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Parliamo di porno (etico)
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Parliamo di porno (etico)

Pornhub, il terzo maggiore sito web di porno per adultə, registra ogni mese circa 2 miliardi di visitatorə. In Italia, il 33% deə visitatorə del sito ha tra i 18 e i 33 anni. Eppure, di porno, nello specifico, e di sesso, in generale, la nostra società è ancora molto restia a parlare. Parlare di sesso resta ancora un tabù e guardare porno è fortemente stigmatizzato, soprattutto se sono le donne a farlo. Così, in una società in cui la famiglia, la comunità e le scuole faticano a fornire un’educazione sessuale completa e inclusiva, la socializzazione alla sessualità di bambinə e ragazzə si realizza soprattutto tramite una fonte facilmente accessibile e gratuita: il porno mainstream.

Il problema è che il porno non è solo porno, e il porno non resta solo finzione, ma diventa realtà nel momento in cui codifica e definisce il nostro modo di intendere la mascolinità e la femminilità e i ruoli che occupiamo all’interno della società. Avete mai provato a guardare il porno con occhi diversi? A chiedervi che cosa insegna agli uomini su come comportarsi con le donne e alle donne su cosa aspettarsi? Diverse ricerche hanno dimostrato che l’esposizione alla pornografia mainstream comporta una maggiore accettazione tra gli uomini del mito dello stupro, la tendenza a considerare le donne come oggetti sessuali e un tasso più elevato di sessismo ostile. Le donne che consumano porno mainstream sono maggiormente inclini ad accettare l’oggettificazione dei propri corpi e il male gaze, ovvero la loro rappresentazione tramite e per uno sguardo maschile ed eterosessuale che le ritrae come mero oggetto del desiderio.

È sufficiente osservare la rappresentazione sessuale offerta dalla filmografia pornografica mainstream per capire tali risultati. Il porno mainstream e gratuito a disposizione di tuttə è, infatti, eteronormato e intriso di stereotipi razzisti, abilisti e di genere. Il porno di default è quello tra persone di sesso maschile e femminile, giovani, dai fisici in linea con gli standard contemporanei di bellezza. Tutto quello che si discosta da questo copione diventa una categoria o un fetish. Il porno mainstream nasce da un’industria finanziata dagli uomini, diretta dagli uomini e indirizzata agli uomini. Non sorprende, quindi, se la narrazione che propone si sviluppa pressoché esclusivamente intorno al piacere maschile.

Esiste, inoltre, un ulteriore problema, che va al di là dei contenuti proposti e che riguarda l’etica del lavoro su cui si base l’intera industria della filmografia pornografica mainstream. Giganti come Pornhub e altri siti sono stati più volte accusati di promuovere materiale pedopornografico, razzista e violento e di non operare, quindi, un controllo dei video che vengono caricati sulla sua piattaforma.

Il problema, ovviamente, non è il porno in quanto tale. Esso lo diventa quando i suoi contenuti riproducono e alimentano i rapporti di dominazione e oppressione presenti nella realtà.

Da anni, però c’è chi sta cercando di cambiare l’industria della filmografia pornografica dal suo interno, proponendo una narrazione dei generi e della sessualità ben lontana da quella a cui siamo abituatə. Si tratta deə produttorə del cosiddetto porno etico, anche chiamato porno femminista o porno equo. I punti cardine del porno etico sono il rispetto per ə lavoratorə e il consenso. ə attorə sono retribuitə in maniera equa e operano all’interno di un ambiente lavorativo che ne garantisce i diritti e la sicurezza. Alcune case di produzione si basano inoltre su un modello di revenue-sharing tra produttorə e attorə. Non a caso, a differenza dei siti porno mainstream, le piattaforme che offrono porno etico sono a pagamento. Nessuna scena e nessun copione sono imposti, al contrario, ə attorə sono liberə di scegliere le pratiche sessuali e gli oggetti di scena con i quali si sentono maggiormente a proprio agio. Alcuni set prevedono anche la presenza di unə coordinatorə d’intimità, una figura neutra, esterna alla produzione, il cui ruolo è quello di garantire che i limiti deə attorə siano sempre rispettati. ə coordinatorə d’intimità incontra ə attorə prima delle riprese in maniera tale da conoscere i loro limiti e accordarsi su un segnale che questi possano utilizzare per fermare le riprese quando lo ritengono necessario. ə stessə co-protagonistə delle diverse scene sono invitatə a incontrarsi anticipatamente in modo da stabilire se si sentono a proprio agio o meno a girare insieme. Spesso, il dialogo tra direttorə e attorə porta anche ə primə a integrare le fantasie e i desideri sessuali deə attorə nei loro copioni, facilitando una rappresentazione più ampia e inclusiva.

A differenza del porno mainstream, infatti, il porno etico mira a espandere i confini della rappresentazione sessuale permettendo a un pubblico più ampio di riconoscersi e trarre piacere da ciò che vede. La narrazione proposta si muove lontano da stereotipi sessisti, misogini e obsoleti e dalle fantasie stereotipate di uomini etero e bianchi, tanto che “straight men” diventa una categoria ad hoc.

Ciclo, preservativi, peli e consenso trovano spazio in storie che appaiono molto più vicine alla realtà e che mostrano che il sesso reale è ben lontano da quello perfettamente recitato da uomini e donne dai corpi “perfetti”. Queste storie mostrano che il sesso è fatto di scoperta, dubbio, dialogo e confronto e aiutano a demolire quelle aspettative per cui molte persone si trovano spesso ad affrontare i rapporti sessuali con timore ed esitazione.

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Un’altra new entry del porno etico è il piacere femminile. Sconosciuto al grande pubblico, il piacere femminile è rappresentato al pari di quello maschile, andando a sfatare tutta una serie di falsi miti spesso alimentati dal porno mainstraem. No, il rapporto sessuale non termina con l’orgasmo maschile. No, non tutte raggiungono l’orgasmo tramite penetrazione. No, non tutte provano piacere nell’essere sottomesse. No, non tutte avranno le lacrime agli occhi per il piacere durante il sesso orale. No, non a tutte piace che si venga loro addosso.

Non sorprende, quindi, che tra le categorie preferite dalle donne su Pornhub nel 2021 ci siano “scissoring”, “pussy licking” e “fingering”. Sempre sullo stesso sito, in Italia, si è registrato un incremento di ricerche per “sesso romantico”, “masturbazione reciproca” e “orgasmo femminile”. Queste categorie sono preferite perché permettono una maggiore identificazione con chi prova piacere, trasformando l’immagine della donna da mero oggetto sessuale a padrona del proprio corpo e del proprio desiderio.

L’avvicinamento del porno etico alla realtà passa anche e soprattutto attraverso il dialogo e il consenso, che oltre a far parte del dietro le quinte, diventano parte integrante del copione recitato daə protagonistə. Non è raro, infatti, assistere a scene in cui l’attorə chiede alla sua controparte se si sente a proprio agio con quella specifica pratica sessuale.

Il porno etico mostra, dunque, che esiste un altro modo di intendere la pornografia e che un’altra narrazione lontana dalla misoginia e dallo sfruttamento è possibile.

Se siete interessatə a scoprirne di più, vi invito a iscrivervi alla Newsletter di Erika Lust. Regista e produttrice cinematografica svedese, nonché tra  principali esponenti del movimento della pornografia femminista, Erika Lust ha fondato la sua casa di produzione a Barcellona nel 2005 e da circa 20 anni riscrive le regole del porno dal suo interno. L’iscrizione alla sua Newsletter vi darà accesso a un film gratuito. Buona visione!

Per saperne di più:
From Orgasms to Spanking: A Content Analysis of the Agentic and Objectifying Sexual Scripts in Feminist, for Women, and Mainstream Pornography
Erika Lust: «Nei miei film porno il piacere delle donne conta come quello degli uomini»
Feminist Porn Awards | What is the difference between Feminist, Ethical and Female-Friendly Porn?
Make love, not porn (Adult content) | Cindy Gallop | TED
It’s time for porn to change | Erika Lust | TEDxVienna
Soif de sens | Le porno féministe
Artwork di Chiara Reggiani
Con immagini di: charlesdeluvio, Sharon McCutcheon, ShareGrid su Unsplash

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