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Perché la pioggia di meme sul web per il caso Neymar attenua la sua colpa e rafforza la cultura dello stupro

Perché la pioggia di meme sul web per il caso Neymar attenua la sua colpa e rafforza la cultura dello stupro

La grande quantità di meme sull’accusa di stupro contro Neymar riafferma l’urgenza e il bisogno di un ampio dibattito sull’educazione sessuale e il maschilismo. Gente comune, personalità del mondo dell’intrattenimento e pagine Facebook con un forte seguito hanno aderito agli “scherzi” sul presunto stupro. Nessuno ha capito nulla.

Il caso è complesso e coinvolge una delle personalità più famose al mondo. Neymar, con 119 milioni di follower soltanto su Instagram è il calciatore che dice di essere innocente, nonché vittima di una trappola. Per difendersi, però, ha esposto il nome e il viso della donna in questione, in un video ormai cancellato dai social, che contava 20 milioni di visualizzazioni.

Tutto ciò dovrebbe essere letto in chiave di scherzo? Non spetta a noi giudicarlo o dichiararlo innocente, ma la situazione ha avuto impatto diretto su bambini innocenti [come il figlio della vittima, NdT] e persone che non hanno a che fare con la vicenda.

“Come va, fake?”, “Nostalgia di quello che non abbiamo ancora vissuto” sono alcuni dei meme che stanno riempiendo WhatsApp e altri mezzi di comunicazione. Ci hanno fatto addirittura una canzone.

La professoressa della Universidade Federal do Ceará (UFC), Lola Aronovich critica il clima “scherzoso” in rete:

“Agenti della pubblica sicurezza sui social stanno condividendo un’immagine che suggerisce che Neymar dovrebbe trattare la sua ‘Maria Chuteira’ [letteralmente “Maria scarpa da calcio”, nome spregiativo dato alle donne che frequentano i calciatori, NdT] come il portiere Bruno Souza ha trattato la sua [Bruno è accusato di aver ucciso la sua amante incinta, Eliza Samudio, nonché di averla data in pasto ai suoi cani, NdT]. Ma ovviamente non è seria la cosa, è tutto uno scherzetto, siamo noi, le solite femministe a non avere il senso dell’umorismo quando non ridiamo a battute sui casi di stupri e femminicidi. Ancora la gente si stupisce quando le donne non sporgono denuncia quando vengono colpite da violenza. Lo farebbero rivolgendosi a chi? A un pubblico ufficiale che ‘scherza’ sul caso di una donna che è stata uccisa e il cui corpo è stato dato in pasto ai cani del suo assassino?”, scrive Aronovich.

Trasmissioni sportive andate in onda nel pomeriggio di lunedì 3 giugno, primo giorno feriale dopo la comparsa delle denunce, hanno mostrato tutto il maschilismo e l’ignoranza dei conduttori nel trattare l’argomento. Rimanendo neutrali i giornalisti hanno trasmesso al pubblico il messaggio di un possibile caso di estorsione da parte della presunta vittima contro il “bambino Neymar” [come viene chiamato dalla stampa brasiliana, NdT].

Il giornalista sportivo Mauro Cezar Pereira, della ESPN Brasil, ha rimproverato la mancata presa di posizione di alcuni suoi colleghi nell’analizzare il caso.

“Curioso come qualcuno crede di essere furbo e astuto, ma nella prima opportunità che ha, fa vedere la vocazione machista, ‘giudicando’, ‘sentenziando’, anche se solamente due persone sanno quello che è veramente successo”, conclude.

Gli “scherzi” tendono tutti a colpevolizzare la vittima. La professoressa Aronovich richiama l’attenzione sul rafforzamento della cultura dello stupro. “Se non hai visto il fuorigioco, hai segnato gol e hai chiamato Neymar ‘bambino’ e la ragazza ‘sgualdrina’, stai aiutando a diffondere quella che chiamiamo ‘cultura dello stupro’.”

Anche l’antropologa Debora Diniz ha criticato la ripercussione del fatto accaduto. Nonostante non ci sia una comunicazione ufficiale dalla Polizia e quantomeno dalla Giustizia, la tendenza è di addossare la colpa sulla donna in maniera paternalistica e accarezzare il viso del numero 10 della Nazionale brasiliana.

“Non sappiamo se lo stupro è avvenuto, però conosciamo la crudeltà con la quale Neymar ha esposto i momenti intimi vissuti con questa donna e come l’ha lanciata alla pornografia mondiale con l’intuito di alimentare il voyeurismo sessuale”, ha scritto Diniz su Marie Claire Brasil.

Fonte
Magazine: Hypeness
Articolo: Por que a chuva de memes com o caso Neymar ameniza a cultura de estupro
Autrice: Redação Hypeness (Blogue)
Data: 4 giugno 2019
Traduzione a cura di: Bruna A. Paroni
Immagine di copertina: Hypeness

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