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Ok, abbiamo visto Star Wars. (Recensione SPOILER FREE)

Ok, abbiamo visto Star Wars. (Recensione SPOILER FREE)

Qualche ora fa in un cinema vicino vicino, siamo stati sbalzati a tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…

Questa recensione non intende fare alcuno spoiler sulla trama di The Force Awakens, potete tenervi stretti i vostri biglietti e stare tranquilli. E ne approfittiamo per fare i complimenti a J.J. Abrams e all’intero staff Disney per aver mantenuto dei segreti che vi sorprenderanno oltre ogni immaginazione. I fan di vecchia data saranno ricompensati dell’attesa, le aspettative non saranno deluse, tutto quello che desiderano vedere e sentire è stato inserito. I fan dell’ultima ora si innamoreranno di questo capolavoro e correranno a casa a rivedere gli episodi saltati per cogliere ogni indizio sfuggito in attesa del prossimo episodio.

Inutile spiegarvi l’emozione nel sentire gli ottoni di John Williams che fanno tremare la sala fino all’esplosione di applausi alla vista dei titoli di testa, lo sentirete al cinema quando vi troverete lì.
Quello su cui vogliamo concentrarci è qualcosa che potete aver colto anche solo guardando i trailer, qualcosa per cui non è necessario essere esperti conoscitori della saga, qualcosa di intuibile anche senza aver visto i primi 6 episodi.
Questo è lo Star Wars della parità di genere, anzi, è un vero e proprio inno al femminismo!

Se pensiamo alla trilogia dei prequel, ci dispiace ammetterlo ma tutto quello che ci viene in mente è la storia d’amore tra Padmé Amidala e Anakin Skywalker, o il rapporto di attaccamento morboso del giovane Jedi con la madre Shmi, che di certo rappresentano gli elementi chiave della nascita e dello sviluppo del personaggio di Darth Vader, ma dal punto di vista della parità tra sessi sono una serie di cliché scontati come le magliette brutte dopo le feste; le figure femminili di questa trilogia sono in costante bisogno di aiuto, amano il protagonista, lui ama loro e pur di salvarle passa al Lato Oscuro. Una figura ben misera per il genere femminile, da sempre relegato al ruolo di “donzella in difficoltà“.

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La trilogia originale è rappresentativa del suo tempo (Episodio IV Una nuova speranza esce nel 1977 n.d.r.) e il personaggio di Leia Organa è l’esempio perfetto della donna forte, indipendente e a volte anche ribelle, pronta a infrangere codici e regole pur di affermare la propria identità in una galassia spaccata a metà dalla guerra tra Impero e Ribellione. La principessa tiene testa a tutti e questo è sicuramente l’elemento di fascino che porta anche una canaglia come Han Solo e un Luke Skywalker senza macchia e senza paura a pensare “sa il fatto suo la ragazza”. Certo Leia non è la protagonista di questa trilogia, che gira intorno al ristabilire l’equilibrio nella Forza, ma la sua figura è necessaria tanto quanto quella dei suoi colleghi uomini.

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Per quanto riguarda il nuovo capitolo abbiamo già parlato delle polemiche legate all’armatura di Captain Phasma (Gwendoline Christie) in questo articolo, ma non avevamo ancora parlato delle altre due donne su cui il film si regge. Sì perché davanti al Generale della Resistenza Leia Organa è impossibile non provare rispetto e la misteriosa Rey, senza svelarvi nulla del suo ruolo, vi regalerà i colpi di scena migliori del film.

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Queste sono le eroine di cui abbiamo bisogno, questi sono i modelli cui le giovani donne di tutto il mondo dovrebbero aspirare.

Non abbiate paura di scegliere, non abbiate paura di mostrare ciò che siete al di là di immagini imposte dalla società, non abbiate paura di far sentire la vostra voce, non abbiate paura di piangere, non abbiate paura del vostro potere, non abbiate paure del giudizio degli altri, non abbiate paura di sembrare deboli perché dentro di voi esiste una Forza che vi sussurra che potete essere ciò che volete. Potete essere principesse o guerriere, e potete essere entrambe le cose, se lo volete.

E il bello è che vale anche se siete uomini, perché i personaggi maschili non si vergognano dei loro lati femminili: non si vergognano di avere paura, di sentirsi abbandonati, di aver fallito, di non essere all’altezza… Questo è il messaggio che traspare da ogni scena di questa pellicola, siamo umani (qualcuno un po’ più alieno), abbiamo pari diritti e doveri e questa e l’unica cosa per cui lottare!

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