Femminismo

Storie di Vulva: masturbazione e distanziamento sociale

Articolo di Virginia Cerrone di Pureeros

“Social distancing” (distanziamento sociale) è senza dubbio una delle parole chiave di questo periodo; quella che bisogna rispettare, quella che ci permetterà di vedere davvero un cambiamento, quella che dobbiamo assolutamente impegnarci a mantenere anche quando il lockdown verrà attenuato.

L’intimità è l’esatto opposto della social distance: una è contatto, l’altra è lontananza.

Se c’è una cosa che tutti gli esperti ripetono a profusione è che dobbiamo metterci in testa che il distanziamento interpersonale rimarrà una realtà per molti mesi. Quindi dopo il 4 maggio non si potrà riabbracciare un* amic*, non si potrà correre dal* propri* partner e recuperare tutta l’intimità persa? Non si potrà tornare a vivere la sessualità come prima? Evidentemente no.

Ci sono però alcuni aspetti positivi di questa quarantena: c’è più tempo per poter fare cose per noi stess* e in molt* si stanno rendendo conto di quanto l’intimità e la sessualità siano elementi fondamentali della quotidianità. Il mercato del Sexual Wellness, ad esempio, è cresciuto di oltre il 30% da marzo, sintomo che le persone stanno cercando metodi alternativi per vivere la sessualità e l’intimità.

Quindi perché non approfittare della social distance per concentrarsi su di sé?

La masturbazione è un atto d’amore

La masturbazione è un atto d’amore nei confronti di noi stess*, anche se, nella maggioranza dei casi, non ce l’hanno presentata così.

Siamo cresciut* pensando che sia un atto impuro, qualcosa di sbagliato e – soprattutto – che sia qualcosa che le donne “per bene”, quelle che sono “wife material”, non fanno. Tutte distorsioni della realtà, frutto di una società patriarcale, volta al controllo del prossimo, specialmente al controllo della donna, e che hanno prodotto un’infinità di pregiudizi e tabù che ci portiamo dietro ancora oggi.

“Le donne non si masturbano perché non ne hanno bisogno”, “Alle donne basta avere un partner”, “Quelle che si masturbano sono facili o insaziabili”.

Quello che non ci hanno detto è che la masturbazione è invece scoperta, conoscenza, godimento, indipendenza ed emancipazione. Molto pericolosa da “dare” alle donne, nella paura che, una volta scoperta, venga meno il “ruolo” dell’uomo nella sfera sessuale. Un pensiero fortemente ricco di stereotipi di genere, frutto di una visione binaria della sessualità e fortemente limitante.

La masturbazione però non è mai sbagliata – a meno che non arrivi a impedire il normale svolgimento della quotidianità – e non dovrebbe essere repressa neppure in chi è più piccol*. Non è un atto di tradimento o di non rispetto nei confronti di un* partner. È anzi una scoperta di noi stess* fondamentale per poter vivere appieno il corpo e che aiuta di gran lunga le relazioni di coppia perché ci permette di sapere come ci piace essere toccat* e di poterlo comunicare. E non dimentichiamoci dei numerosi effetti benefici della masturbazione: in primis, è un ottimo anti-stress, abbassa la pressione, riduce il dolore (mal di testa o dolori da ciclo), facilita il sonno.

Scoprire noi stess*

Il primo consiglio che mi sento di dare è quello di prendere uno specchio e guardarci. È fondamentale conoscere com’è fatta la nostra vulva: essendo la vulva “nascosta” e la vagina interna, non è comune conoscerla e osservarla. È quasi assurdo, se ci pensiamo, non avere l’abitudine di guardarla: siamo solit* scrutare allo specchio ogni centimetro del nostro corpo, ma lì guardiamo raramente. Nessuno ci ha insegnato a farne un gesto quasi quotidiano, di self-care.

Impariamo allora a vederne ogni parte, a scoprire che effetto fa toccarla, come cambia mentre lo facciamo. Si scoprono tantissime cose guardandoci, ed è anche un modo per iniziare a padroneggiare il nostro corpo o per scovare cambiamenti che potrebbero essere campanelli d’allarme. Anche guardarci allo specchio mentre ci si dà piacere può essere a sua volta eccitante: osserviamo come cambia il nostro volto al crescere dell’eccitazione. Alcuni elementi saranno comuni ai più, come ad esempio tenere la bocca aperta o semiaperta.

Non esiste una formula magica

Un altro grande mito legato alla sessualità (e che ritroviamo quindi anche nella masturbazione) è che ci sia una sorta di formula magica, di guida, che tutto può. Ognun* di noi è divers*, questo è un dato di fatto, per cui è abbastanza evidente che in realtà la formula magica, il manuale Ikea che ci assicura che avvitando qui e seguendo step 1, 2 e 3 si arriverà all’obiettivo non esiste.

Per quanto riguarda la masturbazione femminile, da alcuni anni si è scoperto che ci sono circa 12 diversi modi di darsi piacere – i più diffusi – ma il numero non è certo esaustivo. La scoperta l’ha fatta OMGYes, un progetto nato da medici e studiosi con la partecipazione di un campione vastissimo di donne. Questi hanno deciso di “studiare” la masturbazione e capire come la praticano le donne, per poter produrre degli spunti e insegnare alle donne ad approcciarsi al self love.

Tutto, purché sicuro, è concesso.

Stimolazioni solo clitoridee esterne, solo interne, un mix, utilizzando solo le mani (pulite, oggi più che mai) oppure aiutandosi con un toy (assicuratevi che sia fatto di un materiale atossico, come il silicone medicale) o con un toy fai da te (magari utilizzate un preservativo per proteggervi da batteri o per evitare di farvi male; niente oggetti che potete perdere all’interno della vagina o che rischiate di non riuscire a estrarre; niente che abbia punte), o anche senza mani (ad esempio tramite il doccino oppure semplicemente strusciandovi su qualcosa). Toccandovi anche in altre zone erogene oppure no. Supine, distese sulla schiena, gambe aperte, gambe chiuse, in piedi, al buio o alla luce, filmandosi o chiudendo la porta a chiave. Guardandovi oppure ascoltando della musica. Ascoltando un audio-erotico o la voce di qualcun*, guardando un porno, facendo sexting, pensando a un* ex o al* partner oppure a una persona sconosciuta, frutto della nostra fantasia o a un personaggio famoso.

Sentitevi libere di sperimentare. Il corpo che avete è vostro. Siete state dotate di un organo il cui scopo è unicamente quello di farvi provare piacere: appropriatevene.

Se volete sperimentare qualcosa di nuovo, da sole o magari con un* partner (vicino o a distanza) oggi potete contare sulla tecnologia, che è in grado di farci condividere un’intimità anche senza poter avere la persona vicina. Oltre alle varie applicazioni o videochiamate, ci sono toys controllabili a qualsiasi distanza tramite app. Ricordate che condividere volontariamente foto o video erotici fa parte di un modo libero di vivere il proprio corpo e la sessualità e non deve essere oggetto di giudizio da parte di nessuno. Allo stesso tempo quel materiale è privato. Nessuno ha il diritto di condividerlo, in nessuna forma, senza il consenso espresso dell’altra persona.

Vorrei aggiungere che la masturbazione è scoperta, ma non deve diventare frustrazione. Può capitare di non riuscire a raggiungere l’orgasmo per mille motivi diversi, da sole o con qualcuno: questo non vi rende meno “donne” o meno amabili. C’è chi riesce a raggiungere l’orgasmo solo tramite un toy, e non c’è niente di male in questo. Non è un “difetto di fabbrica”, come spesso sento dire.

Il sesso è un’espressione e, in quanto tale, ha mille sfumature: nessuna è più o meno normale o più o meno giusta (nei limiti ovviamente del consensuale e legale). Come o se cambierà il nostro modo di vivere l’intimità e la sessualità dopo il COVID-19 non lo possiamo sapere. Ci sono diversi studi che stanno cercando di monitorare e capire la reazione delle persone a un cambiamento così radicale. Intanto, finché il distanziamento sociale rimarrà una priorità, vi invito a vederla come un’opportunità di scoprire cose nuove su noi stess*.

Immagine di copertina: Taras Chernus
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