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Se ci sono donne contro il femminismo la colpa è anche del femminismo

Commenti (4)
  1. Avatar Uddi ha detto:

    L’articolo è un po’…”ni”, nel senso che non considera l’esistenza (e l’esistenza) del femminismo separatista che E’ uno dei tanti femministi presenti al mondo e che, no, non predica l’odio verso altri gruppi (o verso il gruppo “maschi”, i questo caso).
    Faccio un esempio: un gruppo femminista decide di organizzare un workshop/discussione/incontro di vario ed eventuale genere sulla violenza di genere. Il suo obiettivo è quello di dicutere della vittimizzazione delle donne, degli strumenti che hanno, di dare suggerimenti e prevedono anche che, data la tematica, possano parteciparvi donne che quella violenza la subiscono o l’hanno subita. Sanno quindi che, per avere la possibilità di un confronto “tranquillo” è meglio che non partecipino uomini, questo perché l’eventuale presenza potrebbe mettere a disagio gli individui di cui sopra e perché hanno l’effettiva necessità di confrontarsi su un argomento senza dover per forza spiegare ogni due per tre che “No, non sei TU il colpevole della violenza maschile; no, non stiamo parlando di TE in particolare; no, NON TUTTI GLI UOMINI sono così”, dato che è appurato che, in contesti del genere, si finisce sempre prima o poi su questo punto.
    Questo è uno degli esempi in cui un’insieme di femministe possono scegliere, del tutto legittimamente, di non avere a che fare con altri uomini e di escluderli. Perché è, a volte, un’esigenza, quella di confrontarsi con persone che sono state socializzate alla stessa maniera e vivano determinate situazioni nello stesso modo (come, nell’esempio, persone sui cui la violenza di genere viene agita in milioni di forme diverse ogni giorno; elemento non comprensibile da parte di chi gode del privilegio maschile).
    Allo stesso modo gruppi di uomini possono tranquillamente escludere le donne per discutere di cose che riguardano il loro modo di essere socializzati, come i gruppi che ragionano sempre di violenza di genere -v. “Maschile plurale” o via dicendo (però, stranamente, nessun* si stupisce di ciò, a nessunA viene chiesto implicitamente scusa o si protesta perché le partecipazioni vengano aperte anche ad altre donne).

    Quindi ci sono mille motivi validi e legittimi per cui le femministe possono escludere gli uomini dai loro incontri. E questa esclusione si traduce in qualcosa di utile, necessario per lo sviluppo di una coscienza e, di conseguenza, anche per combattere il sessismo.

  2. Avatar Ly ha detto:

    Non sono per niente d’accordo.
    Prima di tutto, la storia delle “femministe che odiano gli uomini” mi sembra a conti fatti solo ed esclusivamente uno strawman. E non perché non abbia visto femministe che odiano gli uomini, ma perché il 100% di quelle che lo affermano ammettono prima o poi di aver subito vari tipi di abuso.
    E io non sono nessuno per andare a dire loro che sbagliano perché al loro posto anche io la penserei così.
    Alimentare questo tipo di strawman solo per dare il contentino agli uomini è come parlare di diritti LGBT e mettersi a specificare in ogni riga che non si odiano gli etero. Mi sembra piuttosto ridicolo.
    Altro punto, anche se una donna o una persona non binaria dice di odiare gli uomini, è estremamente improbabile che questa dichiarazione si trasformi in violenza verbale o fisica, a differenza del contrario.

    Mi sembra un articolo molto condiscendente in sostanza. Quelle donne, a mio avviso, rifiutano il femminismo per due motivi: è più facile accettare la discriminazione in nome della “pace” e per ignoranza oggettiva. E ripeto che alimentare uno strawman del genere non è utile a nessuno.
    Io, come persona non-binaria, quando parlo di transfobia non devo necessariamente fare di tutto per mettere a mio agio le persone cis che mi ascoltano perché non servirebbe a nulla: non farebbe cambiare idea a chi contesta il movimento di liberazione trans e anzi, per non mettere a disagio chi mi ascolta dovrei decurtare parti importanti del mio discorso. Ed è una cosa che non sono disposta a fare, né quando parlo di femminismo, né quando parlo di transfobia né quando parlo di qualsiasi altro tipo di oppressione.
    (spero di non essere stat* troppo confusionari*)
    Mi ha lasciata un po’ “nope” questo discorso, onestamente.

  3. Avatar Giulia T. ha detto:

    In merito a questo mi permetto di condividere questa riflessione sull’origine della parola “femminismo” e sul perché ancora molte persone la collegano ad un’accezione negativa, quando invece è importante capire il suo significato in quanto è un qualcosa che riguarda tutte/i.
    Buona lettura 🙂
    http://utopiablog.it/femminismo_una_parola_che_non_ci_piace_perche/

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