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#RaiOmofoba: dall’Italia all’America, sul web è protesta
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#RaiOmofoba: dall’Italia all’America, sul web è protesta

Redazione
scritto da Andrea Patrizio

Ammettiamolo: a volte, Twitter scrive la storia. Se è vero infatti che del potere mediatico dei social ci eravamo già accorti tutti, di certo nessuno avrebbe mai pensato che un hashtag in tendenza su Twitter potesse causare variazioni ai palinsesti Rai.

Conoscete la serie tv “How to get away with murder“, trasmessa e prodotta da ABC, scritta e ideata da Peter Nowalk? Sicuramente sì: nata in America nel settembre 2014, e arrivata in Italia con un anno di ritardo, la serie ha riscontrato uno strepitoso successo nel mondo, anche grazie alla particolare attenzione dedicata a personaggi e relazioni omosessuali. Se seguite lo sceneggiato, certamente saprete quanta paura dobbiamo avere della diabolica Annalise Keating (Viola Davis) e dei suoi inesperti studenti di legge. È la Rai che, però, oggi deve avere più paura di tutti: scopriamo insieme perché.

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Lo scorso venerdì 8 luglio 2016, Rai Due ha trasmesso in prima serata tre episodi di “Le regole del delitto perfetto”, titolo italiano della serie. Se l’acquisto del prodotto sembra essere a prima vista un’ottima scelta da parte della dirigenza Rai, considerata soprattutto la totale apertura che la serie presenta nei confronti di tematiche LGBT, la censura di cui il telefilm è stato vittima ha dato il via a numerose proteste che hanno letteralmente intasato i server di Twitter.

La censura della serie riguarda, inutile precisarlo, le scene di sesso omosessuale presenti negli episodi della serie, di cui Connor Walsh (interpretato da Jack Falahee) e Oliver Hampton (Conrad Ricamora), la cui coppia è una tra le più amate della serie, sono protagonisti. Badate bene: non è stata censurata la totalità delle scene di sesso presente negli episodi trasmessi venerdì, ma soltanto la parte che mostrava rapporti omosessuali. È apparsa dunque contraddittoria la risposta di Ilaria Dallatana, da poco direttrice di Rai Due, che, come riporta ilfattoquotidiano.it, si è difesa con queste parole dall’hashtag #RaiOmofoba trending topic su Twitter:

“Non c’è stata nessuna censura, semplicemente un eccesso di pudore dovuto alla sensibilità individuale di chi si occupa di confezionare l’edizione delle serie per il prime time”.

Il diverso trattamento riservato alle scene di sesso eterosessuale, nei confronti delle quali nessun senso del pudore è intervenuto, ha fomentato la protesta web, specie dopo la dichiarazione della Dallatana. #RaiOmofoba si è velocemente diffuso anche su Facebook e, in poco tempo, la notizia ha fatto il giro del mondo, raggiungendo l’America. Jack Falahee, interprete di Connor Wash, ha commentato il triste accaduto con un breve tweet: “Damn, this is crazy” (Dannazione, è assurdo). Ancora più severe sono state le parole di Peter Nowalk, ideatore e sceneggiatore della serie, che ha risposto così, su Twitter, il giorno successivo alla trasmissione degli episodi su Rai Due: “I haven’t heard of this until now. Shocked and disappointed” (Non ho mai sentito parlare di questo fino ad ora. Scioccato e deluso).

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Twitter a volte scrive la storia, avete letto all’inizio dell’articolo. Il grande interesse che l’accaduto ha riscontrato sul web, infatti, non ha potuto lasciare indifferente la dirigenza Rai, che, con un post su Facebook, si è scusata, sabato alle 21: “Un eccesso di pudore ci ha fatto sbagliare e ci scusiamo. Domani sera la versione originale di “Le regole del delitto perfetto” alle 21.05 su Rai2”.

Anche questa volta, la risposta americana non è tardata: Peter Nowalk ha scritto “Good news, thanks to all the fans for making this happen” (Buone notizie, grazie a tutti i fan per averlo fatto accadere”), mentre Jack Falahee si è direttamente e severamente rivolto a @RaiDue: “Thank you for airing the original program this Sunday but please apologize rather than assigning blame and dodging the issue at hand. Your viewers deserve better” (Grazie per la trasmissione del programma originale questa domenica, ma per favore scusatevi invece di dare la colpa ad altri e schivare la questione. I vostri telespettatori meritano di meglio). Anche Shonda Rhimes (di cui abbiamo già parlato QUI), produttore esecutivo, difende i telespettatori e la causa LGBT su Twitter, mentre alcuni già si chiedono perché la censura della stessa serie nei Paesi dell’est non abbia riscosso lo stesso interesse.

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