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A Queer Culture Illustrated Guide: un’intervista alle ragazze che hanno dato volti e parole alla cultura queer
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A Queer Culture Illustrated Guide: un’intervista alle ragazze che hanno dato volti e parole alla cultura queer

Virgina Cafaro

Chiunque abbia a che fare – direttamente o indirettamente – con il mondo LGBT, sa che innanzitutto oltre alla ‘T’ ci sono altre lettere e che, all’interno di tutte quelle lettere, c’è un ulteriore mondo di definizioni e nomi. Starci dietro a volte può essere complicato, soprattutto in virtù del fatto che, grazie agli inglesismi che giungono da oltreoceano a volte con un po’ di ritardo, il vocabolario italiano si sta arricchendo ormai quasi settimanalmente di nuovi termini e simpatiche definizioni.

Eppure, nonostante qualcuno possa storcere il naso, ognuna di queste nuove terminologie è importante, così come è necessario saperne il significato.

Conoscere tutte le sfumature secondo cui è declinata la cultura queer (che non a caso si chiama cultura), infatti, aiuta a combatterne le discriminazioni (non solo all’esterno ma anche all’interno della stessa), e a educare ogni singola persona a rispettarne ed elogiarne le differenze.

Se però stare al passo con tutti i nuovi vocaboli vi risulta difficile, o se proprio non sapete come far capire a vostra sorella la differenza fra Lipstick Lesbian e Butch, o se ancora il vostro migliore amico non capisce la differenza fra demisessuale e asessuale, potete ricorrere a una simpatica guida esplicativa realizzata dal lavoro di tre giovani e creative menti: A Queer Culture Illustrated Guide.

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Arrivata ormai alla sua terza edizione, questa guida racchiude tutte queste mille sfaccettature di cui è composta la cultura queer, ed è anche un perfetto esempio di come gli stereotipi, se raccontati in chiave ironica, possano essere sfatati grazie a dei ‘semplici’ disegni.

Per riuscire a raccontare al meglio questo progetto ho deciso di chiedere direttamente una breve intervista alle sue realizzatrici, che molto gentilmente hanno risposto dandomi un racconto in prima persona di tutto il lavoro svolto.

Personalmente, invece, non posso che sperare questa guida aiuti soprattutto tutti coloro i quali reputano la cultura queer come un unico ammasso di persone incastrate in degli stereotipi offensivi, impedendo perciò ai propri occhi di vedere una ben più vasta gamma di sfaccettature che, nonostante le discriminazioni subite, arricchisce da sempre l’umanità di un’infinità di colori in più.
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1) Iniziamo con le presentazioni. Chi siete e cosa fate?

Siamo tre fanciulle di vent’anni che vivono e operano a Milano per il progetto A Queer Culture Illustrated Guide. La formazione è composta da Mariagloria, Martina e da Giulia.

2) Come e perché siete arrivate a pensare di iniziare questo progetto?

L’idea è partita qualche anno fa da me (Mariagloria) mentre discutevo con Martina in università. Cercavo di spiegarle le differenze tra orientamento sessuale e identità sessuale, coming out e outing, le diverse tipologie di ragazzo gay, le diverse lesbiche che beccavamo per i corridoi eccetera. La base da cui partivano le mie spiegazioni erano degli schizzi e bozze di omini con cuori e frecce intorno, molto semplici. Partendo da questi disegni ho iniziato a progettare una fanzine che ho autopubblicato e diffuso tra amici e conoscenti. Quasi un anno fa ho deciso di fare un ‘salto’, grazie anche alla stessa Martina e Giulia, e diffondere la guida stampando le prime 100 copie cartacee, creando un sito dinamico e una pagina Facebook.

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3) In cosa consiste esattamente questa guida? E come funziona nello specifico la sua realizzazione?

La guida è una sorta di mini enciclopedia illustrata dei personaggi e della subcultura queer. È piena di definizioni: gender, demisessuale, drag queen, gaydar. Tutti i contenuti sono apolitici ed espressi in un linguaggio diretto ed estremamente semplice, alla portata anche dell’etero più convinto. Le due sezioni più interessanti e che piacciono di più sono quelle dei cliché (ogni storia d’amore lesbica deve per forza terminare con un dramma, il ragazzo gay hipster non può andare in giro per strada senza risvoltino e mega barba) e dei falsi miti (i gay non vivono in un ghetto, e strano ma vero non sono contagiosi).

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C’è anche una pagina dedicata alle icone queer, con personaggi famosi attuali e del passato. Attraverso il nostro sito è possibile compilare un form e suggerirci un’icona da inserire in modo da rendere tutto interattivo.

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Per quanto riguarda la diffusione il processo è molto semplice. Abbiamo autofinanziato le prime 100 copie, distribuendole e rinnovando l’ordine una volta raggiunta la somma iniziale. Per ora stiamo andando avanti così, raccogliamo i fondi da associazioni e acquisti personali e ordiniamo 100 guide per volta. I contenuti della guida vengono aggiornati e arricchiti contestualmente e anche le copertine cambiano ogni volta: la prima ondata di guide è stata azzurra, la seconda di un gaissimo rosa e la terza in vendita ora di un arcobaleno psichedelico, in onore del Pride di Milano di questo giugno.

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4) Se poteste regalare questa guida a 3 persone/categorie di persone, a chi la regalereste?

Mariagloria: Ragazzi e adolescenti confusi.

Martina: Aggregazioni di giovani ‘non direttamente interessati’, per aprire dialoghi e sfatare miti.

Giulia: a Giorgia Meloni, ridendoci su.

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5) Qual è l’obiettivo primario di questa guida?

Sarebbe tutto molto più semplice se la gente facendosi due risate imparasse qualcosa e la smettesse di discriminare sulla base dell’ignoranza. È questo il nostro obiettivo. Quando è un ragazzo etero o magari un collega in ufficio a chiedere di acquistare la guida capiamo di essere sulla strada giusta, di aver creato uno strumento con cui diffondere conoscenza e al tempo stesso aumentare la sensibilità di un pubblico più ampio, non solo lgbtq.

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6) Quali sono le più grandi soddisfazioni ricevute da quando avete iniziato il progetto?

Senza dubbio i complimenti in termini di realizzazione da altri grafici e designer, e in termini di contenuti da associazioni e attivisti che ci hanno sostenuto e invitato a presentare la guida ai loro eventi. Un gigantesco grazie va anche al progetto Le Cose Cambiano e a Chiara Reali, con cui abbiamo portato la guida nelle scuole di Alessandria e Milano. L’accoglienza e l’esperienza vissuta ad Alessandria con Tessere le Identità è stata forse la nostra più grande soddisfazione, abbiamo conosciuto persone fantastiche.

7) Progetti futuri particolari?

La guida come il sito è bilingue, ogni didascalia è sia in inglese che italiano. Abbiamo iniziato a prendere contatti con librerie indipendenti inglesi ma siamo ancora agli inizi. In generale ci piacerebbe portare questo progetto all’estero aumentando la fetta di pubblico, e contemporaneamente continuare a setacciare le associazioni e scuole italiane con cultura queer, omini rosa e azzurri, libretti e arcobaleni.

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E ora, volete provare a vincere una guida? Se la risposta è sì, vi basterà seguire questi tre punti passo per passo:

* assicurarvi di aver messo un bel ‘mi piace’ alla pagina Facebook di A Queer Culture Illustrated Guide;
* assicurarvi di aver messo un altro bel ‘mi piace’ alla pagina Facebook di Bossy;
* commentare il post di questo articolo (qui!) sulla pagina Facebook di Bossy (quindi non direttamente qui sotto, mi raccomando!). I commenti accettati devono essere in linea con la Guida Queer: dagli stereotipi ai cliché, fateci sapere cosa più vi diverte e trovate veritiero circa la cultura Queer! (es. ‘amo essere la classica ragazza etero circondata da amici gay, aka frociarola’, ‘la Poiana vive ed è fra noi’, ‘amo la letteratura queer’ etc.).

Avete tempo fino a venerdì 31 luglio 2015 a mezzanotte. L’estrazione avverrà sabato 01 agosto (e sarà su base puramente casuale), chi vincerà riceverà la queerissima guida direttamente a casa propria!

 Photo Credits: A Queer Culture Illustrated Guide

Contatti:
Sito: queercultureguide.com
e-mail: info@queercultureguide.com
Fb: facebook.com/aqciq

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