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Mestruazioni fantastiche e come parlarne
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Mestruazioni fantastiche e come parlarne

Grazia Polizzi

Che molti uomini abbiano un rapporto piuttosto bizzarro con il fatto che molte persone sanguinino circa una volta al mese, mi divenne chiaro all’età di quattordici anni. Primo anno di liceo, dissi al mio insegnante di ginnastica che non ero in grado prendere parte a una determinata attività fisica perché avevo “le mie cose“. Potremmo discutere del fatto che io odiassi a morte l’educazione fisica a scuola e che molto probabilmente si trattasse di un’innocente scusa da parte mia per andare a sedermi in panchina… Ma non affronteremo l’argomento in questa sede.

Quello che ricordo in particolare, però, fu la reazione del mio professore di scienze motorie: diventò immediatamente rosso come un peperone, balbettò qualcosa di incomprensibile per poi dirmi sommessamente che sarebbe stato meglio per me rimanere seduta per poi fuggire a gambe levate nella direzione opposta. Un uomo adulto, direi prossimo alla quarantina, si dimostrò piuttosto imbarazzato dal fatto che io non avessi detto “Ho mal di stomaco” o “Oggi non mi sento molto bene”, ma avessi più semplicemente affermato (peraltro con un eufemismo!) che le mie mestruazioni erano in corso. Si trattava forse di qualcosa di insolito?

A distanza di qualche lustro, e qualche sudata lezione di sport, il calendario segna l’anno 2019; eppure ho ancora l’impressione che gran parte della popolazione maschile abbia, per così dire, delle riserve sull’argomento. Anche per uomini maturi e ponderati, quello che succede una volta al mese a molte persone nella loro vita sembra essere un mistero. Per qualche strana ragione, il tutto è un tabù della vita quotidiana, e non solo dal lato maschile. Conosco donne, e talvolta rientro nella categoria (mea culpa), che sono incredibilmente imbarazzate quando un assorbente o un tampax scivola fuori dalla loro borsa mentre frugano alla ricerca del portafoglio.

Non è assurdo che metà della popolazione sembri essere completamente sopraffatta dall’avere a che fare, anche solo superficialmente, con qualcosa che colpisce l’altra metà della popolazione nel corso di decenni e per diversi giorni al mese? Per non parlare del fatto che questa vergognosa “faccenda mestruale” è legata alla nostra riproduzione (o alla mancata procreazione, vedasi il discorso contraccezione): due argomenti che riguardano senza ombra di dubbio anche il versante maschile.

Tuttavia, oggigiorno, le mestruazioni vengono raramente discusse in maniera aperta e senza inopportune digressioni. Il che probabilmente spiega l’incertezza di alcuni miei coetanei uomini sulla questione. E ovviamente l’incertezza è ancora la variante piacevole. Voglio dire, là fuori ci sono anche insegnanti di discipline sportive che non avrebbero reagito più o meno adeguatamente alla mia scenetta, ma avrebbero piuttosto fornito la loro valutazione esperta secondo la quale non sarebbe di certo opportuno astenersi dal praticare attività sportiva solo per via di un po’ di sangue. Insomma, senza ombra di dubbio, chi meglio di un trentanovenne in scarpe da ginnastica fosforescenti per sapere come si sente il mio addome ogni quattro settimane?

La curiosità (e il femminismo!) mi hanno portato nel tempo a sollevare la questione davanti a un caffè o a una birra. Così mi sono ritrovata a chiedere a diversi uomini se pensavano di sapere come comportarsi al meglio con la loro fidanzata, la loro collega o qualsiasi altra persona “in preda” alle mestruazioni. Per lo più, questo è stato il verdetto finale: si sentono effettivamente impotenti e credono che qualsiasi cosa facciano sia quella sbagliata. Dopotutto, ogni persona mestruante è diversa: ci sono quelle che non sentono alcuna differenza rispetto ai “giorni non rossi”, altre che devono lottare contro dolore estremo e persino svenimenti. Per altre ancora, in determinati casi, gli ormoni entrano in uno stato così caotico da portarle a soffrire ogni mese di sbalzi d’umore estremi e persino stati d’animo depressivi. Per non parlare di chi vive patologie, anche gravi, legate alle mestruazioni. Purtroppo, mia cara persona non in possesso di un ciclo mestruale, non esiste alcun tipo di manuale di istruzioni che si possa applicare a tutti gli esseri mestruanti presenti nell’habitat che ti circonda.

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Tuttavia, ci sono alcune cose su cui praticamente convergono tutte le persone soggette allo sfaldamento dello strato superficiale dell’endometrio (sì, è questo che succede). Per esempio, non è divertente biasimare le emozioni di una persona sulla base del suo ciclo mestruale. La tua ragazza è arrabbiata perché non hai di nuovo lavato i piatti quando toccava a te? La tua collega ha da ridire sul tuo modo di lavorare superficiale e impreciso? Be’, avranno di sicuro “le loro cose”. No. E ancora no, non si diventa pazzi perché si hanno le mestruazioni. E, sorpresa delle sorprese, una persona può essere di cattivo umore o reputare giustificatamente qualcosa come fatto male pur non sanguinando. Sconvolgente, eh?

Se qualcuno con il ciclo è fisicamente o psicologicamente provato per via delle mestruazioni, non bisognerebbe ridicolizzarne i disturbi, soprattutto se non vengono vissuti in prima persona. E se la tua ex è stata in grado di andare al lavoro, partecipare a una maratona o scalare l’Everest insieme al flusso mestruale… Buon per lei! Ma ricorda che ciò non dice nulla sul fatto che la tua nuova ragazza possa essere in grado di fare la stessa cosa. Mostrarsi un po’ sensibili in materia e negarsi battute stupide o pregiudizi non necessari non fa poi così male. E chiedere alla controparte protagonista del discorso potrebbe persino risultare interessante e arricchire la tua esperienza umana. Provare per credere.

In copertina un’illustrazione di Emil Lendof/The Daily Beast

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