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“Non è solo un termine obsoleto”: un blogger di San Pietroburgo segnala il lessico omofobo adoperato da Netflix Russia

“Non è solo un termine obsoleto”: un blogger di San Pietroburgo segnala il lessico omofobo adoperato da Netflix Russia

Il blogger Fëdor Fetisov, intervistato dalla rivista “Takim Delam”, ha criticato alcune scelte traduttive operate da Netflix Russia, ritenendole non solo inaccurate, ma anche discriminatorie nei confronti degli esponenti della comunità LGBTQ+. Con il sostegno del Russian LGBT Network, ha poi lanciato una petizione destinata alla piattaforma.

La prima questione sollevata dal blogger riguarda proprio la qualità delle traduzioni: la versione russa del celebre servizio di streaming sarebbe infatti solita travisare i dialoghi di sitcom, film e serie originali, veicolando contenuti scorretti e discriminatori.

“In un episodio della sitcom “Friends” – riferisce Fëdor – uno dei protagonisti pronuncia la frase “I’m not gay”. Anziché tradurre “Non sono gay”, Netflix Russia ha scelto di optare per “Ho un orientamento sessuale normale”. Inoltre, gli omosessuali vengono spesso chiamati “omosessualisti”, così come si usa il termine “omosessualismo” per riferirsi all’omosessualità. Non è solo un termine obsoleto, ma si tratta di una vera e propria offesa. Il termine “omosessualismo” designa una malattia inesistente, e noi, mi sembra, non siamo malati, stiamo bene, e non abbiamo nulla che non vada”.

Netflix Russia, aggiunge, aveva già ricevuto diverse segnalazioni relative alle traduzioni scorrette, ma le aveva evase in maniera superficiale, senza mai condurre un’analisi sistematica dei contenuti.
La seconda questione riguarda invece il fatto che la piattaforma escluda deliberatamente dal proprio catalogo film e serie tv in cui siano presenti personaggi LGBTQ+.

Tramite un commento a un post di Fëdor, Netflix Russia ha fatto sapere di aver trasmesso le segnalazioni ai responsabili di traduzione e localizzazione dei contenuti in lingua russa: “Abbiamo molto a cuore la correttezza dei nostri contenuti. Se doveste riscontrare degli errori, vi invitiamo a riferircelo in direct, e saremo tempestivi nel correggerli”.

Fëdor ritiene che si tratti di una mera formalità, poiché la questione non si limiterebbe a refusi o errori sporadici, ma sarebbe indice di un problema complesso, che deve essere affrontato in modo sistematico. “Mi piacerebbe ricevere una risposta dettagliata, che illustri un piano d’azione concreto e che spieghi i motivi per cui determinati contenuti vengono esclusi dalla piattaforma”, afferma il blogger.
Molte ONG russe, tra cui la pietroburghese Vychod (“Coming out”), hanno iniziato a sostene Fёdor nella sua causa. Con l’aiuto di Aleksandr Belik, avvocato del Russian LGBT Network, il blogger ha poi formalizzato i suoi reclami e le sue proposte in una petizione rivolta alla piattaforma di streaming.
Fёdor ci tiene a sottolineare come l’obiettivo della petizione non sia generare un conflitto fine a se stesso, bensì trovare una soluzione, fare in modo che Netflix “risponda ai reclami e e apporti le dovute correzioni”

Nella petizione, Fёdor chiede a Netflix di:

  1. correggere gli errori di traduzione presenti nei contenuti già erogati;
  2. tradurre in lingua russa le serie animate “She-Ra e le principesse guerriere”, “Steven Universe”e “Kipo e l’era delle creature straordinarie”*;
  3. rimuovere dalle stesse il contrassegno “+18” e aggiungerle alla sezione “Netflix for Kids”;
  4. adottare una politica di tutela dei diritti delle minoranze.

(*NdT: In Russia è in vigore dal 2013 una legge contro la “propaganda omosessuale”, “allo scopo di proteggere i minori dalle informazioni che promuovono una negazione dei valori familiari tradizionali”. Come riporta Repubblica.it: “La definizione, strategicamente un po’ vaga, di “propaganda” darà al giudice la possibilità di punire con pesanti multe (fino a 15mila euro) artisti, attori ma anche comuni cittadini colti ad esprimere un’opinione in pubblico sulla situazione degli omosessuali. Ma soprattutto mettere al bando o vietare preventivamente eventi, manifestazioni, concerti, che possano essere ritenuti a rischio di “propaganda gay””.)

Fonte
Magazine: Такие Дела
Articolo: «Это не просто устаревший термин». Петербургский блогер пожаловался на оскорбляющую ЛГБТ-людей лексику в русскоязычном Netflix
Scritto da: Svetlana Burakova
Data: 19 dicembre 2020
Traduzione a cura di: Paola Galluccio
Immagine di copertina: CardMapr
Immagine in anteprima:

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