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Perché le bambole di silicone sono un problema

Commenti (8)
  1. Davide ha detto:

    Ciao,
    Io credo proprio che la chiave stia in quello di cui tu accennavi: la cultura in generale legata al sesso. In questo paese, in particolare, le persone non possono vivere a pieno e in modo soddisfacente la propria sessualità. Questo crea frustrazioni e può creare la volontà di sfogarsi nei modi peggiori come tutti sappiamo. C’è poi la cattiva educazione sociale e umana oltre che sessuale che è figlia di una repressione e stigmatizzazione della sfera sessuale umana spesso protratta da giustificazioni pseudo religiose. Se iniziassimo tutti, a partire dalle donne, ad essere liberi di vivere la sessualità come meglio crediamo e serenamente probabilmente ci sarebbero anche più uomini soddisfatti e appagati che non avrebbero bisogno di sfogare frustrazioni. La volontà di imporre potere su un altro essere umano sarà sempre presente nell’uomo ma l’educazione familiare in questo caso, forse, potrà fare qualcosa. Insegnare l’educazione sentimentale non può essere lasciata da parte nella formazione di una persona!

  2. Damiano ha detto:

    “Che tipo di immaginario sessuale ha un uomo che prova piacere nel fare sesso con un oggetto che rappresenta fedelmente il corpo di una donna?”

    Un immaginario sessuale nel quale nessuno ha diritto di mettere bocca io credo.
    Come nessuno ha dritto di mettere bocca se una donna ha l’immaginario sessuale di prendere a frustate un uomo o indossare una cintura fallica e penetrare un’altra donna…

    1. bossy bossy ha detto:

      Immaginario non equivale a preferenza…

  3. Paolo ha detto:

    Io sono attratto da donne vere e vive, non potrei mai concepire di andare con una cosa di plastica non capisco chi lo fa e mi astengo dal giudicare. Dico altre cose:essere attratti da corpi sodi e tonici e con determinate misure non ha nulla di maschilista, anche una donna etero può essere attratta da uomini sodi e tonici e anche una donna lesbica può essere attratta da donne sode e toniche, così come un uomo etero può essere attratto da una donna soda e tonica, un uomo gay da u uomo sodo e tinico, è legittimo l’importante è non offendere chi ha altre preferenze. Io sono attratto fisicamente da donne mie coetanee fisicamente belle, snelle non ossutte o formose armoniose più o meno toniche non sono attratto da donne mute, non voglio che si sottomettano a me, non voglio che siano chiuse in casa, mi piacciono i vestiti provocanti ma non li impongo a nessuno, se la mia compagna vuole vestirsi sexy si veste sexy se non vuole no, la mia compagna ideale è libera si veste come vuole per i motivi che vuole. Riguardo ai cosiddetti “incel” e ai “brutti”, il desiderio sessuale non mi da’ il diritto di fare sesso: se sono “brutto” o “poco desiderabile” per qualunque motivo devo accettare che uomini più belli o desiderabili di me abbiano maggior fortuna con le donne, se le donne che mi attraggono sono attratte da altri uomini lo devo accettare. La società non può garantire per legge a tutti una o un partner sessuale: o trovi chi ti vuole oppure no. Fare sesso è una cosa bella ma non è un diritto esigibile, nessuna società può fare in modo che chi non è attraente sessualmente lo diventi per la maggioranza delle persone e non sarebbe neanche giusto, vale per uomini e donne. Una donna ha tutto il diritto di rifiutare un uomo da cui non è attratta sessualmente anche per motivi estetici, così come un uomo ha diritto di rifitare sessualmente una donna per gli stessi motivi. Una donna ha tutto il diritto di desiderare di fare sesso uomini belli e rifiutare uomini brutti fisicamente così come un uomo ha lo stesso diritto nei confronti delle donne. Se rifiuto di fare sesso con te perchè non mi piace il tuo corpo o il tuo viso non ti sto negando un diritto, sto esercitando il mio.

  4. Davide ha detto:

    È il primo articolo che commento su bossy e lo faccio perché sono deluso. Questo è forse l’articolo più parziale e discriminatorio che sia mai stato pubblicato su questo sito. State prendendo in esame solo alcuni aspetti di una situazione e li girate come vi pare. Il problema di stupri e pedofilia sono gli stupratori e i pedofili! Non chi andrebbe a usufruire di queste bambole di silicone. Altra parzialità: dite che il sogno di dominazione dell’uomo sia figlia del maschilismo e del patriarcato. Invece gli uomini che si fanno sottomettere e le donne che dominano invece sono figli del patriarcato anche quelli? Non è che più semplicemente ognuno ha una sua sessualità e la vive come meglio crede senza che nessuno neghi il suo diritto di usare bambole o persone che vogliono essere usate oppure che la/lo usino? Vi affannate tanto a difendere le libertà sessualità di tutti tranne quando si tratta di feticcio di dominazione dell’uomo sulla donna (del contrario non se ne parla mai dal punto di vista sociale, strano!). Finché si fanno analisi parziali a dei problemi si daranno sempre risposte parziali e fallaci!! Davvero pensate che delle bambole incoraggiano gli stupri? A me sembra una soluzione ridicola. Davvero sono deluso! Do atto a bossy di avermi aperto gli occhi per tanti aspetti, ma più apro gli occhi più mi sembra che voi li teniate chiusi. Mi dispiace se dovessi aver offeso qualcuno in questo commento

  5. Quozca ha detto:

    Mi scusi sig. Gasparrini, ma c’è un curioso (e significativo) controsenso nel suo articolo. Prima si scaglia (giustamente) contro la tratta delle prostitute e poi parla del diritto delle donne a fare le sex worker, cosa su cui sono assolutamente d’accordo tra l’altro…

    Ora, sorvolando sul fatto che solo il 3% della prostituzione viene esercitato sotto forzatura (ci sono diverse indagini che hanno fatto emergere questa realtà, se vuole le fornisco anche i riferimenti) tornando al discorso bambole beh… Inquadrare questa novità nella solita lamentosa ottica femminista mi sembra un’enorme forzatura.

    Non può essere invece una semplice evoluzione dei sex toys, che esistono da due vite e i cui principali fruitori sono, tra l’altro, proprio le donne? Sembra sia diventato di moda trovare sempre la scusa di attaccare il genere maschile con qualsiasi scusa, anche per cose parecchio frivole come una bambola di gomma…

  6. Gordon ha detto:

    Che enorme cumulo di idiozie e balle.
    Ognuno faccia il sesso che vuole e come lo vuole, nel rispetto del prossimo.
    L’unico qui che sembra avere problemi è l’autore dell’articolo.

  7. Lorenzo Gasparrini Lorenzo Gasparrini ha detto:

    Vi ringrazio per l’interesse mostrato verso l’articolo, non è mai scontato. Qui di seguito qualche risposta:

    per Damiano:
    Invece il diritto di mettere bocca ce l’ho, come tutti e tutte, quando esistono fenomeni storici, sociali e commerciali che vogliono alterare, indirizzare, influenzare e sfruttare quell’immaginario. Non è un problema individuale, se ancora non ti fosse chiaro: cosa fai tu del tuo sesso non m’importa nulla; cosa vuole fare un’industria con i desideri di migliaia di persone sì. Ma non è obbligatorio occuparsene.

    per Davide (il secondo):
    Davide, non hai offeso nessuno: semplicemente, non hai letto bene l’articolo. L’opinione su “stupratori e pedofili” non è mia, come detto chiaramente, e adesso c’ho messo anche un link. “Ognuno ha una sua sessualità” è una banalità vaga che certamente è vera: il problema di chi studia questi fenomeni sociali è capire come si forma quella sessualità, perché non ce l’abbiamo nel DNA, è imparata culturalmente. Infatti, è patriarcato anche quello esercitato dalle donne, se assumono ruoli abusanti (non lo dico io eh, c’è una letteratura a riguardo. Adesso ho messo nell’articolo anche una bibliografia). “Del contrario” si parla eccome, informati meglio (sempre attraverso quella bibliografia, per esempio). Bossy è nato per informarsi anche delle cose che non piacciono, perché così si “crea cultura insieme”. Mi dispiace se ti ho offeso dandoti delle indicazioni per saperne di più.

    per Gordon:
    vero Gordon, imparerò da te il “nel rispetto del prossimo”. Per esempio dicendoti che hai un problema d’ignoranza.

    per Quozca:
    mi scusi signor Quozca, c’è una significativa imprecisione nelle sue parole. La percentuale che lei cita è fornita da ben noti “riferimenti” che sono studi privi del minimo criterio scientifico. In uno di essi – potrà comodamente rileggerli, visto che dice di averli – si fa dire direttamente alle prostitute se loro sono costrette, e si registra come risposta “libera” il loro “no”. Per qualcosa di più sensato le ho lasciato indicazioni in una piccola bibliografia all’articolo che ho aggiunto. Per quanto riguarda i controsensi, sempre tramite la stessa bibliografia potrà apprendere che la tratta e il sex working non sono sinonimi. Il controsenso esiste solo se si conoscono le cose superficialmente. Per quanto riguarda la forzatura, me ne occuperò non appena si smetterà di considerare veritiera la forzatura che i femminismi siano un “attacco al genere maschile”.

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