partecipato Alessandro Grazian, Francesca Bono, Alessandro Fiori e Stefano Santoni, Silva / Phill Reynolds, Matteo Fiorino, Moro & the Silent Revolution, Pecori Greg feat. Serena Altavilla, I Camillas, Colombre & Maria Antonietta, Laura Loriga, Cristallo, Naddei, Fabio Cinti, Canarie, Dente, Setti, Francesca Amati (comaneci), Angus McOg e Meike Clarelli, OoopopoiooO.

Con Francesco Locane, affezionato estimatore dell’autore, abbiamo parlato di Rodari, di musica, di creatività, di cosa sia e di come si possa fare rivoluzione.

Gianni Rodari è un must di riferimento per la formazione dei piccini. A chi, ahinoi, non lo conoscesse, come spiegheresti chi è stato, e qual è l’opera che consiglieresti di leggere?

È estremamente difficile “spiegare” una figura così complessa e sfaccettata come quella di Rodari. Per essere tranchant, direi che è uno dei personaggi più importanti della cultura mondiale del Novecento, un riferimento per la letteratura e la pedagogia internazionale, nonché una sorta di genitore adottivo di migliaia e migliaia di bambine e bambini in tutto il mondo, me compreso. I consigli che do sono tre, molto diversi tra loro: “Grammatica della fantasia”, “Favole al telefono” e, ovviamente, “Filastrocche in cielo e in terra”.

Musicalmente, qual è il suo corrispettivo? Chi nella musica secondo te è un must da far ascoltare ai bambini? E c’è invece, sempre nella musica, qualcun* a cui non viene data la corretta considerazione e dovrebbe a tuo parere essere portat* nel cuore dal pubblico adulto, reinterpretat*, approfondit*, rilett* in chiave differente rispetto a quello che viene fatto?

Non sono sicuro che esistano dei corrispettivi veri e propri, ma sono certo che per i più piccoli sia importante avere a che fare con la musica, non solo ascoltata ma anche suonata, prodotta, sin dalla primissima infanzia. Si tratta, a mio avviso, di un momento fondamentale per l’educazione e la crescita, di un arricchimento unico, pari se non superiore a quello che si può avere dal ricevere un’educazione bilingue. Non fosse altro per la banale, ma incontrovertibile affermazione che la musica è uno dei pochi veri linguaggi universali.

Riguardo invece alle “riconsiderazioni” di cui parli, be’, i nomi sono tantissimi: ma, per rimanere legati alle “Rifilastrocche”, ascoltare il disco originale del 1972 e approfondire la conoscenza dell’opera di Virgilio Savona, Lucia Mannucci e del Quartetto Cetra potrebbe essere una bella scoperta per più di una persona.

Degli scritti di Rodari si parla di classici geniali, rivoluzionari. Che cosa significa a distanza di anni, fare rivoluzione scrivendo? Chi oggi nel mondo della letteratura ma anche della musica scrive in modo rivoluzionario: chi con le parole fa rivoluzione?

Credo che oggi la scrittura possa contribuire a fare la rivoluzione (concetto vago e polimorfo, che andrebbe specificato), ma anche allora, oltre ai volumi e agli articoli, è stata fondamentale la pratica di madri e padri che hanno letto le filastrocche e i racconti di Rodari, maestri e maestre che hanno adottato testi e metodi dello scrittore. D’altro canto mi pare che la parola scritta in sé, nel concreto la produzione e l’attenzione alla parola scritta, abbiano un peso diverso da quello del secolo scorso. La mia percezione è che siano sempre più le immagini a imporsi e fare la differenza. È vero, letteratura e musica hanno lo straordinario potere di evocare le immagini, ma solo a patto che si presti loro la necessaria attenzione che, insieme al tempo, è la vera merce di scambio oggi. Credo che quindi sia rivoluzionario chi produce musica o letteratura “sfidando” benevolmente il pubblico, senza trucchi da quattro soldi, spinto da una vera necessità, non dal compiacimento o dal narcisismo. E chi ha il coraggio di essere giudice severissimo di se stesso prima ancora che una sola nota o parola esca dai suoi cassetti.

Creatività e fantasia sono sinonimi di rivoluzione? In che modo possono esserlo?

No, non lo sono affatto, anzi, penso sia un errore definire un creativo come un rivoluzionario. Considerando quanti si definiscono creativi e rivoluzionari, dovremmo vivere in mezzo alla guerriglia e ai moti di piazza, con continui sovvertimenti dello stato delle cose. Come dicevo, “rivoluzione” è un concetto vago: se vogliamo intenderlo come cambiare l’ordine delle cose, creatività e fantasia sono necessarie a immaginare nuove soluzioni e modi di vivere. Ma non bastano.

Come hai scelto gli/le artist* che hai coinvolto per “Rifilastrocche”? Perché proprio loro? C’è un motivo legato ad ogni singol* prescelt*? E un aneddoto che ti lega a quest* artist*?

Ho scelto queste artiste e questi artisti seguendo alcuni criteri: dovevano essere persone che potevo contattare con una telefonata, senza passare necessariamente da manager o uffici stampa; dovevano essere libere da impegni pressanti nel periodo in cui avevo programmato ci sarebbero state le registrazioni dei pezzi (poi la pandemia ha mandato all’aria questa calendarizzazione); e ovviamente dovevano avere un’affinità musicale, letteraria e anche umana con i valori e le parole di Rodari. Si tratta di musiciste e musicisti che conosco da anni, che ho ospitato nelle dieci stagioni del programma che conducevo in radio e nei vari format dal vivo che tuttora conduco, e che talvolta sono diventate amiche e amici. Di aneddoti, come puoi immaginare, ce ne sono tanti, troppi per riportarli qua. Però uno collettivo legato al progetto voglio raccontartelo: nonostante le tracce del disco siano 19, e sebbene più di qualcuno mi abbia dato carta bianca sull’assegnazione delle canzoni, ognuno ha avuto infine quella che sentiva più vicina. Una specie di miracolo.

Se per ognuno di loro, dovessi pescare un brano dalla loro discografia, per metterlo in una compilation, quale sceglieresti?

Alessandro Grazian – “La differenza”

Francesca Bono – “Alone with the Stars”, dei suoi Ofeliadorme

Alessandro Fiori e Stefano Santoni: per il primo “Fuori Piove”, mentre per il secondo “How to Hunt a Giant Butterfly” dei suoi Sycamore Age

Silva / Phill Reynolds – “Is It Painful”

Matteo Fiorino – “Borghesia napoletana”

Moro & the Silent Revolution – “Spike Milligan #2”

Pecori Greg e Serena Altavilla: per i primi “My Awesome Paperotto”, mentre scelgo l’interpretazione di Serena Altavilla di “Parole, Parole” insieme al Complesso di Tadà

I Camillas – “Bisonte”

Colombre – “Arcobaleno”

Maria Antonietta – “Pesci”

Laura Loriga – “Charade” dei suoi Mimes of Wine

Vedi anche

Cristallo – “Casa di Vetro”

Naddei – la sua versione di “Io sono uno”

Fabio Cinti – “Da lontano”

Canarie – “Bolero”

Dente – “La settimana enigmatica”

Setti – “Bestia”

Francesca Amati – “The Lake”, dei suoi comaneci

Angus McOg e Meike Clarelli: del primo “Between the Lines” e “Nero” dei La Metralli, di cui Meike fa parte

OoopopoiooO – “Il topolino va”

Il disco ha un fine benefico: come è stata scelta l’associazione, “Con i bambini”, alla quale sono devoluti gli introiti di vendita?

Ho chiesto alle musiciste e ai musicisti se avessero dei suggerimenti nella scelta del beneficiario: qualcuno ha proposto quest’impresa sociale che si occupa da anni e con successo di contrasto alla povertà educativa minorile, finanziando progetti in tutta Italia, e la maggioranza l’ha selezionata. Ne siamo tutti molto felici.

Cosa c’è e cosa ti piacerebbe ci fosse nel futuro di “Rifilastrocche” nel breve-medio periodo?

Sono già molto contento di come il disco è stato accolto e che si stiano delineando alcune possibilità di presentazione, con formule diverse che vanno dal semplice incontro al concerto. Spero che ce ne possano essere ancora anche all’interno di eventi letterari o di studio della figura di Rodari, nonché di Lucia e Virgilio. In molti hanno chiesto una versione fisica del disco, ma questo è un progetto a cui tutti (non solo i musicisti, ma anche consulenti legali, grafici, responsabili di comunicazione, studi di registrazione) hanno partecipato gratuitamente. Realizzare un 33 giri sarebbe bellissimo, ma c’è bisogno di qualcuno di serio e motivato che si incarichi della cosa, in maniera del tutto volontaria, ma allo stesso tempo professionale: non è affatto facile, chissà.

Artwork di Chiara Reggiani
Con immagine di Housatonic
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