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Noi Tre Milano: moda genderless Made in Italy

Noi Tre Milano: moda genderless Made in Italy

Articolo di Nicola Brajato

La scarpa. Accessorio del quotidiano, molto spesso indossato con gesti automatici, a volte portatore di estetiche studiate “al microscopio”, altre indossato come arma di seduzione. Una copertura che va al di là del concetto di protezione. La scarpa racchiude dentro di sé significati culturali e capacità trasformative che fanno di questo accessorio una lente d’analisi per addentrarsi nel curioso panorama della percezione dell’altro, dell’estetica identitaria, della moda come manifestazione dell’individualità.
Se molto spesso sentiamo parlare di calzature con toni leggeri e “glam”, che vanno a costruire un alone di simbologia superficiale, diversa è stata l’occasione cha abbiamo avuto con il brand milanese Noi Tre Milano. Dinamicità e trasversalità sono forse gli aggettivi che meglio raccontano l’intervista che ci ha permesso di conoscere questo marchio, che si pone sul mercato con una produzione di calzature genderless.

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“N3M è un acronimo: Noi Tre (a) Milano. Un romano, un emiliano e un normanno… Nessuno nato a Milano, ma è Milano che ci ha adottato: è dove viviamo, dove ci siamo incontrati e diventati amici. Ed è a Milano che ci è venuta l’idea del progetto N3M. Due creativi, shoe-designer formati nel Made in Italy Alto di Gamma, abbiamo lavorato con alcuni tra i più storici e prestigiosi Brand del Lusso. N3M nasce da un’osservazione e da un’esigenza: fare un prodotto che ancora non c’è… scarpe che siano decisamente fashion, di alta qualità e totalmente Made in Italy, proposte ad un prezzo più accessibile dei Luxury Brand, e soprattutto genderless, ovvero trasversali nei contenuti e nella numerazione, pensate oltre i confini di genere e le categorie.”

Queste le parole che ci introducono alla narrazione di N3M e alla conoscenza di Marco e Guillaume, due dei “3”, felici di aprirci le porte del loro showroom. Circondati da un’atmosfera mistica e ispiratrice, ci accomodiamo in una totale confidenza per iniziare il nostro dialogo.

Bossy: Da dove nasce l’idea di N3M?
N3M: Il nostro è un progetto che nasce in modo molto naturale, e anche un po’ “egoistico”. Ma soprattutto nasce inizialmente come un brand da uomo. Entrambi veniamo da un background femminile, dove la produzione e le possibilità sono più vaste.
Dopo aver incontrato numerose difficoltà nel trovare calzature non noiose, ma nemmeno “da sfilata”, abbiamo deciso di disegnare per noi e per i nostri amici dei modelli che rispecchiassero le nostre esigenze. Da qui l’idea di creare una scarpa, sempre elegante, ma che rompesse gli schemi barbosi del menswear.
Abbiamo quindi proceduto tramite un’ibridazione tra la freschezza di una sneaker, cercando di evitare l’omologazione mainstream, e l’eleganza della classicità, senza ricadere nel polveroso dress code maschile.
Dai primi prototipi abbiamo poi deciso di aprire la produzione a tutte le numerazioni, con la volontà di creare un’estetica condivisa.

MOC su fondo glam

Bossy: Che ruolo può avere la scarpa nella definizione dell’estetica di genere?
N3M: Enorme! La scarpa è sempre il dettaglio che ti può dare la possibilità di lanciare un messaggio. A volte molto più di un intero outfit. Può veramente diventare la rottura del meccanismo.

Bossy: Il vostro nasce come brand genderless. Pensate che in Italia esista questa realtà nel panorama moda?
N3M: Pensiamo che al momento ci sia uno scarto tra l’idea di una moda genderless e la pratica. Non esiste ancora una metodologia definita per vendere questi articoli. Una della cause principali è che tutto il sistema è ancora basato su un’idea di acquisto separato, binario. Ma crediamo che qualcosa stia cambiando. Una conseguenza importante del fenomeno è già la possibilità stessa di fare sfilare uomini e donne insieme, indistintamente. Inoltre abbiamo notato che i giovani d’oggi, e dunque le nuove generazioni, hanno un’estetica più “trans”. Il consumatore si sta morfologicamente avvicinando al centro, e conseguentemente la moda si deve adeguare.
Su queste basi strutturiamo l’idea del cliente N3M, e quindi del cliente genderless, caratterizzato da due termini il particolare: rilassatezza e tolleranza. Il primo delinea un ideale di uomo o donna che non deve più dimostrare nulla ai pari, quindi basta virilità ostentata o “killing heels” seducenti; il secondo rappresenta più una raggiunta maturità in materia di estetica, che fa emergere una maggior conoscenza ed esperienza del contesto societario attuale, che sempre di più tende ad includere e rappresentare le diversità.

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Bossy: Nel sistema moda direzione creativa e produzione danno poi vita all’identità del brand. Come avete costruito la realtà N3M?
N3M: Come detto precedentemente, il mercato è ancora basato su un sistema di produzione binario che vende un’idea di maschile e femminile distanti tra loro. Quindi il primo step da fare è sicuramente capire qual è lo spazio che il mercato ti lascia. Con questa premessa abbiamo deciso di giocare poco sul rivoluzionare la struttura stessa della scarpa. Ci piace giocare con i classici, con i must. Quindi non abbiamo voluto, per ora, inventare o operare su quello che è l’aspetto strutturale della scarpa. Tecnicamente la nostra è una scarpa artigianale. Ma allo stesso tempo cerchiamo sempre il punto di rottura, quell’elemento che in qualche modo la fa decontestualizzare, come il colore, il materiale, ecc.
Per quanto riguarda la produzione, i nostri punti cardine sono sicuramente l’alta qualità e la garanzia del Made in Italy. Infatti ci teniamo a localizzare tutti i processi all’interno del nostro Paese.

Mood

Bossy: Per concludere l’intervista vorremmo porvi una domanda alquanto visionaria. Sulla base dei fatti attuali, pensate che una realtà vestimentaria genderless si affermerà anche in Italia?
N3M: Non è semplice rispondere, ma crediamo di sì. Siamo positivi. Quello che stiamo vivendo, anche oltre la moda, è un fenomeno storico irreversibile. In Italia, in particolare, stiamo vivendo e affrontando un tema molto delicato come quello delle Unioni civili, già realtà e quotidianità in molti Paesi d’Europa. La moda non è un universo a sé stante, ha a che fare con il corpo di ciascuno di noi e non potrebbe esistere senza. Conseguentemente l’abbigliamento scruta e reinterpreta ciò che accade nella società in forme, colori e abiti.
Oggi la moda ha un gran bisogno d’innovazione, e quella genderless è sicuramente una tendenza, anche se in modo più avanzato fuori dall’Italia. Come in molte altre cose, siamo in ritardo, ma siamo fiduciosi nell’affermare che quello genderless è un movimento globale destinato ad evolversi.

Molto più che un’intervista. L’incontro con Noi3Milano ci ha dato la possibilità di toccare con mano una realtà che sta cercando di affermarsi con un’identità forte e precisa. Un dialogo transdiciplinare che ci ha dimostrato come la moda non sia solo quella patina effimera e camaleontica che viaggia sopra di noi, bensì un terreno solido che si sviluppa tra identità, storia e sogni. La moda è in grado di creare un tramite tra il reale e il sogno, s’ispira a ciò che è percepibile per creare il nuovo, dando forma a quelli che chiamiamo desideri. Con N3M, Marco e Guillaume, siamo riusciti così a percepire il valore culturale e trasformativo dell’accessorio scarpa.

Perché sì, una rivoluzione può partire anche dall’abbigliamento.

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