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“L’interesse verso la guerra è calato. È il momento di trovare un nuovo nemico per la Russia”. Le reazioni al nuovo disegno di legge sulla “propaganda LGBTQIA+”

“L’interesse verso la guerra è calato. È il momento di trovare un nuovo nemico per la Russia”. Le reazioni al nuovo disegno di legge sulla “propaganda LGBTQIA+”

Alla Duma di Stato verrà sottoposto un disegno di legge volto a inasprire le sanzioni contro la “propaganda LGBT”. L’obiettivo è vietare la “promozione delle relazioni sessuali non tradizionali” non solo aə minori di 18 anni, come già previsto dalla normativa in vigore, ma anche a chi è maggiorenne.
La proposta, avanzata dall’Assemblea legislativa di Sebastopoli, è stata concepita proprio nel Mese del Pride, in cui in tutto il mondo si cerca di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche LGBTQ+.
Numerosə giornalistə, attivistə e membri della comunità LGBTQIA+ temono che verrà reso illegale qualsiasi libro, film, post e, in generale, qualsiasi contenuto che riguardi le relazioni non eterosessuali, il che avrebbe conseguenze drammatiche sul benessere e sulla visibilità delle persone queer.

Il portale “Bumaga” ha raccolto le principali reazioni al nuovo disegno di legge.

Igor Kočetkov, co-fondatore del Russian LGBT Network (estratto di un post pubblicato su Facebook)

Un intervento tanto atteso quanto necessario, non c’è che dire. Quale modo migliore di contribuire alla vittoria delle gloriose forze armate russe nell’ “operazione militare speciale” se non vietare la “propaganda” di un orientamento sessuale? Lə deputatə di Sebastopoli non avrebbero potuto inventarsi di meglio. (NdT: Sebastopoli è una città del territorio conteso della Crimea, a maggioranza russofona.)
A causa del loro analfabetismo legale, questi prodìgi del diritto affermano che l’approvazione di questa proposta “non comporterà alcuna modifica alle altri leggi federali”. Sembra quasi che non sappiano che non è possibile introdurre nuove norme nel Codice degli illeciti amministrativi senza modificare le corrispondenti leggi federali. Lo stesso articolo 6.21 (NdT: “Propaganda delle relazioni sessuali non tradizionali tra i minori”, in vigore dal 2013) è stato adottato assieme a un pacchetto di modifiche alle leggi federali in materia di protezione dei minori.

In altre parole, una falsa partenza. A meno che, si intende, i compagni Klišas e Krašennikov non stiano facendo i finti tonti, cercando di convincerci di essere stati travolti da un’ondata patriottica talmente forte da rimuovere dalla loro mente i princìpi elementari del diritto amministrativo.
Questa, naturalmente, non è che la mia prima impressione sull’ennesimo capolavoro del pensiero giuridico.

Kir Fedorov, attivista LGBTQ+ di San Pietroburgo, ex collaboratore di “Anton è qui” (fondazione a sostegno delle persone autistiche, NdT) e project manager del Russian LGBT Network (estratto di un post pubblicato su Facebook)

Il parlamento di Sebastopoli ha presentato alla Duma un disegno di legge volto a estendere il divieto di “propaganda LGBT”, rendendola illegale anche tra le persone maggiorenni. Dal 2013, tuttə quantə – dal presidente della Russia a attivistə più reazionarə – non fanno che ripetere che la legge non mira ad attaccare le persone LGBTQ+, ma a “proteggere ə bambinə”. Ognunə, dicono, è liberə di vivere come vuole, ma scelte di questo tipo vanno fatte quando si è già adultə… E adesso che cosa diranno? Che negli ultimi nove anni hanno capito che nemmeno ə adultə hanno il diritto di esprimere la propria identità sessuale e di genere?

Egor Kotki, blogger (fonte: Facebook)

Stamattina mi sono svegliato con la notizia che la Duma sta considerando un disegno di legge volto a vietare qualsiasi dichiarazione e contenuto che ponga le identità queer sullo stesso piano di quelle etero e cis. In altre parole, un disegno di legge che avalla la cis-eteronormatività e il bullismo nei confronti dell’intera comunità LGBTQIA+. Siamo di fronte ad un ulteriore passo verso la cecenizzazione della società russa. (NdT: A partire dai primi mesi del 2017, la Cecenia, repubblica della Federazione Russa, è sotto i riflettori della stampa internazionale per il sequestro, la tortura e l’uccisione sistematica di persone omosessuali.) Io stesso, in questo momento, sono un cittadino indesiderabile non solo per le mie opinioni politiche (contro il regime oligarchico e contro la guerra), ma anche per la mia stessa identità.

Miloslav Čemodanov, DJ e giornalista, ex caporedattore di The Village, della Società panrussa dei ciechi e della piattaforma Kinopoisk (estratto di un post pubblicato su Facebook)

Nel mondo civilizzato, giugno è il Mese del Pride, e nei Paesi occidentali si celebrano i risultati della lotta all’omofobia. ə legislatorə russə hanno perso l’ennesima occasione per farsi da parte. Purtroppo, come ben sappiamo, il nostro Governo è abituato a chiamare “luna” il sole e a impegnarsi non per raggiungere obiettivi e ottenere risultati, ma per dare l’impressione di averlo fatto. Il nuovo disegno di legge sulla “propaganda LGBT tra ə maggiorenni” ne è prova tangibile. È ovvio che questa legge non cambierà mai l’orientamento di nessuno; semplicemente, vieterà la pubblicazione di libri, film e serie TV in cui siano rappresentate relazioni omosessuali, oltre a rendere ancora più pericoloso manifestare la propria identità su Instagram e TikTok, per non parlare delle strade e delle piazze. Incapaci di migliorare l’economia del Paese (ma bravissimə, come vediamo ogni giorno, a buttarla al gabinetto), lə governantə russə fanno di tutto per far credere allə cittadinə che stanno lavorando per proteggere i loro “valori eterni”. Per dimostrare di aver vinto la guerra contro “le persone omosessuali”, il governo non le elimina fisicamente (almeno per il momento), ma rende tutte le persone “non convenzionali” sempre più invisibili e vulnerabili. L’omofobia di Stato mette a repentaglio la vita personale e professionale, la salute mentale e l’incolumità di queste persone, molte delle quali – soprattutto lə più giovanə – arrivano a farsi del male. Bel modo di “proteggere ə bambinə”.

Natasha Kiseleva, scrittrice e fondatrice dell’agenzia pubblicitaria Ink.Moscow Agency (estratto di un post pubblicato su Facebook)

Non riesco davvero a capire cosa sia questa propaganda LGBT. Credere alla propaganda LGBT è come credere a Babbo Natale. Sono due concetti dello stesso ordine logico. Sorvolando sui toni altisonanti della legge, cosa si intende esattamente per “propaganda sessuale non tradizionale”? Quali conseguenze avrebbe su di me? Qualcuno potrebbe ordinarmi di iniziare ad andare a letto con le donne? O YouTube potrebbe indirizzare al target femminile pubblicità sul cunnilingus? In che modo la “propaganda omosessuale” modificherebbe la mia fisiologia, che mi porta a essere attratta da ragazzoni belli e intelligenti? Carissimə legislatorə: tanti anni fa, quando ero giovane e affamata di nuove esperienze, sono stata con una donna, e nemmeno questa esperienza ha cambiato il mio orientamento sessuale. Direi che è successo il contrario: “Grazie mille, è stato fantastico, ma ora solo uomini”.

Tuttavia, non escludo che in futuro potrei amare una persona del mio stesso genere. Ed ecco il concetto chiave: “amare una persona”. E allora mi chiedo: ma questə legislatorə, che considerazione hanno per la vita umana? Sono forse dei cavalli con i paraocchi, che vivono secondo dettàmi e ignorano completamente i propri bisogni, sentimenti ed emozioni?

Già, sarei proprio curiosa di sapere come vivono le persone che scrivono queste leggi. Fanno sesso perché lo vogliono o perché devono? Si innamorano davvero o solo per convenzione? Oppure il vostro cuore ha smesso di battere già da tempo, e pur di sentire qualcosa vi siete ridottə a legiferare su ciò che la gente può o non può fare con i propri genitali? Mi fate pena.

Galina Juzefovič, critica letteraria, docente di Economia e opinionista di “Meduza” (fonte: Telegram)

Forse non tuttə l’hanno capito, ma questo disegno di legge rappresenta un duro colpo per l’editoria (e temo che sia una conseguenza diretta delle denunce di massa contro il romanzo “Leto v pionerskom lagere”). (NdT: Il romanzo, pubblicato nel 2021, è ambientato in un campo estivo per pionerə dell’Unione Sovietica e racconta la storia d’amore tra il giovane musicista Jurij e lo studente Vladimir, e sono stati lanciati una serie di appelli affinchè venisse ritirato dalle vendite). Se la legge passerà, potremo scordarci, tra gli altri, il nuovo libro di Yanagihara, perché nessun editore sarà disposto ad accollarsi una multa di 5 milioni di rubli. Particolarmente toccante è la “giustificazione” degli autori del disegno di legge: «Nella nota esplicativa, ə legislatorə dichiarano che la proposta “non mira a interferire nella sfera dell’autonomia individuale (la quale comprende l’autodeterminazione sessuale), non intende proibire o condannare ufficialmente le relazioni sessuali non tradizionali, non vuole ostacolare la discussione pubblica imparziale sullo status giuridico delle minoranze sessuali e nemmeno l’uso da parte deə loro rappresentanti di tutti i mezzi non vietati dalla legge per esprimere la loro posizione su questi temi e proteggere i loro diritti e interessi legittimi”».

Che è come dire: vi leghiamo le mani e vi chiudiamo la bocca, dopodiché siete liberissimə di esprimere la vostra opinione.

Renat Davketgil’deev, giornalista, ex vicedirettore del canale televisivo “Dožd’” e della rivista “Snob” ed ex produttore di “Attenzione, Sobčak!” (estratto di un post pubblicato su Facebook)

Come al solito, la Russia ha deciso di celebrare il Mese del Pride con un beffardo inasprimento delle leggi oscurantiste. Cosa ci dice questa notizia? Se la proposta di questə deputatə verrà accolta (di questi tempi, è assai improbabile che il Consiglio comunale di Sebastopoli si sbottoni per niente, ed è anche questo che ci preoccupa), qualsiasi rappresentazione positiva delle persone LGBTQ+ diventerà illegale. Qualsiasi. Persino le serie televisive come “Euphoria”, in cui compaiono uomini che si baciano.

Sinora eravamo riuscitə, seppur con fatica, ad aggirare l’assurda legge in vigore con il contrassegno “18+”. Adesso non potremo più farlo, e le multe saranno dieci volte più salate.

Avevo iniziato ad avere un brutto presentimento già lo scorso maggio. Sembra che le masse di telespettatorə si siano già stufate di odiare lə ucrainə, e l’interesse verso la guerra è calato enormemente. Ciò significa che è arrivato il momento di trovare un nuovo nemico per la Russia, un nuovo capro espiatorio per tutte le sue disgrazie. E chi meglio delle persone LGBTQ+?

Asja Kodyrevan attivista femminista e ricercatrice del movimento femminista russo (estratto di un post pubblicato su Facebook)

La Russia è davvero uno Stato “dissidente”. Non dal punto di vista storico, ma in virtù di come in generale funzionano le cose. Alla disciplina occidentale, al legalismo, ai valori universali e a tutto ciò che ne consegue, la Russia muove una totale opposizione morale. Le vostre scelte sono mosse dal rispetto per i diritti? Allora noi prenderemo decisioni scellerate e le giustificheremo con accordi ad hoc. Voi celebrate il mese del Pride? Noi risponderemo con una legge che cancelli le tematiche LGBTQ+. Non è altro che una grottesca opposizione ai temi chiave del progresso occidentale. In questa rinnovata polarizzazione, schierarsi da un lato è la cosa più inutile che si possa fare. Anche stavolta, vincerà chi sarà in grado di adattarsi o di proporre una sintesi alternativa.

Fonte
Magazine: Бумага
Articolo: «Интерес к войне упал. Самое время подвезти свежую партию врагов России». Реакция на закон об «ЛГБТ-пропаганде» среди взрослых
Scritto da: Redazione
Data: 9 giugno 2022
Traduzione a cura di: Paola Galluccio
Immagine di copertina: daniel james
Immagine in anteprima: freepik

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