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Sex Education: quello che doveva essere (e quello che è)

Commenti (3)
  1. Charlie ha detto:

    Mi mancano due episodi per finire di vederla, ma comunque posso dire anche ora che mi piace molto. Io, al contrario dell’autrice dell’articolo, ho trovato questa serie molto avanti rispetto alle altre, e non ha affatto deluso le aspettative. È bellissimo il fatto che tratti mille temi diversi in modalità e profondità differenti, è importante che dia così tante informazioni sulla sessualità e anche sull’adolescenza in generale. Non aveva le pretese di essere un documentario, dunque non sono contrariata per la mancanza di approfondimento dei temi (anche se è vero che la cosa dell’aborto e di ciò che succede DOPO potevano elaborarla meglio), anzi, è già tantissimo che abbia trattato così tanti argomenti cercando di far passare il messaggio che sesso et similia sono cose normali di cui non ci si deve vergognare. Il fatto che lo abbiano messo in forma di serie tv e non di documentario poneva degli ostacoli allo sviluppo a fondo dei temi trattati, ma non per questo mi pare che si possa definire un prodotto deludente. Credo che sia una buona trovata per avvicinare i giovani a temi che sono sempre stati considerati taboo, perché è tutto amalgamato in una storia adolescenziale che fa sembrare tutto più alla mano, meno “scabroso”, meno difficile e imbarazzante.

  2. gentle ha detto:

    mah…in linea di massima avete ragione, ma questo articolo argomenta davvero male, ripete lo stesso concetto all’infinito. e quando entra nel dettaglio toppa o é perlomeno arbitrario. la storia di coming out di eric non é cosí particolare e non é messa poi coí tanto a tema. l’aborto di maeve é raccontato bene, con una ricchezza di sfaccettature. solo non indulge sul dramma della scelta o su un trauma postumo: e questa é la sua forza. l’aborto come normalitá, per quanto difficile.
    p.s.: la famiglia di eric non é di certo cattolica.

  3. ilaria ha detto:

    Sono molto stupita del tono che questo articolo ha riservato alla serie, in particolare valutando l’episodio dedicato all’aborto come trattato con leggerezza. Sembra che se chi subisce un IVG non si mostra affranta o indecisa, ma al contrario risoluta e priva di rimpianti o di eccessivo timore nell’affrontare l’intervento, allora il tema non è stato “realmente” affrontato con serietà. Il mio stupore è dovuto al fatto che Bossy ha pubblicato/condiviso riflessioni totalmente opposte, come le seguenti https://www.facebook.com/1386238278327752/posts/2125278361090403?sfns=mo e https://www.facebook.com/1386238278327752/posts/2125314111086828?sfns=mo in cui si porta a riflettere che se l’aborto è uno stigma e se molte ancora lo vivono come un trauma o con sensi di colpa è perché la stigmatizzazione avviene innanzitutto attraverso media e trasposizione letteraria/cinematografica/televisiva in cui la donna di fronte alla scelta di abortire è ritratta come estremamente sofferente o terribilmente combattuta/pentita. Ecco che finalmente una serie tv per adolescenti mostra quanto l’IVG possa essere una procedura semplice, veloce, quasi indolore e soprattutto superabile e…viene tacciata di “leggerezza”. ‍♀️ Addirittura ci si scandalizza perché il personaggio della serie mangia un tramezzino dopo l’intervento. Per chi non lo sapesse: per un IVG in UK come in Italia la maggioranza delle strutture pratica un’anestesia totale e ciò significa che la paziente resta a digiuno e senza bere dal giorno prima. Avere fame è più che naturale. Sempre per chi non lo sapesse: la prima sensazione fisica che si prova dopo un IVG chirurgica nel più dei casi è sollievo, dato che i sintomi della gravidanza scompaiono. Io ho abortito e ho sentito il mio corpo riacquisire il pieno di forze dopo l’intervento e indovinate un po’…l’infermiera mi ha fatto fare colazione subito dopo, cosa che mi ha fatto bene sia al corpo che allo spirito. Altra cosa che mi stupisce è il fatto che per questo episodio l’articolo ignori sia che la protagonista è nervosa ed ha paura per l’intervento, sia che si presenti un personaggio che è all’ennesima IVG poiché sicuramente vittima di abusi e nonostante la sua situazione (alquanto drammatica) cerca di distrarre e far coraggio alle altre pazienti in attesa dell’intervento. C’è anche un bell’episodio di solidarietà femminile dopo l’IVG. Basta saperlo cogliere. Ultima causa di stupore: aspettarsi che una serie tv si sostituisca a un corso di educazione affettiva e sessuale. Forse non basterebbe un documentario ben fatto in più puntate, figuriamoci una serie di intrattenimento. Certi argomenti vanno trattati in modo approfondito, umano ma anche tecnico (mostrando modellini, strumenti, disegni, statistiche ecc) da specialisti del campo. Se la serie lo facesse, non sarebbe più una serie di intrattenimento, per definizione stessa. Il parallelo con Sex&the city è giusto: come S&tC, Sex Education tratta di molte tematiche ancora tabù. In S&tC il pregio era che venissero trattate da un punto di vista totalmente femminile e l’innovazione stava proprio nel fatto che le donne dichiarassero ciò che volevano a letto e nella vita; Sex Education ha il pregio di far avvicinare i giovani a temi di cui ancora ci si vergogna a parlare (o anche solo chiedere), di far riflettere su realtà e gusti differenti dai propri, di dare un’infarinatura su nozioni che il singolo può approfondire rivolgendosi a fonti affidabili. Per citarne una consiglio di seguire il profilo Instagram dell’ostetrica e diVulvatrice Violeta Benini https://instagram.com/violetabenini?utm_source=ig_profile_share&igshid=fgl9h0vkx6xi in cui non mancano le informazioni anche per pene-muniti. E nuovamente ci tengo a dire: io ho abortito e sto benissimo.

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