Stai leggendo
Da Suicide Squad a The Killing Joke: la DC ha un problema con le donne?
Dark Light

Da Suicide Squad a The Killing Joke: la DC ha un problema con le donne?

Caterina Fantacci

Dal ‘sessualizzare’ Harley Quinn al trattamento di Batgirl: c’è aria di misoginia nella casa editrice di fumetti di Titan, mai vista nei lavori della rivale Marvel.

Chiunque pensi che il trattamento del personaggio di Harley Quinn, interpretato da Margot Robbie, sia solo la rappresentazione dei sogni degli adolescenti, sappia che non è la prima volta che una cosa del genere accade. Un critico ha recentemente descritto la lettura del personaggio del film come come materiale da masturbazione danneggiato”. Si dovrebbe infatti provare a leggere il fumetto del 2007  Preludes and Knock-knock Jokes. Basato sulla tanto celebrata corsa solista del personaggio principale di Joker, autori Karl Kesel, e Terry e Rachel Dodsons, questo è stato visto da molti seguaci della DC Comics come un lavoro definitivo.

Non è tanto la storia in sé, che segue Harley che si prende una pausa dal suo amante e partner criminale, che è il problema. Piuttosto, è il modo in cui i Dodson disegnano Harley Quinn: come una creatura inesorabilmente porno, tutta seno di silicone e posteriore formosissimo in uno spandex ultra-stretto. E il modo in cui tutti gli altri supercriminali femminili nel fumetto, da Catwoman a Poison Ivy, sono mostrati con lo stesso fisico assurdamente proporzionato, come se Gotham fosse stata invasa da una massa di conigliette di Playboy psicotiche sotto steroidi.

Tutti sanno che gli artisti di fumetti hanno la tendenza a disegnare supereroi femminili e cattivi in ​​modo eccessivamente ‘sessualizzato’ – la scusa, di norma, è che anche i personaggi maschili sono disegnati come dei titani incredibilmente muscolosi. Ma che siate d’accordo con questa particolare giustificazione o meno (io comunque non ho mai compreso perché delle grandi tette siano così vitali per la buona resa atletica), Harley Quinn è una candidata particolare per questo tipo di trattamento.

Nel guardare il cartone in cui è stato introdotto, ovvero nel perennemente geniale “Batman: The Animated Series”, si nota che il personaggio di Harley Quinn è snello, piuttosto che pompato. Se c’è una “bomba” in mostra, è Poison Ivy ovvero Rita Hayworth – anche se la cattiva armata di piante è un’elegante femme fatale Billy Wilder-esca più che uno stereotipo di bomba sexy. Qui Harley è resa come avrebbe dovuto essere rappresentata; come un caso umano un po’ triste, che non è in grado di resistere al richiamo velenoso del malefico e manipolatore Joker.

In un famoso episodio del 1999 del sequel di Batman: The Animated Series ‘, ovvero The New Batman Adventures (basato sul fumetto scritto da Paul Dini), Quinn è presentata di nuovo come la psichiatra Harley Quinzel, che si innamorara del suo “Puddin” mentre invece dovrebbe studiarlo all’ospedale psichiatrico Arkham Asylum. La Warner prende in prestito molto da qui per Suicide Squad, ma i produttori (non possiamo dare tutta la colpa al regista David Ayer, non essendo chiaro se abbia potuto avere l’ultima parola nel taglio finale) non riescono a cogliere l’occasione per dare una nuova versione all’attraente giullaresca assassina in grado di andare oltre le sue radici sfortunate.

In effetti, nel film, le problematiche che circondano il personaggio aumentano. Ad un certo punto, Batman (Ben Affleck) le dà un pugno, poi pratica alla sua vittima la respirazione bocca a bocca per farla rinvenire dopo quasi essere stata annegata nel fiume dal Joker. Le motivazioni del giustiziere mascherato sono del tutto onorabili – è Harley che cerca di trasformare il momento in qualcosa di più amoroso – ma l’uso della violenza e la successiva sessualizzazione dell’incontro servono solo a ricordarci del suo passato di vittima di abuso da manuale.

Purtroppo, Suicide Squad non è l’unico prodotto DC con atteggiamenti discutibili nei confronti delle donne, ultimamente. Sebbene l’attuale successo animato “Batman: The Killing Joke” non faccia parte del DC Extended Universe (DCEU) supportato dalla Warner Bros, è stata programmata dalla Warner Bros Animation, e distribuita dallo studio, una lista di nove o dieci film di supereroi in live-action tra oggi e il 2020, ed è ancora basata sulla graphic novel del 1988 di Alan Moore (che ha poi rinnegato il suo lavoro).

Come i lettori abituali di questo sito sapranno, il fumetto di Moore è diventato famoso per una trama in cui Batgirl, alias Barbara Gordon, è paralizzata e molto probabilmente viene violentata dal Joker, come parte dei suoi sforzi per distruggere suo padre, da sempre alleato di Batman, il commissario James Gordon.

Non contenti di rivisitare questo episodio controverso, nella versione cinematografica è stato fatto ancora di peggio. Si introduce un nuovo prologo in cui alla giovane combattente del crimine viene detto dal cavaliere oscuro, in modo piuttosto condiscendente, che di lei non si può più fidare per i casi pericolosi. Poi lei e Batman fanno sesso sulla scia del loro litigio tempestoso, cosa mai successa nei fumetti, e che svaluta del tutto Batgirl e la sua caratteristica forza viene minata.

Vedi anche

Anche se questa doppia dose di misoginia può essere anche solo il risultato di una cattivo tempismo, questi sono i tipi di errori che non possiamo immaginare accadano alla rivale della DC Comics, la Marvel, le cui peggiori colpe sul trattamento delle donne sembrano ruotare intorno a povere scelte di merchandising.

C’è una forte possibilità, se il DCEU sopravvivrà alle critiche di Suicide Squad, che Harley e Batgirl potrebbero anche ritrovarsi insieme in un prossimo spin-off, con molte delle principali stelle femminili del Bat-universo, da Birds of Prey (Oracolo) a Poinson Ivy, Katana e Bumblebee. Secondo quanto viene riportato, il nuovo film – Robbie stessa ha rilanciato il concetto alla Warner Bros – verrebbe preso in considerazione per la popolarità della linea di fumetti DC Super Hero Girls e dei prodotti correlati, che sono stati mirati con successo verso un pubblico femminile sempre più fiorente.

Ma se la DC e i suoi partner in studio vogliono veramente fare film che consentano empowerment alle donne, stanno iniziando in modo abbastanza curioso.

Fonte: The Guardian

Leggi i commenti (2)
  • wonder woman è D.C. quindi non direi che hanno un problema con le donne. Tutti i super-eroi e anche qualche cattivo hanno corpi bellissimi e fisici che li mettono in risalto, Harley Quinn non fa eccezione. Tra l’altro nel film è un personaggio tosto come quelli maschili e la sua relazione con Joker appare molto più “equilibrata” rispetto ai fumetti per quanto possa essere equilibrata una relazione con tra due psicopatici.
    dove sarebbe il sessismo nel the killing joke originale?

  • e il sex appeal maschile o femminile non è degradante, è umano, fa parte dell’umano. Se Harley lo usa come strategia per far cadere i nemici in trappola bè è legittimo, ognuno si fa strada con le armi che ha ed è un’arma che anche un uomo può usare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato

Associazione Bossy ® 2020
Via Melchiorre Gioia 82, 20125 Milano - P.IVA 10090350967
Privacy Policy - Cookie - Privacy Policy Shop - Condizioni di vendita