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Lista di libri femministi da leggere: parte 2

Lista di libri femministi da leggere: parte 2

Sono tornata per completare la lista di libri femministi da leggere. Se vi siete persi i primi cinque della scorsa settimana, date un’occhiata qui! Non pensavate davvero che vi avrei lasciati solo con 5 titoli?

Sex Object: A Memoir, di Jessica Valenti


«Cominciai a chiedermi: chi sarei se non vivessi in un mondo che odia le donne? Non sono riuscita a darmi una risposta soddisfacente, ma mi sono resa conto che stavo rimpiangendo una versione di me stessa che non è mai esistita.»

Questo libro è esattamente quello che dice di essere: un libro di memorie. Non è un libro che cerca di spiegare perché le cose sono così come sono, né un libro che espone grandi teorie sostenute da una miriade di fatti, statistiche e competenze teoriche. È un libro tranquillo: Valenti racconta le sue memorie come se foste seduti accanto a lei, bevendo un caffè in una fresca giornata estiva. L’atto di richiamare questi ricordi sembra dare spesso spazio alle divagazioni sia in Valenti che negli altri, con digressioni tra i vari ricordi del passato prima di ritornare al presente. I capitoli non terminano: sbiadiscono. Potete quasi immaginare la sua voce affievolirsi mentre sedete entrambi in silenzio, aspettando che lei dia vita al ricordo successivo. Eppure è una tranquillità potente, perché rivela la riluttanza che è alla base del libro. Potente, perché la riluttanza non le impedisce di parlare, e il parlare dei suoi ricordi e delle sue esperienze li rende reali, mentre prima non lo erano. Probabilmente vi riconoscerete in molte cose nel libro, perché Valenti dà voce a delle esperienze che molti di noi hanno avuto. In pratica, ciò che ho imparato da questo libro è l’importanza di parlare.

We Were Feminists Once, di Andi Zeisler


«Abbiamo perso abbastanza tempo a dare pacche sulla spalla ad attrici e pop star per “ridefinire” il femminismo con la loro bellezza e il loro fascino, o a “cambiare le carte in tavola” semplicemente presentandoci e concordando che, sì, assolutamente, dovremmo essere tutti uguali… Non si può più andare avanti dicendo solamente che si è femministi, bisogna dimostrarlo.»

Nel suo ultimo libro, Andi Zeisler, una delle cofondatrici di Bitch Media, esamina il mercato del femminismo. In sostanza, il mercato del femminismo è l’idea che il femminismo venga usato come un marchio al fine di vendere prodotti ai consumatori: in pratica, che il femminismo sia merce. C’è, dunque, una tensione evidente che percorre tutto il libro perché Zeisler, mentre è cosciente che questo è un femminismo vuoto, crede ancora, o vuole credere, che il matrimonio tra cultura popolare e femminismo possa produrre una rivoluzione. Perché questo rappresenta un problema? Perché il più delle volte la cultura pop sottoscrive e si occupa del mercato del femminismo, vale a dire del femminismo vuoto. A onor del vero, Zeisler lo sa e non rifugge da questo, il che rende la lettura interessante. In questo studio affronta molte tematiche, passando da Hollywood alla biancheria intima a Beyoncé con aplomb. Dato che probabilmente siamo tutti sia dipendenti che influenzati dagli aspetti della cultura pop, questa è una lettura estiva che non dovreste perdervi.

The View from the Cheap Seats, di Neil Gaiman


Neil Gaiman è l’uomo simbolico della lista, che considero il mio dio del rock letterario. Le sue opere non sono solo immensamente magiche e divertenti, ma anche sagge e intelligenti e le sue buone azioni, le sue iniziative pubbliche e le sue interazioni lo rendono una persona stimolante. È anche un alleato femminista e il suo nuovo libro, The View from the Cheap Seats, una raccolta di saggi, discorsi, conferenze, etc., viene visto come una “lettera d’amore alla cultura geek”. Mentre il libro ruota attorno all’atto della narrazione – perché lo diciamo, perché li amiamo, come lo diciamo – inevitabilmente si parla e si scrive di persone, e quindi anche di donne: tra gli altri, The Pornography of Genre, or the Genre of Pornography; All books have genders; Reflections: on the Magic of Writing. Come il libro The Geek Feminist Revolution, di Kameron Hurley, che era sulla lista di libri da leggere della scorsa settimana, anche il libro di Gaiman mi ha colpito perché trovo che sia l’abbinamento perfetto per la vostra estate geek.

The Girl with the Lower Back Tattoo, di Amy Schumer


Se siete dei fan di Amy Schumer, allora preparatevi perché il suo primo libro di memorie/saggi uscirà nei negozi il 16 Agosto – il che lo rende una perfetta lettura estiva – e promette di essere qualcosa di fantastico.

Menzioni d’onore
Notorious RGB: The Life and Times of Ruth Bader Ginsberg, di Irin Carmon e Shana Knizhnik
Una femminista tosta, se mai ce ne fu una: questo libro è uscito nell’ottobre del 2015 ed è più leggero di molte biografie veramente noiose e soffocanti che rubano spazio in libreria, il che lo rende una lettura estiva ideale. Andate avanti. Depennate un’altra biografia dalla vostra lista.

See Also

Asking for It: The Alarming Rise of Rape Culture – and What We Can Do about It, di Kate Harding
Sulla scia del caso di stupro Brock Turner, chi cerca di rimettersi al passo sulla cultura dello stupro può avvicinarsi all’argomento grazie a Kate Harding. Per chi ancora non lo sapesse, ve lo dico ora: sì, sono stati scritti davvero dei libri sulla cultura dello stupro. E sì, più di uno. Sapere è potere.

The Sisters Are Alright: Changing the Broken Narrative of Black Women in America, di Tamara Winfrey Harris
Sugli scaffali dalla scorsa estate, The Sisters Are Alright: Changing the Broken Narrative of Black Women in America è una celebrazione della bellezza e dell’intelligenza, ma anche un interrogativo sugli stereotipi che ancora oggi affliggono le donne nere nel nostro paese. Una lettura stimolante che permette che l’umorismo bilanci la dura verità.

Mi auguro sinceramente di avervi fornito abbastanza suggerimenti per riempire i vostri scaffali e la vostra estate di femminismo, ma mi piacerebbe anche che esploraste il repertorio di letture femminili un po’ in generale (e non esitate a passare parola quando scoprite qualcosa di sorprendente!). Per ora, dato che nessuna lista di libri da leggere è completa senza una perfetta bevanda estiva, vi regalo… la sangria.
La sangria è un altro drink perfetto per l’estate ed è assolutamente personalizzabile. Io preferisco usare solo il vino, ma voi potete sicuramente aggiungere 120 mL di brandy o rum (o di più, se desiderate… insomma, più alcol).

Sangria estiva
– 2 bottiglie di vino rosso (secco)
– 200 g di zucchero (bianco o di canna; io preferisco di canna)
– 360 mL di succo d’arancia
– 1 arancia tagliata a fette
– frutta tagliata a dadini (a me piace mettere prugne e mele, ma va bene qualsiasi cosa, dall’ananas alle bacche)
Sciogliete lo zucchero nel vino, aggiungete il succo d’arancia, le fettine d’arancia e la frutta tagliata a dadini (in modo che assorbano i sapori) e conservate in frigo per almeno 2 ore. Servite con ghiaccio.
Nota: in estate mi piacciono le cose frizzanti; le bevande effervescenti sono così rinfrescanti che di solito allungo la mia sangria con una di queste (provate le bibite aromatizzate, come la La Croix al lime). Ricordate che potete aggiungere più zucchero oppure provare col vino aromatizzato al mirtillo o alla mora, ma in questo caso diminuite la quantità di zucchero. Se volete provare il vino aromatizzato, vi consiglio di miscelarlo (una parte di vino secco, una di aromatizzato). E per le ragazze pigre o impegnate, potete sempre comprarne un brick in negozio (sì, sangria in brick… molti negozi vendono questa deliziosa bevanda importata dalla Spagna) e aggiungerci semplicemente la vostra frutta e la vostra bibita effervescente preferita.
Salute e buona lettura estiva!

Fonte: Lacey Skorepa
View Comments (3)
  • Grazie del consigli, ma mi stupisce non trovare nella lista “le tue antenate: donne pioniere nella società e nella Scienza” della mia amatissima Rita Levi Montalcini.
    Pubblicato nel 2009, forse è un po’troppo vecchio?

    • Ciao Aurora, non trovi il libro che citi perché questo articolo è stato tradotto dall’inglese (trovi in fondo il link al post originale), perciò è normale che non ci siano titoli italiani 🙂

  • perchè il femminismo dovrebbe essere in contrasto col fascino e la bellezza di una star? E’ grazie a Beyoncè se messaggi femministi possono arrivare anche a chi magari non legge Simone De Beauvoir

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