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Rrobe Porno: lettera aperta a Roberto Recchioni

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Commenti (11)
  1. Avatar Marco Ferraris ha detto:

    Doveva rispondervi con una mega risata inviata tramite messaggio vocale.

  2. Avatar Mastini ha detto:

    Basta questo per capire che questo sito non serve a un cazzo:
    ‘Flusso di coscienza since 1988.
 Ex studente di Psicologia. Chef per passione, geek per professione. 
Vive in un paese del Milanese talmente piccolo da avere lo stregone al posto del medico. 
Scrive cose, vede gente. Una volta ha guardato i gatti e i gatti guardavano il sole. 
A volte è serio, ma per fortuna niente di grave.’

  3. Avatar RED ha detto:

    Ciao, sono una donna, sono femminista, e non mi sento offesa dai disegni di Roberto Recchioni.
    Perché?
    Perché sono disegni, perché mi sembra che ognuno possa disegnare quello che gli pare (che pure se fosse fatto per avere più pubblicità e per crearsi un “personaggio” non penso si inciti alla violenza sulle donne), perché mi piacciono, e perché sinceramente trovo che ci siano cose peggiori da denunciare riguardo al sessismo. Come per esempio trovo scioccante che un individuo che predica la libertà di espressione e la libertà sessuale si senta in diritto di chiamare in causa la “par condicio” per una cagata del genere.
    Se uno fa dei disegni ed esercita la propria creatività, non deve sforzarsi di non farlo o di farlo in modo che la gente non si senta sconvolta, perché altrimenti non è più un esercizio di creatività. Se a Recchioni ci piace di fare questi disegni, deve sforzarsi di non farli o tenerli nascosti solo perché alcune persone si sentono offese? Offese da cosa? Perché non ci sono i maschi nudi? Se vuoi vedere i maschi nudi sottomessi cercati un artista che li tratta e poi lamentati perché non tratta pure le femmine. Così ti senti più “giusto”. Ciao.

  4. Avatar Alberto Coletti ha detto:

    Normalmente non commento sull’internet ma mi cogliete in un momento in cui sono particolarmente stranito.

    Forse visto che avete impapocchiato l’articolo qui sopra, pretendendo a gran voce SPIEGAZIONI (un autodafè?)da Roberto Recchioni, potrete voi per primi trovare il tempo di illuminarmi sui seguenti punti:

    Da quando l’espressione artistica è considerata alla pari di una forma di istigazione alla violenza domestica?

    Da quand’è che le fantasie (sessuali), di qualsiasi natura, devono necessariamente veicolare un messaggio sociale e politico difendibile per non essere esposte al pubblico biasimo?

    E quando anche di fantasie non si trattasse, ma di sublimazioni di esperienze vissute, voi lo sapete cos’è il BDSM?

    Conoscete il paradigma di consensualità che ne è alla base?

    Il diritto all’autodeterminazione di una donna (reale o disegnata) può essere compresso, nel momento in cui questo si esprime in forme che non sono giudicate kosher dagli autoproclamati custodi della dignità femminile?

    Una donna che si eccita sessualmente nel venire umiliata reca ludibrio al suo intero genere?

    L’uomo che umilia tale donna è un pericoloso sociopatico, nei confronti di cui i lettori vanno messi in guardia?

    Lo scrivente è un appassionato di fumetto?
    Conosce Eric Stanton?
    Conosce Tom of Finland?

    Non si faceva prima a organizzare una spedizione punitiva per vandalizzare le sepolture di questi illustri estinti, prima di crocifiggere Recchioni (un cadavere non si vendica se lo insulti)?

    Davvero Crossed (un fumetto che ondeggia dal comico al nichilista à la Ennis, e in cui uno dei personaggi principali si chiama -sic- Cazzocavallo) è il primo riferimento che gli è balenato in testa per parlare della trasposizione grafica di una forma di sessualità alternativa?

    E’possibile – e qui magari mi faccio malizioso – che l’accostamento di un personaggio pubblico con una tematica pruriginosa e dei corsivi vibranti di sdegno sia quello che si definisce in gergo un clickbait?

    In chiusura, un suggerimento per la vostra linea editoriale: che ne pensate di un bell’articolo in cui chiedete a Donatien-Alphonse-François de Sade, che pure è un membro molto in vista della società francese, se ritiene sia accettabile proporre nelle proprie opere letterarie dei topoi tanto disgustosi e deleteri (in un’ottica di social justice) come quello della donna sottomessa?

    In attesa di vostro cortese riscontro sui punti di cui sopra, porgo cordiali saluti.

  5. Avatar Antonio ha detto:

    Gentile Nicola

    Cosa dovrebbe fare Recchioni allora?
    Rimuovere i suoi fumetti porno?
    A me personalmente non piacciono, ma da qui a dire che sono un insulto alla donna ce ne passa…
    Trovo impressionante il fatto che qualcuno debba dire cosa vada bene rappresentare e cosa no, specialmente nel campo dell’arte (considero il fumetto come arte).
    In bocca al lupo per tutto comunque.
    Antonio

    P.S. Leggo DYD da molti anni (dai primi anni 90) ma NON sono un fan di Recchioni come fumettista (credo sia un buon “mecenate/imprenditore” del fumetto ma, al di la’ di qualche buona storia, niente di entusiasmante).

  6. Avatar Lello Panzieri ha detto:

    Non hai capito niente di quel blog, mi sa. E’ una presa in giro ai modi che hanno le donne stesse di mettersi in mostra su internet. Vi stupite che non abbia risposto al vostro messaggio? E perché rispondere a chi non ha nemmeno gli occhi per vedere che il punto di vista espresso è esattamente OPPOSTO a quello da voi sostenuto?

  7. Avatar Giulia Q ha detto:

    censurare gli artisti no. proprio no. questo no. è inaccettabile. se continua a non rispondere che fate, fate una campagna per fargli perdere il posto in bonelli?

    rrobe porno non lo conosco e non mi interessa, ma a me sembra uno sfogo personale e non un prodotto di consumo, in altre parole stracazzacci suoi. non puoi chiedere a un artista che disegni i tuoi sfoghi personali, senza neanche pagarlo. non puoi dirgli che deve vergognarsi di avere certe cose dentro perché l’arte non parte dal cervello. non è così che ci si pone rispetto all’arte. cazzo

  8. Avatar Ghostbox ha detto:

    Solo immagini provocatorie, senza spiegazioni. Questo il senso, questo lo scopo.
    Oppure: i disegni sul cd di Immanuel Casto (lui si che è divertente! Lui si che fa del bene!). Oppure ancora: il vostro articolo. Scegliete voi.
    Simone

  9. Avatar sergio l. duma ha detto:

    Ho visto i disegni e personalmente non ho percepito sessismo o volgarità. Ho solo visto una rappresentazione di corpi femminili. Non credo che l’autore di quei disegni volesse veicolare un messaggio particolare e non penso nemmeno che un autore debba per forza inserirne uno. A volte esistono gli esercizi di stile o la tendenza a realizzare qualcosa per il mero gusto di farla, tipo ‘l’arte per l’arte’ dei decadenti. Ciò che invece ho percepito nell’articolo è la fastidiosa tendenza al moralismo politically correct che ammorba tutto e sta reprimendo la creatività e l’immaginazione di tanti artisti, in molteplici ambiti espressivi. Sulla base di questi diktat, le donne vanno descritte e ritratte solo in determinate maniere, altrimenti si è sessisti a prescindere; lo stesso vale per i gay, se no si è omofobi per partito preso e così via… posso dire che il politically correct ha rotto le scatole? Adesso qualcuno, prima di scrivere o disegnare o filmare qualcosa, deve chiedere il permesso ai custodi della correttezza? Be’, io sono uno scrittore di romanzi e racconti. Non sono certo famoso. Non posso dire di avere la stessa notorietà di un Lucarelli o un Baricco. Scrivo semplicemente le mie cose e quando mi è possibile le pubblico. Bene. Rivendico, e sottolineo rivendico, il diritto di scrivere di donne umiliate in situazioni di sessismo se l’ispirazione mi spinge a scrivere queste cose e non intendo chiedere il permesso ai Nicola Della Croce di turno! Vale per me e deve valere per chiunque!

  10. Avatar Simone ha detto:

    Ma la parità dei diritti di cui parla Irene nella sua lettera dov’è? Qual’è la parità dei diritti per chi un tipo di pratica sessuale di questo tipo la predilige? Se uno girasse un pochino su internet troverebbe una marea di blog in cui ci sono figure maschili sottomesse, nessuno dovrebbe avere una quota nella propria espressione. Qui si sta parlando di espressione, non c’è per forza un intento critico nell’arte e che soprattutto un blog del genere non dovrebbe sconvolgere nessuno.

  11. Avatar Enrico ha detto:

    Ho letto con piacere la Vostra lettera alla “Rock star del Fumetto”… e come consuetudine apprendo nel Vostro report che Recchioni non da motivazioni al suo operato (anche davanti ad un garbata richiesta di approfondimento di un qualcosa che forse non si è capito). Ora come già detto da voi, uno sul suo Blog fa quel che vuole (nei limiti), tuttavia il Sig. Recchioni, che evita di pubblicare le sue “Arts” in FB, per non essere censurato (per sua stessa ammissione) dovrebbe, per rispetto ai suoi ora mai molti committenti evitare di promozionare queste “fantasie sadiche”. Sia chiaro che il mio non vuol essere del facile moralismo, a questo mondo in materia di sesso se ne vedono di ogni e le rappresentazioni dello sceneggiatore di casa Bonelli sono, per gli amanti del genere, la consuetudine di un “rapporto di coppia”. Fatta questa doverosa premessa quando qualche anno fa acquistai l’opera intitolata ASSO (esaurito e mai ripubblicato mi pare evidente il perché) alla vista di immagini molto simili a quelle del Tumblr in oggetto mi posi le medesime domande sopratutto perchè, pur essendo uno sceneggiate di professione mi pareva di scorgere nel fil rouge della graphic Novel un risentimento nei confronti del genere femminile abbastanza marcato. Mi feci le stesse domande che vi siete posti voi e per non farmi liquidare con un “non capisci” tesi l’orecchio per vedere se le mie perplessità fossero almeno in parte condivise da qualcuno. Ovviamente queste risposte non erano ricercabili sui canali dell’autore dove tra un “Flame” ed un “Troll” la claque di Recchioni passa il tempo a mettere alla gogna chi non la pensa come il loro guru. Ho letto quindi con piacere la vostra richiesta di delucidazioni, in conclusione pur sapendo che nella mente di ogniuno di noi ci sono angoli bui non condivisi con il mondo che sono appannaggio SOLO di chi vive nella nostra pelle, penso che, avendo la possibilità di condividere in modo selettivo i contenuti sul web, certi “esercizi di stile” o “provocazioni promozionali” dovrebbero essere condivise da un autore solo con cerchie mirate di aficionados che tanto diffonderanno il materiale con altri estimatori sbattere queste immagini “forti” (chiamiamole così) legandole al proprio nome e per prossimità anche a quello di chi ci commissiona i lavori…beh diciamo che non da di certo lustro a istituzioni editoriali che volevano un Tex iper-casto e che alle prime acrobazie sotto le lenzuola (sottolineo sotto) di Dylan Dog, faticarono non poco a placare gli animi di chi vedeva in quelle poche vignette di “sesso” un possibile veicolo di corruzione delle menti. Nascondersi sempre dietro al mito della Rock Star maledetta…o all’intellettuale che non può essere compreso dalle povere menti semplici beh è comodo e anche un po’offensivo per chi leggittimamente si pone di quando in quando qualche domanda.

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