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McDonald’s si rifiuta di servire una cliente accusata di aver utilizzato la toilette sbagliata
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McDonald’s si rifiuta di servire una cliente accusata di aver utilizzato la toilette sbagliata

Caterina Fantacci

Una sedicenne ha affermato di esser stata obbligata a lasciare un ristorante McDonald’s dello Yorkshire, in Inghilterra, dopo che lo staff l’aveva accusata di aver utilizzato la toilette sbagliata.

Ny Richardson porta i capelli corti, e le è stato chiesto da un manager di mostrare un documento di identità, prima che venisse chiamata la polizia. “Quando ero là dentro ho sentito qualcuno che mi chiedeva di uscire, e appena sono tornata al mio tavolo il manager è venuto a dirmi che dovevo andarmene, perché avevo usato il bagno delle ragazze” ha detto Ny a Yahoo News. “Gli ho chiesto ‘perché dovrei andarmene? Sono una ragazza, non senti la mia voce?!’ McDonald’s afferma che la polizia sia stata chiamata perché Ny faceva parte di un gruppo di ragazzi che stavano disturbando – non specificatamente per la questione del bagno – e le autorità hanno confermato che stavano rispondendo a una chiamata per una “lite chiassosa” , tra il gruppo e lo staff di McDonalds. Ma questa, aggiunge Ny, avrebbe potuto essere evitata se il manager l’avesse presa in parola riguardo il suo genere. “Credo che il suo atteggiamento sia stato orrendo, e sono ancora arrabbiata per questo” continua Ny, aggiungendo che questa è stata “un’umiliazione di fronte a tutto il ristorante”. Questo incidente al McDonald’s arriva proprio mentre negli Stati Uniti stanno facendo notizia le leggi sui bagni “anti-lgbt”. Il North Carolina è stato al centro dell’attenzione mediatica dopo che i legislatori avevano fatto passare un provvedimento controverso, che impedisce di fatto alle persone transgender di usare i bagni corrispondenti alla propria identità di genere (ne abbiamo parlato approfonditamente qui) . Il South Carolina ha introdotto una legge simileip, sebbene contro il parere della Governatrice statale, Nikki Haley. A detta dei sostenitori, l’idea che supporta queste leggi è che esse siano predisposte per preservare la libertà religiosa dei residenti, ma i critici controbattono affermando che servano solo per discriminare la comunità LGBT, obbligando le persone transgender a conformarsi al proprio genere biologico, mettendo poi così in difficoltà chiunque usufruisca dei servizi igienici. “Stiamo sfidando queste misure estreme e discriminatorie così che chiunque abiti o visiti il North Carolina sia protetto dalla legge” ha affermato Chris Brook, direttore legale della ACLU (American Civil Liberties Union), riguardo alla legge del North Carolina. “Questa legge crudele, offensiva e incostituzionale è un attacco al diritto di trattamento equo, nell’ambiente di lavoro, educativo e nella governance locale, che incoraggia alla discriminazione contro le migliaia di persone LGBT che chiamano il North Carolina “casa”, e in particolare si scaglia contro uomini e donne transgender”.

Fonte: www.attn.com

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