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Piper: quando il mondo spaventa, ma lo si affronta

Piper: quando il mondo spaventa, ma lo si affronta

Articolo di Natasha Vagnarelli

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Piper, il nuovo cortometraggio Pixar che affianca Alla Ricerca di Dory nelle sale, racconta la storia di un affamato piovanello che si avventura fuori dal suo nido per la prima volta alla ricerca di cibo. La madre lo incita a farsi coraggio e ad avvicinarsi, come gli altri della sua specie, alla battigia, per nutrirsi di alcuni molluschi la cui presenza è rivelata da piccole bolle oltre la sabbia. Il piccolo, però, si ritrova faccia a faccia con le onde del mare, che lo sopraffanno, ed in quel momento la paura dell’acqua scatta, rendendo impossibile per l’animale uscire dal nido e a mangiare. Nessuno degli altri piovanelli prova davvero a fargli vincere la fobia e, proprio quando il cucciolo sembra essersi rassegnato, l’aiuto arriva, inaspettatamente, da dei paguri. Osservando come essi si rintanano sotto la sabbia per resistere all’onda, il protagonista fa lo stesso, e riesce a evitare che l’acqua lo colpisca, superando la paura.

 

Si potrebbe parlare per ore di questo corto di sei minuti, saltando come Super Mario sui funghi dalla splendida CGI alla dolcezza dei personaggi.

Vorrei parlare, tuttavia, del significato di questa piccola perla.

Il filmato è muto; certo, ciò che accade sullo schermo è molto chiaro, ed è impossibile non capire cosa stia succedendo, tuttavia l’assenza di parole dà più spazio all’interpretazione personale. Credo che ognuno abbia visto qualcosa di differente durante quei sei minuti, rimanendo colpito da un particolare piuttosto che da un altro.

Io ho visto una metafora della società, odierna e non.

Per quanto i personaggi siano degli animali, il modo in cui sono stati resi – dagli sguardi alle emozioni – li rende estremamente umani, ed è molto facile immedesimarsi in essi. La storia è narrata dal punto di vista di un cucciolo, un giovane, che fa fatica ad inserirsi nella comunità perché diverso. Vi ricorda forse qualcosa?

Il piccolo piovanello è solo in questa sua diversità, nessuno lo aiuta, forse con la speranza che accetti il proprio ruolo e si omologhi agli altri. Tutto ciò accade continuamente; che sia per l’orientamento sessuale, per l’ideologia, per il modo di vestire, di parlare, ci sarà sempre qualcuno visto come “diverso”. I modelli che la società ci impone ci circondano e diventano così spaventosi ed insormontabili da sembrare delle vere e proprie onde.

Si può provare a farsi coraggio, a cercare di essere forte, ma la solitudine non aiuta particolarmente, in queste circostanze, allora il senso di colpa e di impotenza ci assale, rendendoci inermi e rassegnati. Forse il problema è davvero nostro, forse siamo davvero noi ad essere sbagliati, perché non ci comportiamo come gli altri?

Gli stessi pensieri li vediamo riflessi negli occhi sconsolati del piovanello, affamato. Come lui, la persona etichettata come “diversa”, in una comunità chiusa, non riceverà alcun aiuto per raggiungere i propri obbiettivi. Fortunatamente, però, di comunità ce ne sono tante, no?

Siamo abituati, spesso, a pensare che la cultura in cui viviamo sia la migliore per noi, quando in realtà non è così. Come il cucciolo osserva i paguri, ben disposti a mostrargli il loro metodo di caccia, così noi abbiamo la possibilità di conoscere abitudini, stili di vita, pensieri differenti da quelli in cui siamo cresciuti. Trovando qualcuno disposto ad aiutarci, si può affrontare l’onda, e lasciare che essa non ci sfiori nemmeno.

Certo, si potrebbe pensare allora che chiudersi nel proprio guscio sia la cosa migliore, ma Piper si conclude con il piovanello che mostra agli altri della sua specie quanto anche quel nuovo metodo sia valido, e in questo modo viene anche lui accettato.

Il coraggio di parlare, di alzarsi e di provare a cambiare le cose è fondamentale, e sempre lo sarà. Magari non si sarà sempre fortunati, magari si riceveranno comunque critiche, o non si verrà comunque accettati, ma almeno si saprà che sono gli altri a non riuscire ad affrontare le onde dei preconcetti e delle vecchie ideologie, non noi ad essere sbagliati.

Sì, Piper mi è piaciuto. Ritengo che sia un cortometraggio di larghe vedute; ambizioso, certo, ma decisamente non ha deluso.

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Sicuramente sarà apprezzato sia da adulti che bambini, anzi, probabilmente saranno proprio questi ultimi a rimanerne più affascinati. Forse i “grandi” si faranno troppe seghe mentali, come ho fatto io in questo articolo, mentre i bambini saranno semplicemente investiti da emozioni e da genuini pensieri.

Vi invito dunque, dopo aver letto questo articolo, a riguardare, o a guardare per la prima volta, il corto con gli occhi e la mente di un bambino. Stupitevi, emozionatevi, ridete e commuovetevi come farebbe un bambino ancora, si spera, libero dai modelli sociali. Lasciate che il significato di Piper, qualunque esso davvero sia, si annidi dentro di voi e vi scaldi il cuore.

Lo farò anche io. Salverò l’articolo sul desktop, prenderò una merendina ipercalorica e mi siederò sul divano, coperta sulle gambe e computer alla mano. Magari con un pigiama di Alla Ricerca di Nemo ormai decisamente troppo piccolo, ma che all’epoca era fin troppo grande. Guarderò il cortometraggio lasciando spazio alla bambina che è in me, senza vergognarmi. Abbiamo tutte le ore di tutti i giorni per essere adulti, godiamoci un po’ di spensieratezza.

Alla fine della visione, terminate la vostra merendina, buttate le briciole, e lasciate che il ricordo di ciò che avete appena guardato rimanga ben custodito nella vostra memoria. Solo allora iniziate nuovamente a pensare al significato profondo e nascosto del cortometraggio.

Forse sarete d’accordo con la mia analisi, forse no, ma almeno rifletterete dopo una ventata di innocenza. Farà bene al cuore e alla mente, fidatevi di me.

Poi comprate i biglietti per Alla Ricerca di Dory, anche una seconda o una terza volta, magari. Vi accorgerete di quanto il cortometraggio sia una splendida overture per il film; ne introduce le tematiche e vi prepara ad esse, rendendo la visione del film ancora più intensa. Credo che la parola d’ordine di questo prodotto Pixar sia empatia. Entrerete sicuramente in connessione con il piccolo piovanello. E anche con il pesce chirurgo più famoso del mondo.

Ma questa è un’altra storia.

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