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Pensavo che “Single ma non troppo” fosse una cazzata. E invece.

Pensavo che “Single ma non troppo” fosse una cazzata. E invece.

Quando mesi fa ho visto il trailer di How to be single, commedia uscita quest’anno per la regia di Christian Ditter, mi sono messa le mani nei capelli.

Ero al cinema con una mia amica ed ho cominciato a lamentarmi a voce alta per fare in modo che tutti mi sentissero.

“COS’È QUESTA ACCOZZAGLIA DI STEREOTIPI”

“MA PERCHÉ NON SONO IN GRADO DI FARE UNA COMMEDIA DOVE TUTTO NON GIRI ATTORNO AL SESSO??”

“MA DAKOTA JOHNSON HA PERSO UNA SCOMMESSA? NON BASTAVA 50 SFUMATURE, QUESTA DEVE PROPRIO ROVINARSI LA CARRIERA”

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“NO SIGNORA NON ABBASSO LA VOCE PER FARLE SENTIRE VERDONE E ALBANESE CHE PROMUOVONO MALE IL FILM, ATTIVI IL SUO SENSO CRITICO, PER LA MISERIA”

“SIGNORA DAVVERO LE STO FACENDO UN FAVORE”

E via dicendo.

Perché? Perché il trailer è questa cosa qui:

“No non paghi tu i drink, i maschi pagano i drink, mostra un po’ di roba!”
“In ogni amicizia uomo-donna c’è un numero massimo di drink, se ci arrivi farete sesso”
* mostra le tette al negoziante * “A posto così? Pagamento accettato”
“Se ti scrive tu aspetta 4 ore a rispondergli”
* battuta sulla vagina non depilata *
* altra battuta sulla vagina non depilata *
* e ancora una, che faccio, lascio? *

Capirete quindi il mio disagio. Leggevo “A FEBBRAIO NEI CINEMA” e sentivo Emmeline Pankhurst farsi strada dentro di me a suon di parolacce.
Ho deciso seduta stante che non avrei speso i miei soldi per quel film, neanche per poterlo poi stroncare su questo sito. Nossignore.

E poi oggi sono rimasta a letto tutto il giorno con i crampi ed ho pensato che, in fondo, peggio di così non sarei potuta stare comunque.

E mi sono dovuta ricredere.

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Sia chiaro, non è C’era una volta in America, rimane una commedia da zapping a caso su Sky Cinema (voi fate conto che io abbia citato un qualunque sito di streaming, però per mantenere un po’ di professionalità dirò invece Sky Cinema), però ha dei lati sorprendentemente positivi.

  1. Ci sono delle protagoniste femminili che fanno un po’ di sana autocritica circa il bisogno di stare da sole VS la capacità di starci per davvero
  2. Gli uomini non sono dipinti come quella schiera di macho man che pensano solo al sesso
  3. Un personaggio maschile dice ad alta voce di avere come massima aspirazione quella di stare a casa tutto il giorno con il suo bambino mentre lei è a lavorare
  4. Nessuna delle coppie che durante il film ti fanno pensare “questi finiranno assieme” alla fine finisce assieme
  5. Viene trattato il tema della genitorialità anche al di fuori della coppia (e anche da soli)
  6. Arriva chiaro e forte il messaggio: non costringere le persone in uno stereotipo che hai in mente tu, perché le persone sono più della somma dei loro vestiti, del numero di drink che bevono, del loro linguaggio o del loro rapporto con l’altro sesso (o con lo stesso sesso, ça va sans dire)

Se però una persona mi avesse fatto questo elenco a partire dal trailer, avrei chiamato un medico per un TSO.

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La logica conclusione? Le persone non hanno voglia di vedere film innovativi, o almeno questo è il pensiero dei pubblicitari. Le persone vogliono la commedia dove cade la saponetta in doccia, dove alla fine vince l’amore BEC (bianco, etero e cisgender). O è così o non si spiega il trailer.
Perché far sembrare l’intera pellicola un pastone di stereotipi quando in realtà è più di quello e anzi, qualche stereotipo lo sovverte proprio?

Voi cosa ne pensate?
Siete affezionati alla trama prevedibile e dunque rassicurante (e non c’è niente di male nel volersi sentire sicuri) oppure avreste voglia di vedere cosa c’è oltre?

Avete visto questo film? Cosa ne pensate? In realtà è brutto e sono io che non ragiono per colpa dei crampi?

Fatemelo sapere, perché adesso ho l’ansia.

View Comments (7)
  • Ho visto il film dopo aver letto la ta recensione e devo dire che, pur rimanendo come hai detto tu una commediola, mi è piaciuto molto il modo in cui si sventrano gli stereotipi (che poi quelli da te citati sono tutti enunciati da Robin e mi sembra positivo che comunque rimanga una donna che fa e dice cose assolutamente femministe ma sapendo di dire è fare assolutamente il cavolo che le pare). E mi è piaciuto che verso la fine si veda Alice leggere “The Bell Jar” di Sylvia Plath, EVIDENTE strizzata d’occhio alle femministe e ai femministi. Mi ha anche sorpreso che Dakota Johnson ABBA ESPRESSIONI FACCIALI! LA SUA FACCIA RECITA! (Non è Meryl Streep ma diciamo che non è neanche il cioccolato di legno di 50 Shades). Unica critica: l’ALCOLISMO DILAGANTE DEL FILM. BEVONO SEMPRE. È come se, e l’ho visto anche in Mad Max con l’uso di macchinoni spropositati, dovessero sostituire il maschilismo con un altro impulso viscerale di qualche tipo. XD

    Comunque sì, titolo italiano e trailer fanno capire quanto timido sia il marketing rispetto al film…

  • a me piacciono le trame prevedibili dove lui e lei finiscono assieme (succede anche nella realtà) e mi piacciono anche le trame non prevedibili l’importante è che siano ben raccontate.
    Gli amori etero cisgender esistono davvero come esistono gli amori gay e queer sono solo numericamente più frequenti

  • a me piacciono le trame prevedibili dove lui e lei finiscono assieme (succede anche nella realtà a volte) e mi piacciono anche le trame non prevedibili l’importante è che siano ben raccontate.

  • comunque il sesso, il desiderio erotico è una fetta importante delle nostre vite e dell’umano, è giusto che i film ne parlino

  • L’ho visto a febbraio, avevo voglia della solita commediola (tra l’altro adoro Rebel), ma quando l’ho visto mi ha lasciato parecchio sorpresa e come film non è banale. Amo sia i film prevedibili e sia quelli non.

  • andiamoci piano con l’effetto wow … é una commedia americana, dove si scopano il primo che capita in un bar da single…. qual’é l’innovazione nel 2016? il pupo in provetta?

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