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Revenge porn: cosa intendiamo quando ne parliamo?

Commenti (1)
  1. Barbara Rivera ha detto:

    In realtà c’è un’altra prima cosa molto importante che possiamo fare tutti.

    Quando ci arriva un messaggio, un post, un video, ecc… Di materiale palesemente rubato o comunque che non siamo sicuri al cento per cento che sia stato messo in rete volontariamente dal/dalla protagonista, rifiutarsi di condividerlo a nostra volta.
    Interrompere la catena, il filo della viralità.
    Ed il passo successivo, spronare chi ve l’ha inviato o l’ha pubblicato, a cancellarlo e non riproporlo, a fare la stessa cosa a sua volta.
    Oltre che ovviamente ignorarlo, non giudicarlo, non commentarlo, visto che i fatti privati di ogni persona, tali devono restare e non essere commentati su pubblica piazza.

    Tra l’altro è pur vero che il revenge porn è perlopiù verso le donne, ma al tempo stesso gli uomini che lo subiscono, moralmente “non possono” arrabbiarsi, denunciarlo, offendersi, ecc… Perché deve essere un vanto, quando magari invece il protagonista non ha piacere che le sue parti intime e la sua sessualità siano in pubblica piazza.

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