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PANTOP: il mio mondo a colori [Progetto Sorellanza]
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PANTOP: il mio mondo a colori [Progetto Sorellanza]

Redazione
Articolo di Pantop

Quando ero piccola, molto piccola, mia nonna per farmi addormentare mi ripeteva senza mai smettere i colori dell’arcobaleno: rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto… rosso, arancio, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto… Credo che sia il primo ricordo che ho della mia infanzia. E come si sa, ciò che avviene nei primi anni di vita ti rimane impresso nella mente e inconsciamente te lo porti dentro per sempre.

Mi piace pensare che la mia personale sinestesia venga proprio da lì. La sinestesia è un fenomeno inconscio, ce ne sono di diversi tipi e io ne ho uno tutto mio: da sempre la mia mente associa persone, cose ed emozioni a colori. Non riesco a immaginare un mondo senza “colori nella testa”: sarebbe più povero e infelice. Mi sono sempre portata dietro questi colori che si mischiavano in modo quasi armonico con il casino che spesso avevo in testa. E devo ammettere che mai avrei pensato che un giorno sarei riuscita a esprimere questa cosa a modo mio e soprattutto a trovare il modo di comunicarlo.

Invece, avvicinandomi al mondo dell’arte e della grafica, ho conosciuto PANTONE, lo straordinario catalogo universale dei colori, con quel suo modo di rappresentarli così naturale, fine, delicato, semplicemente perfetto. È stata una passione a prima vista. Mi è rimasto talmente impresso che quando un amico mi ha chiesto di preparargli una grafica con Kanye West, mi è venuto assolutamente naturale mettere la sua immagine dentro un rettangolo, associargli un colore e, come il codice che rappresenta i colori PANTONE, aggiungere sotto una frase che lo rappresentasse. È così che è nato PANTOP, in una notte di veglia creativa e casuale.

PANTOP è il mio progetto, lo porto avanti da un anno e mezzo ormai e ogni giorno mi dà la voglia di andare avanti per questa strada. È un progetto creativo che cerca di catturare e rilanciare gli attimi della vita, le persone e le cose. Una piccola opera quotidiana che vuole evocare in chi guarda emozioni e suggestioni che vanno oltre il colore, l’immagine, la parola che la compongono. È una formula semplice – un colore, un’immagine, una frase – che rappresenta al meglio ciò che voglio comunicare, l’idea che ho su quell’argomento. Ma anche la visione che ho io sulla vita, sul mondo, il mio modo di vedere e rappresentare le cose, in un certo senso la mia anima in tutto e per tutto.
Molto spesso nelle mie creazioni tratto gli eventi in real time, perché alla fine sono quelli da cui più spesso scaturiscono le emozioni che colpiscono con maggiore forza, consciamente o inconsciamente, la quotidianità delle nostre vite: felicità, tristezza, rabbia, delusione… Così, quando in questo clima sempre più divisivo si è cominciato a parlare del Pride 2019, ho deciso che era arrivato il momento di comunicare attraverso PANTOP la mia visione su questo evento, provando però a fare qualcosa di più grande e articolato.

Il Pride è la grande manifestazione che da anni ha l’obiettivo di rivendicare i diritti del mondo LGBT+. Vivendo in una città come Milano ormai da 7 anni, questa tematica fa parte della mia vita ogni giorno. In realtà, paradossalmente, mi rendo conto che questa “tematica” non la percepisco come tale. Non ho bisogno di pensarci, di analizzarla, perché semplicemente per me è del tutto normale. Fa parte della mia vita, come ne fanno parte i colori, l’estate, i nonni, fare il mio lavoro… È proprio per questo motivo che ho voluto rappresentare con il mio video PANTOPxPRIDE l’uguaglianza di ogni tipo d’amore, qualsiasi esso sia, perché mi piacerebbe vivere in un mondo in cui ogni amore è uguale, è sempre amore, in tutte le sue forme diverse. Vorrei che non ci fosse una battaglia da combattere, vorrei che non ci fossero dei diritti da rivendicare, vorrei che l’amore facesse semplicemente parte della nostra vita di ogni giorno, insomma vorrei che fosse sempre normale. Che poi cosa significa realmente normale? Nessuno di noi è normale, oppure lo siamo tutti a modo nostro.

Purtroppo però viviamo in un periodo storico-politico in cui tutto questo non accade: sembra che il diverso da noi ci terrorizzi e ci immobilizzi, ci chiuda il cervello, portandoci ad azioni assurde, che in realtà crediamo giuste. Quindi mi sono chiesta, dov’è il nostro amato amore in questo grigio 2019?

Sono partita proprio da questa domanda e insieme ad altri ragazzi, ho sviluppato una video campagna per il PRIDE 2019, che in Italia ha la sua maggiore forza in quello di Milano. Siamo partiti da un remake del videoclip dei Black Eyed Peas, “Where is the love?”, quello in cui la band attacca in giro per la città dei punti interrogativi contro un mondo che appare ingiusto, sempre. Il video è diventato simbolo di pace contro gli atti di violenza e discriminazione che hanno scosso il mondo. Allo stesso modo PANTOPxPRIDE ha deciso di rivendicare l’amore, ogni tipo di amore, l’amore indiscriminato. Nel nostro remake abbiamo attaccato in giro per Milano (soprattutto Porta Venezia), una serie di creatività PANTOP, in cui sono ritratte coppie di ogni tipo che si amano a modo loro. Nel video, queste coppie “escono” dalle fotografie e prendono vita. Sono lì, ci guardano, ci chiedono di guardarle, ci chiedono di comprenderle con le loro imperfezioni, con le loro bellezze, semplicemente perché esistono. Attraverso questi PANTOP, l’amore viene distribuito da chiunque ed è ovunque, dove lo vediamo e dove lo vogliamo. Il video si chiude con un messaggio: “Put people in frames, not love”. Quello che voglio dire è semplice: vorrei che decidessimo insieme di mettere solo le persone dentro lo spazio di una cornice, non l’amore, perché quello, qualsiasi cosa succeda, non può essere contenuto da niente e nessuno, è intorno a noi, SEMPRE e OVUNQUE.

La cosa più bella di questo video, è stato condividere quest’esperienza con tante persone bellissime, che hanno deciso di partecipare perché ci credevano veramente. Questo per me ha rappresentato amore, quell’amore in cui spero adesso e nel futuro. Spero anche con tutta me stessa di riuscire a portare avanti PANTOP nella giusta direzione, realizzando progetti sempre di maggiore impatto e che soprattutto continuino ad arrivare alle persone. Keep living in colors.

Potete trovare PANTOP qui:

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